mercoledì, Ottobre 20

Follie d'estate 40

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macumba

 

In questa estate mai cominciata e già finita, abbondano i paradossi e le notizie al limite del grottesco. La senatrice Hillary Clinton, principale candidata a sostituire Barack Obama sulla poltrona che spetta all’essere umano più potente del mondo, ammette candidamente in un’intervista non adeguatamente evidenziata dai media europei, che gli USA hanno pensato, a suo tempo, di incentivare la creazione del Califfato islamico, con l’obiettivo di arginare le violenze inaudite del dittatore Assad in Siria. Poi, esattamente come in casi analoghi verificatisi coi taliban in Afghanistan e con Saddam Hussein in Iraq, la situazione è sfuggita di manoe il mondo ne ha pagato e paga conseguenze orribili. Il mondo a noi vicino, non quello lontano migliaia e migliaia di chilometri dal continente americano, naturalmente.

Ma oggi vorrei soffermarmi su due notizie di gran lunga meno tragiche, entrambe legate a tematiche molto sentite ma con l’innegabile merito di contenere risvolti  in grado di strappare quel sorriso che tanto ci manca.

La prima riguarda uno scontrino, emesso in un ristorante di Maruggio, provincia di Taranto. Il cameriere si è sentito in dovere di avvisare il pizzaiolo, per iscritto appunto su uno scontrino interno, che i clienti in attesa delle pizze erano omosessuali, annotando testualmente Mi raccomando, so’ ricchioni”. Lo scontrino è finito nelle mani dei clienti, che hanno giustamente protestato col padrone, e il cameriere è stato licenziato. Il comportamento del titolare è ineccepibile e segna un progresso degno di nota nell’evoluzione del costume italiano, questo è certo. Resta il ragionevole dubbio che il becero commento del cameriere fosse dovuto non tanto alla volontà di discriminare i clienti quanto a un’ ignoranza di base, connaturata ad un retroterra culturale rozzo e magari all’irresistibile voglia di fare la battuta corriva col collega pizzaiolo, in un contesto che riteneva incautamente privato. Battuta pagata a prezzo carissimo.

L’altro episodio è più surreale, al limite della credibilità.

Il senatore Roberto  Calderoli, l’autore della legge elettorale con cui siamo andati a votare per lustri, nota a tutti come ‘porcellum’, si lamenta in un’intervista del fatto che le numerose sventure a lui capitate negli ultimi mesi siano dovute alle maledizioni che il padre dell’ex Ministro Cecile Kyenge gli avrebbe scagliato, a margine delle polemiche che hanno visto il senatore insultare in modo particolarmente bieco la ministra in questione, con particolare riferimento alla sua appartenenza alla razza nera.

Il signor Kyenge non nega, anzi ammette di aver effettuato un rito tribale contro Calderoli, ma solo per invocare gli avi di quest’ultimo affinchè lo liberassero da pensieri e convincimenti così profondamente errati. Calderoli però è disperato, reduce da incidenti e disgrazie di notevole gravità che lo hanno colpito ripetutamente, e implora il signor Kyenge di revocare la macumbacorroborando le sue certezze con fatti concreti, come lo spezzarsi in due di un cornetto propiziatorio a lui regalato da amici napoletani a scopo protettivo e la presenza di una sua foto, fatto documentato in un reportage su un rotocalco che ha immortalato il rito maligno, posta tra alcuni termitai in Africa. Ultimo segnale, il grosso serpente che Calderoli si è ritrovato in casa, ucciso tra le polemiche degli ambientalisti dal senatore con le sue mani.

E non è tutto. Una maga avrebbe ravvisato intorno al senatore potenti, terribili energie negative.

Il signor Kyenge ha convenuto che la presenza di un serpente in casa è segnale tutt’altro che buono e ha consigliato a Calderoli di ribadire con altro spirito le scuse a sua figlia Cecile, evidentemente espresse con animo poco sincero. Fatto che, com’è noto, può essere superficialmente  trascurato dai semplici esseri umani, ma non sfugge certo agli avi del senatore, turbati e innervositidal suo comportamento.

Pensavo di aggiungere, in coda, un commento a tutto ciò. Poi mi sono reso conto che no, non è necessario.

 

 

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