giovedì, Maggio 13

Flat tax: perché si, perché no

0
1 2 3


Le criticità sono tante e ancora molti gli interrogativi. “La proposta di legge della Lega snatura la flat tax”, sostiene Edoardo Fanucci, vicepresidente della Commissione bilancio alla Camera, “e l’escamotage proposto dal Carroccio non rispetta a pieno la progressività difesa dalla Costituzione”Ma la flat tax creerebbe un fisco uguale per tutti? “Non aiuta certo i più deboli. Anzi, avrebbero un aggravio maggiore. Avvantaggia invece il ceto medio. Non è il centrosinistra a dirlo. Sono le teorie economiche. La riduzione delle tasse deve essere per tutti, non devono esserci figli e figliastri”. 

E soprattutto in Italia ci sono le condizioni per applicare la flat tax? No. I costi della flat tax non sono sostenibili”, ammette Fanucci. “La proposta leghista prevede anche l’eliminazione dell’IRAP (imposta regionale sulle attività produttive), non dimentichiamolo. Dall’analisi dell’Organismo tecnico-scientifico del dipartimento del Tesoro risulta che il buco da coprire con l’applicazione della ‘tassa piatta’ sarebbe di 130 miliardi, 40 per IRES e IRAP e 90 miliardi per l’IRPEF”.

Ma i numeri non tornano, restano le distanze. “L’applicazione della flat tax nei Paesi come il nostro”, dice Giuseppe Di Taranto, economista dell’Università Luiss di Roma, “può funzionare bene quando non ci sono eccessive disuguaglianze sociali. E in Italia non è così. Per far fronte alla complessità sociale infatti, abbiamo ben cinque aliquote. In altre parole, nella situazione italiana, la flat tax porterebbe ai più poveri un aumento delle tasse rispetto ad ora; agevolerebbe soprattutto i più ricchi. E’ giusto il principio: minor tassazione, diminuzione di evasione ed elusione, aumento degli introiti ma il teorema economico è applicabile solo dove non ci sono eccessive disparità nei redditi”.

Un’altra voce fuori dal coro è Francesco Daveri, professore di Politica economica all’Università Cattolica di Piacenza, esperto di flat tax. “Lati positivi della flat tax? Sarebbe una frustata semplificatoria all’ingarbugliato sistema fiscale. Si abbatterebbe la giungla di deduzioni e detrazioni che rendono il fisco italiano un cumulo di norme e regolamenti. Un altro aspetto positivo è che la flat tax dovrebbe incoraggiare gli evasori a pagare le tasse e quindi fare riemergere il sommerso”. Mentre i lati negativi? Intanto le coperture. Dai calcoli che ho effettuato risulta che l’introduzione della ‘tassa piatta’ nel nostro sistema fiscale genererebbe un buco di 40 miliardi. E non solo. Va ricordato che la proposta della Lega prevede anche la cancellazione dell’IRAP pari a 35 miliardi. Quindi la stima finale della flat tax sarebbe di 75 miliardi. Inoltre fissare una soglia di deduzione a 3.000 euro, come proposto dal Carroccio, implica che gli italiani con un reddito superiore a 3.000 euro e inferiore a 17.375 (non sono pochi: nell’universo dei 41 milioni di contribuenti rappresentano il 51,1% del totale) finirebbero per pagare un’imposta individuale più elevata. Facciamo un esempio: un contribuente con un reddito di 10mila euro che oggi ne paga 460 di imposte, con la deduzione a 3.000 euro finirebbe per pagarne 1.050 cioè più del doppio di prima. E non dimentichiamo il nodo gordiano della spesa pubblica: con la flat tax si avrebbe, almeno nel breve periodo, una penuria di entrate e i nostri politici a quel punto dovranno decidere se tagliare la spesa in modo mirato e non in maniera lineare, come spesso è stato fatto”.

E gli altri Paesi che la adottano? Il caso più rilevante per l’Italia potrebbe essere la Russia: nel 2001 le tre aliquote di imposta sul reddito del 12, 20 e 30% sono state unificate in un’unica al 13%. Tale riforma ha registrato un consistente aumento di entrate fiscali. Ma se tanti lo imputano all’effetto della flat tax, non dimentichiamo che ciò è avvenuto non solo per la ‘tassa piatta’, soprattutto grazie all’evoluzione dei prezzi delle materie prime, a un drastico giro di vite alle norme anti evasione e ad un aumento di contributi dalle aziende. Consideriamo infine che molti paesi dell’Est Europa in cui è in vigore la flat tax arrivano dal blocco sovietico e hanno rivoluzionato completamente la loro economia. Non sono  regimi comparabili con il nostro sistema di Governo. Non abbiamo la stessa storia”.  

Una storia controversa quella della flat tax. Il quadro dipinto dai numeri disegna facce diverse di una tassa che continua ad avere i contorni ingannatori di un trompe-l’oeil. Un’illusione che àncora l’Italia alla sciagura dell’inerzia e all’eterno dilemma del taglio alla spesa pubblica, forse il solo modo per sostenere la ‘tassa piatta’. Resta un denominatore comune, l’unico: il nostro sistema fiscale è un coacervo disordinato di regolamenti, un dedalo oscuro e tortuoso con una mappa indecifrabile: l’enigma della burocrazia. 

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->