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Forum delle Culture Napoli: missione compiuta field_506ffbaa4a8d4

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Il Forum delle Culture è un evento culturale internazionale ideato dalla Fundaciòn Forum Universal de les Cultures di Barcellona e promosso dall’UNESCO ogni tre anni. La prima edizione ha visto Barcellona protagonista dal 9 maggio al 26 settembre 2004, con i temi di riflessione su condizioni per la pace, sviluppo sostenibile, diritti umani, rispetto della diversità culturale. In quell’occasione il capoluogo catalano subì una vera e propria trasformazione urbana, registrando un’affluenza di tre milioni di visitatori.

Il testimone nel 2007 giunse a Monterrey in Messico per far incontrare le culture bianca e quella dei nativi latinoamericani. La terza edizione si svolse in Cile a Valparaiso nel 2010 dove i temi furono incentrati sulla lotta alla povertà, memoria storica di Valparaiso, la città e il mare. La quarta edizione si è svolta a Napoli da maggio al 9 dicembre con temi: Condizioni per la pace, Conoscenza, Diversità Culturale, Sviluppo Sostenibile, Mare. La prossima edizione del Forum delle Culture si svolgerà ad Amman in Giordania dal 15 luglio al 15 ottobre 2016.

Il Forum delle culture fu assegnato alla città di Napoli nel 2007 e si sarebbe dovuto svolgere dal 27 settembre 2013 in concomitanza del 70° anniversario delle quattro giornate di Napoli, terminando a maggio 2014, ma le numerose difficoltà incontrate principalmente legate alla programmazione delle risorse economiche, i ritardi e ripensamenti hanno fatto slittare la data di inizio proprio a maggio.

Una delle difficoltà principali che hanno caratterizzato la manifestazione partenopea è stata l’occasione perduta della trasformazione urbana, come avvenuto a Barcellona, per l’area di Bagnoli, in quanto l’amministrazione dell’allora sindaco Rosa Russo Iervolino aveva previsto un investimento di circa 200milioni di euro, dei quali la maggior parte erano destinati al completamento dell’area di Bagnoli, che il Comune aveva progettato essere la location principale della manifestazione.

Nonostante i prodromi l’evento si è svolto, sostenuto dalla Regione Campania e promosso dal Comune di Napoli unitamente ai Comuni sedi dei siti UNESCO di Caserta, Benevento, Pompei, Ercolano, Ascea, Paestum e Ravello. Il capoluogo campano è stato protagonista di centinaia di eventi disseminati in tutta la città, dal Centro Storico alle periferie: musei, teatri, biblioteche, ma anche piazze, strade, chiostri, chiese, castelli e siti archeologici e monumentali.

Al termine della manifestazione abbiamo chiesto all’assessore alla cultura del Comune di Napoli  Nino Daniele di fornirci un resoconto dell’evento.

 

Forum della culture terminerà il 9 dicembre. Tirando ipoteticamente le somme com’è andata? La città è stata pronta a rispondere a questo Forum? 

Noi contiamo a fine attività ad aver coinvolto circa 400mila cittadini. Penso che sia una cifra assolutamente considerevole, in pochi mesi di attività ed iniziative culturali. Sostanzialmente il Forum è entrato nella sua attività dal maggio dei monumenti, poi in quest’ultima fase in modo più intenso. Diciamo che in sei mesi aver coinvolto 400mila cittadini in attività culturali, ognuno dei quali avrà avuto un’emozione, da un pensiero avrà tratto una riflessione, aver costruito occasioni di vita comunitaria, socialità, esperienze condivise, penso sia stata una cosa di grandissima importanza. Non tutte le iniziative, lo ammettiamo, hanno avuto un’adeguata partecipazione, mentre ce ne sono state altre che hanno avuto un’enorme partecipazione, purtroppo in tante occasioni abbiamo avuto il sold out ed abbiamo dovuto dire no a tanti che avrebbero voluto partecipare. Se stiamo al dato complessivo, si tratta di un dato importante.

Pensa che la frammentazione del programma abbia portato ad una risposta meno concentrata da parte del pubblico?

Bisogna due valutazioni, in parte la ‘frammentazione’ del programma noi l’abbiamo perseguita, cioè l’abbiamo voluta perché per noi la cultura non è solo l’evento dove c’è quello che si esibisce e un enorme pubblico, per noi cultura è anche partecipazione attiva, è anche spingere le persone a fare direttamente attività ed avere impegno culturale. Quindi per noi la frammentazione è stato un modo per fare quello che volevamo, quello che abbiamo dichiarato che il Forum avremmo voluto diventasse cioè un Forum diffuso, capace di arrivare dove difficilmente la cultura arriva. Siamo andati nelle Municipalità, nelle scuole dove abbiamo avuto tanti bei progetti, abbiamo visto tanti talenti straordinari. Certo puoi anche incappare nella cosa di scarsa qualità, la cosa un po’ oleografica, però nel complesso mi sembra che anche questo ci possa consegnare un bilancio positivo. La vitalità culturale di questa città è data anche da quello che io chiamo i ‘cento fiori ’ cioè le tante associazioni che fra mille difficoltà riescono a fare cultura in questa città . Non abbiamo coinvolto soltanto le grandi istituzioni, gli Istituti di grande cultura, l’Università, il San Carlo, com’era giusto che fosse, ma abbiamo cercato di arrivare anche a un tessuto più diffuso, non credo che questo sia un demerito sinceramente.

Tanti problemi all’inizio, sembrava quasi che non riuscisse a prendere forma questo Forum. A cosa era dovuto?

Il Forum ha una storia travagliatissima, perché ad un certo punto c’è stato un conflitto, per cui il Forum, questo format che il Comune di Napoli aveva acquistato dalla fondazione di Barcellona che è sotto l’egida dell’UNESCO era un’operazione che si diceva, che doveva addirittura cambiare il volto della città. Aveva una progettazione urbanistica delle attività di promozione culturale con fondi che all’inizio si parlava di duecento-duecentocinquanta milioni di dotazione, poi ad un certo punto ci fu un conflitto tra Comune di Napoli, Regione Campania e Governo nazionale ed il Forum è rimasto senza fondi perché Rutelli tolse al Forum la dichiarazione di grande evento. Quindi il Forum fu azzerato, rimase solo questo contratto che la città di Napoli aveva con Barcellona, dei debiti per una serie di attività preliminari fatte, per esempio andare a Valparaiso a prendere il testimone dell’evento, però nella città non è avvenuto nulla. Era un po’ curioso che noi avessimo speso quattro milioni di euro per acquistare il format, due milioni di debiti per iniziative già fatte, credo circa un milione per mantenere in piedi nel corso del tempo la fondazione, cioè spendere sette milioni di euro per zero attività, era secondo me una follia, uno spreco. Si è provato più volte a rilanciare questa iniziativa, e devo dire che alla fine quella che sembrava una missione impossibile ce l’abbiamo fatta a realizzarla. Credo che siamo usciti da una cosa che segnava negativamente l’immagine della città, abbiamo fatto quello che nelle condizioni date era possibile fare per uscire con dignità da una vicenda che marcava negativamente l’immagine della città.

Questo Forum è stato dato l’appellativo di ‘Tormentato’ e di ‘Silenzioso’, vuol spiegare il perché?

Tormentato sicuramente, silenzioso non direi, se vediamo tutte le persone che hanno cantato, ballato, assistito.

Forse per quanto riguarda il battage pubblicitario, la comunicazione.

Non c’è dubbio che ci sia stato un difetto di comunicazione, però questo era in qualche modo intrinseco alla condizione in cui si doveva realizzare, perché una cosa è se si ha un programma definito un anno prima o due anni prima, e poi si ha la possibilità di promuoverlo, un’altra cosa è quando si deve promuovere gli eventi mentre li fai, a treno in corsa. Certo è più complicato avere una comunicazione efficace, però alla fine se 400mila cittadini partecipano, diciamo che qualcuno se ne sarà pure accorto.

Croce ed Eduardo i personaggi con più progetti, seguiti da Caruso. Eduardo per l’anniversario della scomparsa, Croce cui è stato dedicato il Maggio dei monumenti e Caruso . Pensa che forse si poteva dare attenzione a qualche altro personaggio ?

 Innanzitutto questo è stato il Forum Universale delle Culture di Napoli, quindi noi dovevamo mettere sotto i riflettori la cultura di Napoli. Siccome lo abbiamo articolato in due parti : le radici ed il futuro, queste sono le due grandi aree tematiche che poi si sviluppavano secondo il format con i cinque temi. Abbiamo individuato in particolare quelle che secondo noi sono le personalità a cui più è ascrivibile la proiezione universale della cultura napoletana, quindi Croce ed Eduardo, uno nel pensiero ed uno nel teatro, parliamo di uno dei più grandi filosofi europei del novecento e del più grande drammaturgo del novecento, così come Caruso per quanto riguarda la musica che è la voce di Napoli nel mondo, questo non vuol dire ignorare il valore degli altri. E’ una scelta perché dovevi individuare dei criteri. Tra l’altro per Croce nell’aver scelto ‘Storie e leggende napoletane’ per il Maggio dei monumenti, c’è l’idea di fondo di voler salvaguardare il patrimonio storico monumentale della città, farlo in un modo diverso, col tema leggendario, del fantastico, dell’insolito, credo che sia stata una bella operazione che tra l’altro ha avuto successo. Se pensiamo che una mostra su Benedetto Croce alla Biblioteca Nazionale all’inaugurazione c’erano tremila persone, come se fosse stato un concerto al Palapartenope.

Alcuni eventi sono stati davvero più unici che rari . Secondo lei quale sarà quello che verrà maggiormente ricordato?

Abbiamo fatto due mostre uniche, irripetibili. Abbiamo fatto la mostra sui tesori angioini, anche quella non scelta a caso come periodo, perché con Carlo D’Angiò per la prima volta Napoli intorno alla metà del duecento diventa capitale di un regno, tra l’altro aveva una corte che chiamerà qui Boccaccio, Giotto, un periodo straordinario. Una mostra bellissima fatta al Museo del Tesoro di San Gennaro ed unica, io penso che quella mostra difficilmente si potrà vedere un’altra volta, perché abbiamo avuto dei pezzi unici, mai esposti prima, provenienti da varie parti, una cosa molto complicata. Poi abbiamo a San Domenico Maggiore la mostra sulla scultura dell’ottocento napoletano : Vincenzo Gemito, Francesco Jerace, che a detta di tutti è la più bella mostra sulla scultura che si sia mai fatta a Napoli. Penso che questi due eventi culturali rimarranno, se vedrà i cataloghi sono delle opere di approfondimento prezioso. Anche i convegni su Eduardo, abbiamo avuto i più grandi studiosi, abbiamo avuto un vero avanzamento della ricerca sul pensiero e la drammaturgia di Eduardo, con gli atti che saranno pubblicati.

Dal punto di vista culturale questo Forum cosa ha prodotto?

Una città che era un po’ spenta, in cui la bruttezza ed il degrado, la volgarità, il fatto che avevi come unica alternativa la televisione e neanche la migliore televisione, avere dato un’offerta culturale così imponente con centinaia di attività, di eventi come la multiculturalità, partecipare dal vivo, penso che avere riportato centinaia di migliaia di persone a partecipare dal vivo ad attività culturali, per me è un merito ed un successo. Considerando che tutte le attività del Forum sono gratuite, questa è una cosa importante in questo momento, perché a tanti cittadini veniva negata la possibilità di partecipare alla cultura.  Abbiamo organizzato a Capodimonte tutto un ciclo di fine settimana nel Forum, delle visite teatralizzate alle collezioni di Capodimonte che hanno avuto una grande partecipazione, perché erano gratuite. Quindi abbiamo dato un’opportunità a tanta gente di vedere una cosa preziosa della propria città che forse non avrebbe normalmente visto.

Lo spettacolo di Victoria Chaplin ‘Murmures des murs’ una fiabesca rappresentazione, con cinquecento richieste di biglietti, circa trecento prenotati non si sono presentati, cosa ne pensa?

 Questo dipende dal fatto che molti si prenotano e poi non vanno allo spettacolo, questo è difficile ovviare, molto dipende anche dai comportamenti delle persone. Mi hanno detto che da parte della fondazione chiederanno una conferma ventiquattr’ore prima dell’evento. Se un cittadino si prenota è questione di stile, di comportamento. Immagino che i cinquecento che si sono prenotati per Victoria Chaplin non saranno proprio presi dalla strada, ma persone interessate, se poi ti accorgi che hai un problema e non ci puoi andare, comunicalo e dai la possibilità ad un altro di poter partecipare. E’ un elemento di civicità che è mancato in quelle persone che sono attente agli eventi culturali, che dovrebbero avere uno stile di comportamento civico molto più adeguato e consono.

Tanti eventi secondo il filo dei cinque temi universali. C’è un tema che vorrebbe aggiungere? Il sesto tema?

I temi che volevamo aggiungere li abbiamo aggiunti, ione sottolineo due: il mare, dove abbiamo avuto una quantità straordinaria di iniziative su questo tema, tra l’altro un tratto identitario importante della città, e l’altro i dialoghi sulle mafie, dove abbiamo avuto i più importanti protagonisti della lotta alle mafie del nostro paese, perché le mafie globali nel tempo della loro globalizzazione sono per Napoli ed il mezzogiorno uno dei temi più importanti. Cosa abbiamo voluto sottolineare? E’ vero che noi abbiamo questo problema, ma abbiamo a proposito della conoscenza sviluppato strategie e legislazione molto importante che addirittura è un esempio in Europa e nel mondo, di come si combattono le mafie. Purtroppo siamo degli apripista, perché abbiamo un’esperienza, dolorosa, tragica, fatta anche di tanti eroismi. Tutti parlano di questo problema, giustamente e guai a non parlarne, spesso si parla del problema ma quasi mai si parla dell’impegno straordinario dei grandi risultati, la grande forza, grande energia di un movimento antimafia che ha conseguito risultati importanti e che ha costruito una legislazione, che oggi nel momento in cui le mafie si globalizzano e siedono ai tavoli della finanza globale, quella legislazione può essere utilissima per combatterla. C’è una cosa di cui siamo sofferenti e ci danneggia, e c’è una cosa di cui possiamo essere orgogliosi.

 

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