lunedì, Ottobre 25

Flash mob femministi

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BangkokSbarca anche in Indonesia la sigla OBROne Billion Rising’ «Un Miliardo si Solleva», una danza che si svolge internazionalmente per innalzare l’attenzione presso il pubblico dell’intero pianeta affinché si ponga fine alle violenze contro le donne. Generalmente si ritiene che i ragazzi siano solo entità che sciamano nei grandi big mall, nei centri commerciali alla moda dove abbeverarsi dei miti del consumismo anche in epoca di crisi globale, tra coffee shop e luoghi dove spendere tempo, denaro e aspirazioni. Non sempre è così. Vi sono infatti, anche in Indonesia, ragazzi che cercano di contribuire alla creazione di un Mondo diverso nonostante la propria Nazione, tra le più estese del Pianeta sia in lotta contro fondamentalismi ideologici ma soprattutto religiosi di varia estrazione e che pervadono il Paese in lungo e largo. L’Indonesia purtroppo non è affatto esente dalle sirene oscure e cupe dell’ISIS.

Contattati dai media, anche i ragazzi  delle Scuole Medie Superiori, affermano in gran messe che intendono partecipare alla danza mondiale ed alla performance connessa per compartecipare al richiamo comune del contrastare le violenze  sulle donne.

«Viviamo in un’era dove le violazioni contro le donne accadono ancora e molte donne considerano le violenze domestiche come fossero un’evenienza comune», ha affermato una giovane ragazza indonesiana contattata dai media nazionali a Kemang, Jakarta Meridionale .

OBR Indonesia si congiungerà alla campagna annuale globale che ha preso avvio in America attraverso l’azione di una attivista oggi nota soprattutto come drammaturga e scrittrice, Eve Ensler , che diede l’avvio a questa performance mondiale nel 2013, in modo che ogni San Valentino si svolgesse quest’evento per spingere con urgenza le donne dell’intero Pianeta a parlare del tema senza remore, a danzare e soprattutto sollevarsi con forza contro le violenze attuate contro le donne.

Gli stessi ragazzi e le ragazze d’Indonesia sottolineano la deplorevole condizione per la quale molte donne della propria Nazione vivono ancor oggi rinchiuse in retaggi anti-storici per i quali le violenze domestiche sono connaturate con il modo stesso di vivere, quasi fosse un fatto naturale, nell’ordine delle cose, spesso si tratta di violenze commesse dai propri mariti o consanguinei, tra le mura domestiche nella stragrande maggioranza dei casi.

«Dobbiamo spezzare le catene della violenza ed incoraggiare le donne a parlare, a venir fuori e lottare per i propri diritti, diritti violati», ha detto a viva voce ai media una ragazzina indonesiana di soli 14 anni. Mugiyanto, ex Presidente della Associazione Indonesiana delle Famiglie di Persone Scomparse IKOHI, partecipa alla campagna di danze pubbliche ma ha già partecipato ad altre manifestazioni similari. Vi sono poi anche persone che hanno organizzato manifestazioni pubbliche durante il 1° Maggio così come hanno partecipato anche ad altre manifestazioni di fronte al Palazzo di Stato ogni Giovedì (manifestazioni di protesta chiamate Kamisan) chiedendo che il Governo risolva i casi passati di abusi commessi sulle persone e soprattutto sulle donne.

«A scuola dicono che su queste cose di vita me la prendo troppo sul serio ma io rispondo che faccio tutto questo per una buona causa e non posso stare in silenzio quando questa ingiustizia sta ancora in piedi», ha aggiunto la ragazzina.

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