lunedì, Giugno 21

Forza Italia, Rotondi: ‘Berlusconi, scelta importante su Parisi’ A tu per tu con il leader di Rivoluzione Cristiana

0

Stefano Parisi è l’uomo scelto dal Cavaliere per rilanciare il partito azzurro. «Tocca all’area moderata stabilire la rotta. Tocca ai moderati riconsegnare a quest’area la sua centralità e il suo primato». Così l’ex candidato sindaco di Milano ribadisce il suo ruolo di coordinatore. «Per ora ho assunto questo doppio incarico: Berlusconi mi ha chiesto un progetto per il rilancio di Forza Italia e al contempo lavoro alla costruzione dell’area liberal-popolare. A questo servirà la Convenzione in programma a Milano per settembre».

Il fatto è che questa decisione deve essere ancora digerita da tutti. Un secco ‘no’ arriva da Matteo Salvini (naturalmente prevedibile), mentre Alfano tenta il riavvicinamento a Forza Italia. Il problema principale, a detta di molti, sono proprio le riforme, appoggiate da Ncd e non condivise dai forzisti. Anche Renato Brunetta non si risparmia, «Ancora una volta Alfano s’offre: ‘s’, apostrofo, ‘offre’. Se vuole davvero costruire qualcosa con Forza Italia e con gli altri partiti dell’area di centrodestra prima tolga la fiducia a Renzi, faccia cadere il governo, e poi se ne può parlare».

E’ normale che una decisione del genere abbia portato scompiglio e sorrisi a denti stretti tra alleati e non. Proprio per questo motivo abbiamo chiesto a Gianfranco Rotondi, ex ministro nel governo Berlusconi e attuale presidente di Rivoluzione Cristiana, cosa ne pensa e soprattutto se Parisi potrebbe far rinascere il partito.

“La mossa di Berlusconi su Parisi è una novità importante. Non necessariamente negativa, non pregiudizialmente positiva”. Secondo le Sue dichiarazioni, Stefano Parisi è in grado di rilanciare le forze di centro?

La scelta è importante perché smentisce l’idea di un Berlusconi in rampa di uscita dall’avventura politica: al contrario l’ex premier sta sulle cose e di fronte a Parisi che si propone reagisce con un invito all’impegno in Forza Italia. In realtà è come se Berlusconi dicesse a Parisi: vuoi aggregare? Inizia a lavorare e vediamo cosa combini. Non voglio sprecare il paragone storico, ma De Gasperi reagì così alla contestazione dei Dossetti e dei Fanfani: li chiamó con sè alla guida della Dc, li mise – parole sue – ‘alla stanga’.

L’ex candidato sindaco ha dichiarato che a Settembre si partirà con una rivoluzione, prima da Milano poi tutta l’Italia. La Sua opinione?

Intanto da Milano si partiva meglio vincendo che perdendo: nella sconfitta ci sono precise responsabilità di Parisi. Avevamo aggregato una lista democristiana che univa Rivoluzione cristiana e l’ Udc, e Parisi si è rifiutato di apparentarla. Metà di quella lista è andata con Sala al primo turno, l’altra metà al secondo turno perché Parisi manco ci ha voluto incontrare. Voleva vincere facile e senza patti con la politica: poverino, a Milano si è limitato a perdere, a Roma gli può andare molto peggio se ci torna con queste idee. In politica non si butta niente e ce lo insegna Silvio Berlusconi.

Lei ha dichiarato che “ormai Forza Italia sembra il Psi. Urge rifare la Dc”. Come si potrebbe ricreare una Dc partendo da Forza Italia? Un ritorno ai valori democristiani come si inserirebbe nell’attuale panorama politico?

La Dc è l’Italia: non a caso il più acuto storico della Dc, il prof. Giovagnoli, definì la Dc ‘il partito italiano’. Se non sei democristiano non conquisti l’Italia. Berlusconi è stato un grande democristiano anche se in fondo non lo era. Figuriamoci Renzi che democristiano – direbbe Totò – lo nacque.

La decisione di Berlusconi ha creato vari malumori, forse è stata una mossa azzardata?

Ripeto, non è stata una mossa ma una contromossa: Parisi ha lanciato una offensiva e Berlusconi l’ha assorbita con un espediente appunto molto democristiano.

L’obiettivo dichiarato  è costruire un soggetto che sia l’alternativa a Renzi e ai 5 stelle. Quali potrebbero essere le caratteristiche dei nuovi moderati?

Io non sono moderato. Nè la Dc fu storia di moderatismo: grazie alla Dc abbiamo avuto la repubblica, il voto alle donne, la riforma agraria, la nazionalizzazione dell’energia elettrica. Altro che moderatismo. Al Paese serve un nuovo ciclo di scelte di coraggio: una vera riforma fiscale,una giustizia giusta,una manovra coraggiosa sul debito pubblico. Altro che moderatismo.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->