domenica, Giugno 13

FMI, segnali positivi per l’economia mondiale

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Con una crescita dello 0,8% nel 2017 e nel 2018, l’Italia è il Paese che cresce meno nell’ambito dell’Unione Europea. A dirlo è il Fondo monetario internazionale, che comunque rispetto ad inizio anno ha rivisto al rialzo le stime di crescita del Pil italiano.

Il dato avanzato dal Fmi è incoraggiante per l’economia italiana, ma deve comunque far riflettere. Sempre per il Fmi l’Italia infatti è superata anche dalla Grecia, il cui Pil sale del 2,2% quest’anno per accellerare al 2,7% nel 2018. Gli esperti di Washington però dipingono un quadro migliore per il debito, che sale meno rispetto al previsto con il rapporto defict/Pil al 2,4% per l’anno in corso (stesso valore del 2016) per poi scendere all’1,4% nel 2018 e azzerarsi nel 2022.

Gli esperti del Fmi comunque vedono una ripresa per l’economia mondiale, ma avvertono che restano significativi i rischi al ribasso fra i quali soprattutto protezionismo e crisi geopolitiche. Il Fondo Monetario Internazionale, poi, invita a non esagerare i timori legati all’impatto dei movimenti anti-euro in vista della prossime elezioni in Francia, Germania e anche in Italia. «E’ vero che ci sono movimenti politici con piattaforme anti-euro ma un break-up della zona euro richiede vari passi che a nostro avviso sono poco probabili: è meglio non esagerare l’impatto di breve termine di tali visioni», ha dichiarato Maurice Obstfeld, capo economista del Fondo monetario Internazionale.

(video tratto dal canale Youtube di Associated Press)

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