lunedì, Giugno 27

Francesco e i ‘poveri cristi’ field_506ffbaa4a8d4

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Quelle parole, quell’impegno, mostrano tutta la loro forza dinnanzi a quanto sta precipitando in questi giorni ed ore in Europa a proposito della questione di migranti e rifugiati. Con lo Strapaese delle meraviglie che ancora una volta riesce quasi solo ad andare a rimorchio, senza imporre propria visione ed egemonia. Perciò è tanto più prezioso che il Papa parli, indichi, agisca. E faccia muovere i suoi. Antimontalianamente, però e per fortuna, non si limita, non si limitano, a dire ‘ciò che non siamo, ciò che non vogliamo‘, ma indica, indicano, una prospettiva concreta. In piena continuità con tutta la storia della Chiesa, ma facendo reirrompere, qui ed ora, la forza sconvolgente dell’annuncio primigenio: ‘L’altro da me è un valore, non uno strumento‘. Un annuncio, una buona novella, un ‘eu angellion’, un evangelo, un Vangelo dunque, che rimette tutto in discussione. E riporta la speranza, al di là del riduttivismo idiota di chi ancora ritiene di poter appiattire le sue sconvolgenti parole, ed azioni, all’iconografia caricaturale della consegna da parte del Presidente boliviano Evo Morales del Gesù ‘crocifisso su Falce e martello’. Altro, ben altro e ben più, ha detto e dice ora a proposito di questa annunciatissima emergenza Francesco, che ha tante cose ancor da raccontare, per chi vuole ascoltare. (Quanto a tutto il resto…). Ascoltare lasciandosi sconvolgere dalle sue parole, senza rimanere attaccato alla difesa dei propri vecchi schemi masturbatori, siano quelli di una rivoluzione fallita o di una controrivoluzione permanentemente praticata da chi difende i propri interessi all’insegna di ‘spada e vangelo’. Francesco sta mettendo in campo una svolta che resterà. ‘Qualcosa di nuovo, anzi d’antico‘ su cui sarebbe prezioso se si riuscisse ad aprire un vero dibattito, dialettica, dialogo, al di là ed oltre le invettive o gli accodamenti meramente formali. Forse ancor peggiori.
«Questo ci tocca, ci commuove e cerchiamo l’altro per muoverci insieme. Questa emozione fatta azione comunitaria non si comprende unicamente con la ragione: ha un ‘più’ di senso che solo la gente capisce e che dà la propria particolare mistica ai veri movimenti popolari», aveva sostenuto allora Bergoglio, e queste parole erano, sono, il cuore della sua missione. «Nessuna famiglia senza casa, nessun contadino senza terra, nessun lavoratore senza diritti, nessun popolo senza sovranità, nessuna persona senza dignità, nessun bambino senza infanzia, nessun giovane senza opportunità, nessun anziano senza una venerabile vecchiaia», le sue conclusioni in quel Documento, quasi altra Enciclica. Giudizio ed appello per l’oggi.
Il Discorso della Montagna’ del Papa, ed il suo continuo ‘aggiornamento’ sono in direttissima continuità, naturalmente ma non scontatamente, con ‘Il Discorso della Montagna’ all’origine di tutto, quello di Cristo. Per i poveri cristi.
Dunque, ricapitolando, in questi giorni di Agosto e Settembre 2015
da Lunedì 31 Agosto a Venerdì 4 Settembre
Lunedì 31 Agosto
Migranti e rifugiati cornuti e mazziati. Con l’Ungheria in testa al ‘Campionato della vergogna’ e Papa Francesco che fa quel che può. Cioè molto, ancor di più visti gli altri ed il contesto. Questi eventi sono la cifra centrale di tutta la settimana. Altro tassello della ‘Terza Guerra Mondiale a pezzetti’ di cui Bergoglio-Francesco parla ormai dall’Agosto 2015, e che si va dispiegando sotto i nostri occhi in maniera sempre più chiara e feroce.
Martedì 1 Settembre
Mercoledì 2
Giovedì 3
Ungheria: botte ai migranti. L’Unione Europea prova a farsi Europa. Finora con scarso esito, ma almeno c’è l’intenzione
Venerdì 4
E poi
Sabato 5 e Domenica 6
E la prossima settimana
da Lunedì 7 a Domenica 13
Continua… (purtroppo).
E così ecco iniziato (non benissimo) anche questo Settembre 2015. Che non tornerà mai più. Purtroppo o per fortuna.

 

 

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