sabato, Giugno 19

Francesca Barracciu costretta a dimettersi Politica: il punto

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Perché Ignazio Marino (Pd), non indagato per la vicenda degli scontrini, si deve dimettere da sindaco di Roma e Francesca Barracciu (Pd), rinviata a giudizio per peculato, deve rimanere inchiodata alla poltrona di sottosegretario alla Cultura? È quello che si è chiesto, e con lui milioni di italiani, Alessandro Di Battista del M5S. E, infatti, le immediate dimissioni pretese dal grillino sono arrivate a stretto giro di posta da parte della Barracciu che, comunque, a scanso di equivoci, si dichiara «totalmente innocente». Troppo forti le pressioni politiche, ma soprattutto mediatiche, su Matteo Renzi.

Grana un po’ meno grande, ma sempre fastidiosa, per il partitone della Nazione è la pronuncia della Corte Costituzionale che ha respinto il ricorso presentato dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris, confermando in toto l’impianto della legge Severino. ‘Giggino’ verrà salvato dalla prescrizione, mentre lo ‘sceriffo salernitano’ Vincenzo De Luca dovrà rinunciare giocoforza alla carica di governatore della Campania. Quando di preciso, guerra di carte bollate permettendo, ancora non si sa.

Un’altra notizia che rischia di scuotere la politica nazionale è quella del presunto tumore benigno al cervello di papa Francesco diffusa dal ‘Quotidiano Nazionale’. Il responsabile della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, smentisce decisamente, ma il quotidiano conferma tutto e c’è già chi, come ‘L’osservatore romano’, pensa invece ad un complotto contro il ‘papa marxista’.

Riforma della Rai. Secondo il presidente leghista della Regione Lombardia, Roberto Maroni, il canone «è una follia e va abolito». Contro il «balzello più odiato dagli italiani» si pronuncia anche Angelo D’Agostino di Sc. E a vestire i panni di Pierre-Joseph Proudhon ci si mette pure Adriana Poli Bortone secondo cui il canone Rai «è un furto».

Siccome al presidente del Consiglio Matteo Renzi piace battere i record, parlando di legge di Stabilità si può tranquillamente affermare che quella presentata la scorsa settimana dal ‘premier slider’ in persona rischia di diventare la più misteriosa Finanziaria della recente storia repubblicana. Nel tardo pomeriggio il testo non è ancora arrivato al Quirinale. Matteo, intanto, è costretto alla retromarcia sull’Imu ai ‘paperoni’ e Rosy Bindi lo sfida su giochi d’azzardo e tetto ai contanti di 3mila euro.

Chiudiamo il sommario con una good new: il Senato ha votato all’unanimità il ddl per ‘la tutela e la valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare’.

Quello di Francesca Barracciu  rischia di essere ricordato come il primo caso in Italia di dimissioni immediate annunciate da un politico indagato. Il sottosegretario alla Cultura del governo Renzi è stata rinviata a giudizio dal tribunale di Cagliari con l’accusa di peculato aggravato. Stiamo parlando della stessa Barracciu costretta da ‘ordini nazareni’ a rinunciare alla corsa per la presidenza della Regione Sardegna, proprio perché indagata per le presunte spese pazze del consiglio regionale sardo, salvo poi venir ‘premiata’ con una poltrona pesante. La ‘stella’ del M5S Alessandro Di Battista ne aveva chiesto le immediate dimissioni commentando: «Ogni santo giorno uno scandalo. Ma cosa devono fare ancora per non essere più votati?». A rincarare la dose ci aveva pensato un altro grillino, Danilo Toninelli, che si chiedeva retoricamente se «il Bomba salverà pure lei». Tris a 5Stelle chiuso da Riccardo Fraccaro con un sibillino «poi tocca a lui» riferito a Renzi.

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