lunedì, Giugno 27

Fotografe! L’arte delle donne dagli Archivi Alinari ad oggi A Firenze una Mostra tutta al femminile, suddivisa in due sezioni, tra il Forte di Belvedere e Villa Bardini, nella quale dieci donne del nostro tempo si confrontano con le artiste del passato. Previsti incontri con le protagoniste e laboratori didattici – Gli Alinari riconquistano la scena dopo la grande Mostra del 1977

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Sono passati diversi anni da quando nel 1977, il Forte di Belvedere a Firenze ospitò la prima grande Mostra degli Alinari, i tre fratelli che con le loro fotografie hanno raccontato   descritto e fatto conoscere l’Ottocento italiano, dalla seconda metà in poi fino ai primi anni del Novecento. ‘Gli Alinari, fotografi a Firenze, 1852-1920’ era il titolo di quella grande Mostra ideata e curata da Vladimiro Settimelli e da Filippo Zevi, e realizzata dal Comune di Firenze (Sindaco Elio Gabbuggiani, assessore alla cultura Franco Camarlinghi).  La prima dedicata al grande laboratorio fotografico divenuto col tempo il più importante d’Italia, messo in piedi da Leopoldo, fondatore della casa ( 1852)  insieme ai fratelli Giuseppe e Romualdo, e infine da Vittorio, figlio di Leopoldo che condurrà l’azienda agli altissimi livelli che abbiamo conosciuto.

L’immenso patrimonio costruito nel tempo, che racconta la storia d’Italia, del paesaggio, dei musei e delle opere d’arte, ma soprattutto della gente  comune ( e non solo dei personaggi più importanti), ha subito varie vicissitudini: a seguito della crisi innescata dalla Grande Guerra, nel 1920, la ditta passa di proprietà a una cordata di aristocratici toscani, guidata dal barone Ricasoli e nel 1957 ne diviene proprietario il senatore Vittorio Cini.

Grazie alla sua lungimiranza sono acquisiti archivi fotografici di grande valore come Brogi, Anderson, Chauffourier e Fiorentini, arricchendo notevolmente il valore del patrimonio fotografico della ditta. Nella seconda metà del ‘900 vi saranno altri passaggi ( dai  milanesi Zevi, ai triestini  De Polo) e ulteriori sviluppi, come l’acquisizione di nuovi fondi, la digitalizzazione e  la costituzione del Museo degli Alinari. Seguirà un difficile periodo di crisi, con il rischio della dispersione dell’immenso patrimonio acquisto negli anni, scongiurato dall’intervento della Regione che, dichiarato il patrimonio Alinari di notevole interesse storico, lo acquisirà nel 2019. Un patrimonio, unico al mondo, gestito da un Comitato Tecnico scientifico, consistente in oltre 5 milioni di pezzi, soprattutto fotografie. Che fornisce materiale prezioso per gli studiosi e diverse mostre  fotografiche, libri illustrativi,  pubblicazioni varie.

Ebbene, in questi giorni gli Alinari tornano a far parlare di sé, attraverso una Mostra insolita che si svolge parte a Villa Bardini, parte al Forte di Belvedere. Insolita perché il progetto espositivo ha per protagoniste  assolute le fotografe, quelle di ieri e quelle di oggi, un progetto che affianca opere originali degli Archivi Alinari a produzioni contemporanee. Da qui il titolo ‘Fotografe!’ mostra a cura di Emanuela Sesti e Walter Guadagnini, promossa dalla Fondazione Alinari per la Fotografia e dalla Fondazione CR Firenze, in collaborazione con il Comune di Firenze, e la collaborazione del Museo del Novecento.  Quali le  caratteristiche di questa Mostra  distribuita su due sedi, vicinissime l’una all’altra  ( Il Forte di Belvedere e il Museo Bardini)?

Partendo dagli esiti della ricerca negli Archivi Alinari, il progetto espositivo crea un percorso che intreccia una storia che dalla fotografia delle origini attraversa il Novecento e arriva ai nostri giorni, affiancando i primi procedimenti fotografici alle sperimentazioni contemporanee. La mostra non segue quindi un andamento cronologico, ma è costruita per analogie e differenze, temi e generi, primo tra tutti il ritratto fotografico, mettendo insieme in un unico percorso fotografie e fotografe nate in epoche, luoghi e contesti sociali diversi: l’intento non è solo di cogliere uno specifico ‘sguardo femminile’, quanto l’individuazione di alcune personalità nel campo della ricerca fotografica sin dai suoi albori. La presenza delle autrici contemporanee costituisce un momento di riflessione che investe le pratiche artistiche odierne, a partire dal rapporto con il passato e con la memoria.  La Mostra comprende una parte vintage prints,  fatta di album e negativi dagli Archivi Alinari, provenienti dalle diverse collezioni di oltre quaranta fotografe, in molti casi inedite, a partire da quelle delle prime dagherrotipiste degli anni ’40 dell’Ottocento, come la francese Bernardine Caroline Théodora Hirza Lejeune (Parigi 1824-1895) del fondo Oggetti Unici che è stato restaurato, e digitalizzato nel 2021 e le stampe originali di Julia Margaret Cameron, Dorothea Lange, Margaret Bourke-White, Lucia Moholy, Maria Mulas, Ketty La Rocca, Lisetta Carmi, Diane Arbus, Bettina Rheims, che si confrontano con le produzioni di dieci autrici italiane, Eleonora Agostini, Arianna Arcara, Federica Belli, Marina Caneve, Francesca Catastini, Myriam Meloni, Giulia Parlato, Roselena Ramistella, Sofia Uslenghi, Alba Zari, rappresentative delle giovani generazioni  nate dopo il 1980.

Inoltre, per iniziativa di Calliope Arts, ente no profit con sede a Firenze e Londra, che intende valorizzare e salvaguardare il patrimonio culturale delle donne attraverso il progetto ‘Restoration Conversations‘, la mostra si arricchisce di due sezioni dedicate alle sorelle Wanda Wulz (Trieste 1903-1984) e Marion Wulz (Trieste 1905-1990) e quello di Edith Arnaldi (Vienna 1884-Roma 1978), nota soprattutto come scrittrice ed artista di area futurista con lo pseudonimo di Rosa Rosà..

Questa sezione si trova al Museo Bardini. Al Forte Belvedere, si trova un archivio completamente da esplorare, sostanzialmente un inedito che, grazie alla ricerca della storica dell’arte Lisa Hanstein,  riporta alla luce la produzione fotografica di un’artista poliedrica come Edith Arnaldi, caratterizzata da ritratti e fotografie di viaggio realizzate in Italia, Europa e Africa, e dai ritratti eseguiti nel suo studio romano, funzionali all’indagine sulla produzione pittorica futurista dell’autrice. Nelle due sedi si avranno incontri con le artiste,  laboratori e visite guidate. Il percorso comprende anche l’esposizione di Rä di Martino Play it again e la straordinaria architettura militare di Forte Belvedere.

”E’ emozionante veder tornare l’arte della fotografia a Villa Bardini – afferma il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. – In quello che spesso è uno straordinario scenario fotografico, che fonde la bellezza del panorama di Firenze con l’eleganza delle strutture architettoniche della villa e del suo giardino. Oggi più che mai è attuale il racconto del femminile e il modo in cui la donna, l’artista, percepisce e restituisce il mondo e se stessa.” Il Sindaco Dario Nardella, ravvisa in questa originale esposizione”  il contributo fondamentale che le donne fotografe hanno dato all’arte della fotografia proponendo un percorso organico attraverso la macchina da presa vista con occhi tutti al femminile, con pezzi inediti dal passato ma consente di gettare uno sguardo alla nuova generazione di fotografe contemporanee che si stanno affermando grazie alle tecniche digitali.  

Per Giorgio van Straten, Presidente della Fondazione Alinari, la mostra rappresenta un passaggio importante nella breve storia della Fondazione in primo luogo perché, per la parte legata ai nostri archivi, tutte le fotografie esposte sono vintage o stampe dai negativi originali; poi per aver accostato al patrimonio degli archivi il lavoro di dieci fotografe italiane di oggi nella fase ascendente della loro carriera. Una dei nostri obiettivi fondamentali è infatti quello di far dialogare lo straordinario patrimonio del passato con la cultura contemporanea.” Infine, “Il punto esclamativo nel titolo– spiegano i curatori Emanuela Sesti e Walter Guadagninivuole sottolineare l’ammirazione per le donne che dalle origini della fotografia sino a tutto il secolo scorso, sono riuscite a conquistare una posizione in un mondo che era tutto maschile”. La Mostra resterà aperta fino al 2 ottobre 2022.

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