mercoledì, Aprile 21

Firenze soffocata dal turismo?

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Il turismo tanto invocato, blandito, ricercato, sedotto e che costituisce un’importante risorsa economica, è al tempo stesso causa dei mali e dell’indebitamento del degrado di Firenze?  Di turismo si soffoca? Il tema per la verità non è nuovo. Ogni tanto riaffiora, poi tutto tace e nulla cambia. Stavolta, a riproporlo è uno  studio della Fondazione Cesifin, che fornisce dati impressionanti, se non allarmanti: Firenze, che ambisce ad essere una delle Capitali culturali del mondo (e del turismo d’arte in particolare) è invasa ogni anno da 20 milioni  di visitatori, qualcosa come 50-60 volte il numero dei residenti.

Come se ogni anno una delle megalopoli più grandi del mondo – Pechino,  Shangai, Nuova Delhi o altre – sbarcassero sulle rive dell’Arno….il paragone è ovviamente spropositato, ma dà l’idea dell’ampiezza del fenomeno che, tradotto, significa 232 visitatori giornalieri per km quadrato. Ma ad aggravare –secondo una ricerca dal titolo ‘Caratteri e sostenibilità nelle città d’arte: il caso Firenze’, a cura del centro studi finanziari della Cassa di Risparmio– è il fatto che l’area  interessata dalla presenza turistica non consiste nei 100 chilometri quadrati del territorio comunale, ma è solo quella racchiusa nei 2,8 chilometri del centro storico, ove si addensano chiese, musei, gallerie, palazzi storici principali.

Qui, nel 2014 si è registrato un numero di 5.868 turisti pernottanti per chilometro quadrato. Sembrerà strano e contraddittorio, ma quello che è considerato un patrimonio prezioso, un tesoro che ha consentito all’economia cittadina, ma in special modo ad alcune categorie economiche, di resistere alla grave crisi economica protrattasi per alcuni anni, secondo altri punti di vista è invece considerato un costo sociale ed economico eccessivo. Già lo sosteneva una decina d’anni fa un illustre studioso come Giuliano Bianchi, che i costi del carico turistico gravavano su tutti i contribuenti, in termini di maggiori spese per servizi varie, mentre dei benefici ne usufruivano solo alcuni settori. Ma le sue conclusioni erano altre rispetto a quelle che si sentono in giro oggi.

Del resto, come ignorare l’apporto economico recato dai flussi turistici, la cui attrazione sembra essere uno degli obbiettivi principali dei cosiddetti ‘grandi eventi’, tra cui le Mostre d’arte?  La Fondazione Palazzo Strozzi ci ricordava tempo fa l’apporto consistente della ricaduta sull’economia cittadina della sempre maggiore affluenza di visitatori alle varie Mostre che si sono susseguite nello storico palazzo (dal Rosso Fiorentino, all’Arte degli Anni 30, da Picasso e l’arte spagnola fino all’ultima, la ‘Divina Bellezza’, appena conclusasi con un bilancio di  circa 170 mila visitatori). Tali visitatori non sono quelli delmordi e fuggi‘, del turismo a volo d’uccello che non lascia e non riceve traccia alcuna dei luoghi visitati, fenomeno sul quale un film presentato molti anni addietro al Festival di Locarno si soffermava (titolo, se ben ricordo: ‘Oggi è martedì e questo è il Belgio’) esprimendo la sua amara e divertita ironia.

Che dire poi della grande forza di attrazione esercitata dal più famoso museo italiano e fra i primi al mondo, gli Uffizi, capaci di calamitare l’attenzione di 2 milioni  di visitatori l’anno? E l’Accademia, che si avvicina al milione? Ah, potenza del David, una delle icone più famose al mondo! Un patrimonio, che è anche la fortuna di Firenze, un’eredità immensa che  quella donna straordinaria che è stata l’Elettrice Palatina, ovvero Anna Maria Luisa de’ Medici, che si batté tenacemente affinché  le collezioni d’arte dei Medici fossero lasciate al popolo fiorentino  città e al mondo: a questo proposito, sarebbe auspicabile che il 18 febbraio, nel 273° anniversario della sua morte ( avvenuta nel 1743), la statua che la ricorda venisse liberata dalle transenne che la nascondono  da troppo tempo al pubblico e che circondano parte delle Cappelle Medicee.

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