martedì, Settembre 21

Firenze: tutto sul restauro 40

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Restauro Firenze

Dal 13 al 15 novembre si apre alla Fortezza da Basso a Firenze la IV edizione del Salone del Restauro, che coincide quest’anno con la 18 Assemblea Generale dell’Icomos (International Council on Monuments and Sities) che vede nella città del Fiore 1500 delegati per discutere (a porte chiuse ) sul tema “Heritage and Landscape ad Human Values).

Il Salone propone anche quest’anno una vasta rassegna delle opere di restauro in atto, per sensibilizzare l’opinione pubblica e, in special modo, i ragazzi attratti dai reperti archeologici che saranno esposti. Tra mostre di oggetti d’arte nello stand Mibact, convegni sotto l’egida di SOS restauro e incontri tra operatori di settore, il Salone che si apre nel Padiglione Cavaniglia presenta varie novità. Una di queste – ci spiega la Direttrice del Salone Elena Amodei – è un sistema particolare di protezione per i dipinti in caso di eventi sismici e alluvioni, i cui dettagli tecnici li vedremo più avanti. E, nell’ambito di una giornata di studio su prevenzione, tutela e valorizzazione sarà ufficializzata la fine della lunga campagna di monitoraggio durata ben 11 anni, dei possibili trattamenti protettivi del Ratto della Sabina del Giambologna, che si trova nella Loggia dei Lanzi e che potrebbe essere musealizzato in un luogo ancora da decidere. Per quale motivo? Per sottrarla agli atti vandalici? “Per proteggerla dagli agenti atmosferici”.

Il calendario di questa tre giorni dedicata al restauro è fitto di eventi e di incontri, e non è da escludere la presenza del Ministro dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini , ma con la Direttrice preferiamo parlare innanzitutto del convegno, particolarmente atteso, dal titolo “Dove va l’economia della cultura?”: “Al centro di questa iniziativa, che vede soggetti e istituzioni diverse a confronto, c’è il tema dell’attività culturale e del ruolo attivo anche come volano economico del nostro patrimonio artistico. Dalla riforma del settore gli operatori del settore si attendono una netta inversione di tendenza rispetto al passato“.  E’ noto che in Italia in quello che è considerato il nostro più pregiato patrimonio si è investito ben poco. Ma voi, che operate nel settore specifico del restauro, cosa vi attendete? Auspichiamo una svolta, un approccio diverso, maggiori investimenti che vedano protagonisti sia il settore pubblico che quello privato. In particolare dal decreto Art-bonus ci attendiamo una spinta all’investimento privato attraverso sgravi fiscali e benefici economici, come avviene da tempo in altri Paesi. Dal vostro punto di osservazione, qual’è lo stato dell’intervento privato in questo settore? “Il convegno fornirà dati precisi al riguardo, certo è che a tutt’oggi quest’intervento è assai limitato, anche se non mancano esempi positivi, di cui la nostra Associazione, unitamente a Friends of Florence, si è fatta promotrice: uno degli ultimi e significativi esempi d’intervento privato, è il restauro dell’affresco dedicato alla Madonna della Misericordia, conservato al Museo del Bigallo , vincitore della prima edizione del Premio Friends of Florence“. Questa associazione, che tanto sta facendo per Firenze, terrà venerdì un convegno dedicato al restauro della Croce del Maestro di Figline conservata in S.Croce. E sabato seconda edizione del Premio Friends of Florence Salone dell’Arte e del Restauro 2014.

Restauro fir

Si è parlato molto del progetto di restauro del Colosseo  che vedrebbe l’intervento di Della Valle) e ancora da avviare, così come dell’investimento europeo per Pompei, ma cos’è che frena le nostre grandi aziende dall’intervenire nel settore? La sensazione è che le aziende preferiscano investire nello sport o in altri settori: il turismo, la moda, il cibo, forse perché danno maggiore visibilità. Altrove l’intervento a favore del patrimonio artistico è facilitato dal fatto di poter scaricare alte percentuali. Ci arriveremo? Chissà. Sembra comunque che qualcosa in quella direzione si stia muovendo con il decreto citato. Firenze è considerata la Capitale del Restauro, fama che si è conquistata dopo l’alluvione del ’66. Cosa vedremo in queste “giornate” ? “Il nostro compito non è solo quello di offrire una “vetrina” sia pure importante per sensibilizzare l’opinione pubblica al tema del restauro a 360° ( architettonico, pittorico, archivistico, ecc.) ma anche di favorire gli incontri tra aziende imprenditori studiosi tecnici e rappresentanti delle varie istituzioni museali di varie parti del mondo ( ci saranno delegazioni dall’Argentina, dal Cile, dal Perù, dall’Arabia Saudita, dal Brasile) per porre al centro dell’interesse il restauro”. Alla costruzione di questi incontri ha lavorato il nostro Presidente Franco Sottani.

Prima parlavamo di varie novità, tra cui il sistema di protezione dei dipinti soggetti ad eventi sismici e alluvioni. In che cosa consiste? “In una cornice metallica, protetta da un vetro antisfondamento e collegata ad una serie di sensori (accelerometri) che reagiscono a un 1/2000 di secondo: ciò consentirà di mettere in sicurezza l’opera in caso di calamità naturali. Sarà presentata sabato 15 alla Fortezza. Nello stand MiBACT troveranno spazio opere provenienti da zona terremotate e in restauro: dall’Aquila sarà in esposizione un tondo raffigurante la Sacra Famiglia con San Francesco (1527-1528) di Cola dell’Amatrice, attualmente sotto le cure dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, mentre da Mirandola arriva il Coprifonte battesimale in legno intagliato del XIX secolo, danneggiato dal sisma del 2012. Di particolare interesse, soprattutto per i ragazzi, alcuni importanti reperti etruschi e romani dalle varie sedi archeologiche toscane, tra i quali il Secondo blocco delle armi di Populonia, una tavola in legno delle Navi di Pisa e un elemento del Frontone di Luni. Ma, al di là delle opere esposte, i visitatori avranno la possibilità di accedere al vicino Laboratorio Restauri della Fortezza da Basso e di ammirare – per la prima volta dopo 48 anni – le cinque tavole in restauro dell’Ultima cena di Giorgio Vasari, dipinto della Basilica di S.Croce alluvionato nel ’66. Si tratta di visite guidate, su prenotazione, per 20 visitatori alla volta. Un’occasione rara, forse unica, per poter visitare il celebre Laboratorio di Restauro, dal quale, proprio in questi giorni è stata “dimessa” una Madonna in terracotta del Della Robbia. A completare il quadro ci sarà anche un’esposizione di arte contemporanea con opere e installazioni di Giuseppe Gavazzi, Paolo Staccioli e Ignazio Fresu. Insomma un tuffo in un passato da salvaguardare e recuperare per guardare al futuro del nostro patrimonio artistico.

 

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