giovedì, Ottobre 21

Firenze: Museo di Simbologia Massonica Parla Cristiano Franceschini, direttore e curatore del MuSMa

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Direttore della Massoneria di Firenze

 

Che cosa è un museo? Secondo la definizione di ICOM, l’organizzazione non governativa che coordina le attività museali di tutto il mondo (e fa parte dell’UNESCO dal 1948), si tratta di «un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali dell’umanità e del suo ambiente; le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le espone a fini di studio, educazione e diletto».

In un museo troviamo testimonianze culturali, artistiche, storiche, ma anche scientifiche o tecniche, raccolte e organizzate con lo scopo di trasferire ai posteri un particolare patrimonio di interpretazioni realizzate dall’Uomo nella sua interazione con l’ambiente storico e culturale nel quale vive e opera.

Da una collezione museale ci si dovrebbe attendere la capacità di rappresentare il passato e una spiccatavocazione al futuro‘. Eppure, spesso, i visitatori di un museo cercano i reperti più curiosi o ‘spettacolari’. Si pensa al Louvre come al luogo dove è custodita la ‘Gioconda‘ di Leonardo da Vinci, dimenticando che nella sua collezione si trovano, ad esempio, la Nike di Samotracia (II secolo a.C.) e il gruppo scultoreo dell’Amore e Psiche di Canova, e una notevole sequenza di altre opere di altissimo valore. I Musei Vaticani non contengono solo la Cappella Sistina, ma, tra l’altro, un museo egizio. Nella ricerca della Bellezza non conta solo l’originalità, ma anche lo sguardo d’insieme. Ecco perché si può scegliere di immergersi negli ambienti di un’esposizione lasciandosi guidare semplicemente dall’atmosfera che gli oggetti creano, oltre – naturalmente – alla possibilità non certo trascurabile di servirsi dei percorsi di visita progettati dai curatori delle esposizioni.

Il Museo di Simbologia Massonica, Mu.S.Ma, ha aperto a Firenze nel 2012 per volontà di Cristiano Francheschini (proprietario e direttore). Ha sede in via dell’Orto, al numero 7.

L’esposizione di “abiti, grembiuli, fasce, bicchieri, bottiglie, porcellane, spille, cravatte, timbri, foto, manifesti, documenti, libri, diari, schede di iscrizione, diapositive in vetro, lanterne magiche” conta oltre 10.000 pezzi, e raccoglie elementi provenienti da tutto il mondo.

Abbiamo chiesto a Franceschini di parlarci della nascita della sua collezione e perché l’abbia voluta aprire a un pubblico ‘non tecnico’: “L’idea di un museo dei simboli massonici nasce dall’appartenenza della mia famiglia alla Massoneria da tre/quattro generazioni. È iniziato tutto quando ho trovato in casa oggetti, documenti, e grembiuli che erano stati del nonno. Ne erano rimasti pochi, perché in parte sono andati distrutti con l’alluvione di Firenze, nel ’66.

Quando ha cominciato a integrare questo nucleo originario con oggetti ‘esterni’? “Nel ’73 ho cominciato a collezionare oggetti vari, e l’ho fatto, ripeto, sia per mentalità mia sia per provenienza di famiglia.

Una famiglia che in passato è stata anche di editori, quando la Casa Editrice Franceschini pubblicava “libri per ragazzi, o pop up, come si dice oggi, per esempio il ‘Pinocchio animato'”, edizione 1943, con tavole di Attilio Mussino. “Da parte di madre, avevamo un calzaturificio. Io mi son messo a fare il rappresentante di abbigliamento. Possiamo dire che fare collezione di oggetti sia dunque nella mia natura personale. D’altra parte il fiorentino è spesso un collezionista, lo sono stati tutti gli antiquari fiorentini, come lo stesso Stefano Bardini.” 

Il pezzo più antico della collezione Mu.S.Ma è un grembiule (simbolo massonico per eccellenza) di provenienza francese, risalente alla fine del 1700. Un pezzo di archeologia massonica’, che era stato “sepolto durante la seconda guerra mondiale per nasconderlo e salvarlo dai nazifascisti“. Nel museo si trovano anche oggetti di provenienza ‘esterna’. Da dove arrivano? “Ho iniziato a raccogliere gli oggetti che trovavo andando per mercatini o anche all’estero, quando viaggiavo fuori Italia per lavoro. In seguito ho coinvolto tutto il mio “entourage” per proseguire la collezione, cercando di aumentarla il più possibile, per poi arrivare ad aprire un museo di oggetti massonici che fino ad allora in Italia non c’era.

La selezione delle acquisizioni, secondo le informazioni riportate nel sito del museo, si avvantaggia di un Consiglio Scientifico, che contribuisce a individuare i pezzi significativi, a datarli, e a inserirli nella collezione. Nella collezione sono raccolti oggetti rituali, ma anche personali: “Da principio ho provato un vero e proprio shock, dopo aver visto l’uso dei grembiuli – che è il simbolo principale, per noi – in così tali e tante varianti di disegni, ricami e colorazione. Questo ha fatto scattare la molla dell’acquisizione degli oggetti. Da quella via mi sono dato alla catalogazione, impiegando i cataloghi di produzione dell’Ottocento, perché gli oggetti venivano già prodotti in serie. massLe fotografie, specie quando vi compaiono dei personaggi, hanno permesso di risalire alla datazione dei grembiuli. Girando il museo, però“, prosegue Franceschini,  “troverai anche stendardi di loggia, guanti, e infine pezzi di oggettistica varia, sia rituale, sia di esteriorizzazione personale: anelli, tabacchiere, orologi o altre cose che riportano, realizzato dagli artigiani, il simbolismo massonico.

Pertanto “Il Museo è stato chiamato di Simbologia Massonica perché vi si trovano esposti tanti simboli. Soprattutto sulla carta, nei certificati di appartenenza, dove potrai osservare le differenze nella grafica, nei disegni o nell’applicazione di simboli che, man mano e nel tempo, a volte sono anche scomparsi.

(HIGH PRIEST, Rito di York, America, databile a fine ‘800).

Un esempio di simboli che oggi non si usano più? “
Per esempio in certe fasi storiche fanno la loro comparsa simboli femminili del lavoro, come l’arnia o le api. In generale e per la gran parte i simboli sono maschili, ma in certi momenti si vedono comparire anche simboli femminili, per esempio applicati sui certificati; poi spariscono.

Cosa pensa del rapporto tra donna e massoneria? “La filosofia generale della Massoneria è grosso modo uguale per tutti. Ma c’è un sistema operativo che, diciamo così, è tradizionalistico e si trova nella Gran Loggia inglese. Questa, con le Obbedienze a lei collegate, non accetta le donne e non riconosce l’iniziazione femminile. A mio avviso personale, la Massoneria è mista, perché la base è il pari e il dispari, il bianco e il nero, un sistema binario, che non è il maschile ‘o’ il femminile.” 

Insomma, esistono Logge maschili, femminili o miste. Qualche cenno storico? “C’è chi dice che le aldworthdonne in Massoneria nascano addirittura prima della costituzione della Massoneria inglese, che da operativa divenne speculativa, nel 1717, con Anderson. Secondo alcuni, a quel tempo, la prima donna (tale Elizabeth St. Leger Aldworth) era già stata iniziata da suo padre, dopo che lui scoprì che la figlia aveva sbirciato una cerimonia, di nascosto. Questa è la leggenda. Poi nell’Ottocento nascono le obbedienze femminili o miste, tuttora esistenti ed operanti.“Il museo è stato aperto “per far vedere, sia al pubblico tecnico che all’esterno, le varianti e la progressione degli oggetti, come si sono trasformati nel tempo.” L’arte dei disegni, dei ricami, degli intarsi costituisce un lato in sé affascinante della collezione.

(Ritratto di Elizabeth Aldworth)

Interessante, per esempio, vedere come gli artigiani abbiano riprodotto i simboli seguendo regole dell’arte che oggi non si impiegano più. I pezzi provengono “dagli Stati Uniti, dal Canada, dal Messico, da Cile, da Cuba, dal Sud Africa, e da Francia, aldworth2Inghilterra, Scozia, Irlanda, India, Australia e Italia”, e sono organizzati così: “al piano terreno, immagini e documenti di scrittori, poeti, musicisti, pittori, politici, eroi che hanno combattuto per il proprio paese: dagli artefici della rivoluzione francese ai leggendari pionieri del West, dai protagonisti del nostro Risorgimento fino a famosi attori del cinema. Al piano superiore è ricostruito un Gabinetto di Riflessione, luogo dove si inizia a compiere i primi passi nella Massoneria.

(Placca installata nella Cattedrale di St. Finbarre
dai massoni di Cork: In Pious Memory of The Honorable 
ELIZABETH ALDWORTH, Wife of  RICHARD ALDWORTH, 
Of Newmarket Court, Co. Cork, Esq., Daughter of ARTHUR,
FIRST VISCOUNT DONERAILE. Her Remains Lie Close to
This Spot. Born 1695, Died 1775. Initiated into Masonry in 
Lodge No. 44, at Doneraile Court In this County, A.D. 1712)

Concludiamo citando, sempre dal sito, che «il Museo nasce volutamente staccato da qualsiasi legame ad Obbedienze Massoniche e da ideologie politiche e religiose presenti sul territorio, per volontà del fondatore e curatore, proprio per rendere il più possibile laica ed apolitica l’esposizione».

Chi voglia immergersi nel fascino di questa collezione potrà visitarla secondo le modalità e gli orari riportati nel sito www.musma.firenze.it: il pomeriggio (dal lunedì al venerdì) e anche di mattina, ma solo di sabato e di domenica.

 

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