venerdì, Settembre 24

Fran c’è sco

0

Papa sotto tiro. Ma che cosa sta succedendo dentro la Chiesa?”, titola a tutta copertina Oggi. L’immagine di Francesco che ‘emerge’, quasi tridimensionale, è straordinariamente emblematica.

Un uomo determinato e stanco, che avanza ‘controvento’, grande da occupare lo spazio e la scena, la croce al collo parzialmente nascosta dalla mantellina, la mano destra stretta, la sinistra a stringere una logora e ricolma cartellina, tutto bianco sino allo zucchetto, sul terminale opposto del corpo pesanti scarponi neri, da marcia, che marciano su un acciottolato di sanpietrini. Da Via Crucis. Quella Via Crucis che sta percorrendo.

Il settimanale della Rizzoli Corriere della Sera, diretto da Umberto Brindani, ben descrive la temperie di un uomo, e della sua Chiesa. Che poi sarebbe di Gesù Cristo, ma diciamo che quello è il Presidente e non si fa vedere in giro da un bel po’ di tempo (in compenso sua madre è sempre tra i piedi, anche se più che altro si tratta di mitomani che, in cattiva o buona fede, la vedono, e contemporaneamente, dappertutto), mentre questo si fa un mazzo tanto, contemporaneamente Amministratore Delegato e Direttore Generale. Come suol dirsi, “canta e porta la croce”.

Già, la croce, che come nella efficace rappresentazione di Maurizio Crozza, porta da solo mentre gli altri plaudono. Ma lasciandolo, per l’appunto, solo. Adesso neanche più plaudono. Certo, forse più appariscenti che di reale peso o, meglio, di reale peso al di là della gestione di pur importanti e ben insediate elitè, che si identificano in gran parte con i Movimenti ecclesiali. In pochi gli danno una mano, molti attendono, molti (tanti, quanti?) ormai allo scoperto, o quasi, cercano di fermarlo. La sua accelerazione ha causato pure l’accelerazione delle ‘opposizioni’ che divengono via via sempre più pesanti e pubbliche. Sino allo scoppio dall’attacco sulla salute, efficacemente stigmatizzato dal quotidiano cattolico Avvenire con “L’informazione è malata. Il Papa invece sta bene”. Divenuto ormai, in sintesi, quasi marchio della trattazione di specie: Informazione malata. ‘La vera malattia del Papa è saper vedere’ propone il Direttore, Marco Tarquinio. ‘I sintomi del ‘morbo’: curare, incontrare, ascoltare, soccorrere, illuminare, incoraggiare, aggiustare, dare tenerezza…”.

Se è necessario che io reciti il Credo, sono disposto a farlo”, ha detto Jorge Mario Bergoglio, che ora aggiunge “I tempi cambiano, la Chiesa cambi”. E’ quello che non vogliono, e non gli perdonano. Strapaese non è solo l’Italia, a volte, ancor di più, il Vaticano. Ma Francesco c’è, e, allargando l’orizzonte, non è affatto solo, né nella Chiesa, né fuori.

E, dunque, ricapitolando questi effervescenti giorni di Ottobre 2015

da Lunedì 19 a Venerdì 23

 

Lunedì 19

Martedì 20

Mercoledì 21

Scoop’ di QN, il Quotidiano Nazionale che raggruppa Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione. ‘Tumore al cervello per Francesco’. La cui testa in ogni caso, funziona perfettamente. Meno quella, per quanto fisiologicamente sanissima, di certi incauti Direttori.

Giovedì 22

L’informazione è malata. Il Papa invece sta bene”, titola l’ Avvenire. Niente da aggiungere.

Venerdì 23

Continuano Sinodo, strascico dello ‘scoop’ sul Papa e, soprattutto, attacco a lui.

E poi

Sabato 24 e Domenica 25

 

E la prossima settimana

da Lunedì 26 Ottobre a Domenica 1 Novembre

Che Dio ce la mandi buona, come diceva quello che aspettava una sconosciuta.

E così anche Ottobre è un pezzo in là. Non tornerà mai più. Purtroppo.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->