giovedì, Settembre 23

A Firenze l’invasione cinese delle bike sharing Stessa operazione anche a Milano, perché si tratta di bici leggere e antiforature, di livello europeo l’accoglienza di cittadini e turisti

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‘L’estate sta finendo’, cantavano qualche anni addietro i Righeira e ora che anche questa torrida estate 2017 si avvia alla conclusione e l’operazione rientro nelle città è in pieno svolgimento, non mancano come spesso accade, le sorprese. La più vistosa, in una città come Firenze sconvolta dai lavori per le linee 2 e 3 della tranvia con strade che si chiudono al  traffico per l’avanzare dei lavori ogni giorno, questa non è una sorpresa:  la novità è invece un’altra e  si presenta con i colori dell’arancione e del nero. Sono i colori delle Bike-sharing che si vedono ormai ovunque. Vengono dalla Cina e non sono “gialle”,  al momento sono 480, ma entro la fine dell’anno saranno 4mila. Con questa operazione realizzata attraverso un accordo con il colosso cinese  Mobike, Firenze come Milano,  sta cavalcando l’onda berlinese, per migliorare e rendere più praticabile ed ecologica la mobilità urbana.

Sono stati proprio i sindaci delle due città, Dario Nardella e Giuseppe Sala, a compiere la prima pedalata,  con il via dato in cinese, da Piazza della Signoria, tra la divertita curiosità dei cittadini e dei turisti, nel centro di Firenze, su  questa due ruote la cui particolarità l’ha spiegata tecnicamente lo stesso Sala: «È una bici maneggevole, leggera, le gomme non si bucano, è una soddisfazione condurla».  Non si bucano perché sono piene, sono  antiforatura e dunque  a prova di buche, che non mancano in nessuna città. Il senso politico-amministrativo di questa pedalata inaugurale l’ha fornito Nardella: «Si tratta di una soluzione conveniente, non richiede investimenti pubblicitari, era un servizio atteso da tempo, è l’inizio di una cooperazione  stretta fra Firenze e Milano sui temi della mobilità elettrica e  verde, un buon esempio anche per altre città. Ma questo è soltanto uno dei punti dello programma  messo a punto con Milano». Sin dal loro apparire l’accoglienza è stata più che buona, addirittura sorprendente:  se il giorno del debutto gli utenti che hanno effettuato i login sono stati oltre 2.500, tre giorni dopo ovvero il 5 agosto erano già raddoppiati per poi continuare a salire superando quota 10.000 il 17 agosto.

Nella settimana di Ferragosto, durante la quale il numero delle bici presenti è stato portato da 380 a 480, si è registrato un tasso di utilizzo per ogni bici che si è stabilizzato intorno a 4 utenti. «Si tratta di un dato significativo», sottolineano gli assessori alla mobilità Stefano Giorgetti e all’urbanistica e smart city Giovanni Bettarini, «visto che i migliori servizi di bike sharing in Italia ed Europa hanno numeri di utilizzi giornalieri fra 4 e 5 e quindi abbiamo rapidamente raggiunto risultati più che positivi con ottime prospettive di ulteriore miglioramento, grazie all’aumento delle bici, alla copertura delle zone più periferiche e al maggior utilizzo dei fiorentini al ritorno delle ferie». L’operazione, scattata il 2 agosto scorso ( il  test vero e proprio è stato della  vice sindaca Cristina Giachi e degli assessori Cecilia Del Re, Giovanni Bettarini e Stefano Giorgetti per testare sul campo il funzionamento del servizio, soprattutto  le operazioni di sbloccaggio e bloccaggio della bici), sta dunque procedendo senza particolari intoppi,  anche se la cronaca ha già registrato un atto di vandalismo: il lancio in Arno,  all’altezza del Ponte all’Indiano ( punto di arrivo del parco delle Cascine), di una bici dai colori arancione e nero. A darne notizia, su Facebook, il gruppo ‘Abusivismo e degrado a Firenze’. La foto ha fatto in breve il giro del web. La bicicletta è stata recuperata e la società che gestisce il bike sharing dovrebbe adesso risalire all’ultimo utilizzatore. Prima o poi, dicono, sarebbe dovuto accadere poiché i vandali non risparmiano niente: né le auto in sosta, né le vetrine dei negozi.

Ma questo episodio non cancella l’interesse con cui  cittadini e turisti hanno accolto questa iniziativa  che dalla Cina è sbarcata in Europa.  Ma quando saranno in circolazione le  4 mila bici promesse, occorrerà che il Comune di Firenze ( e anche Milano) si doti delle necessarie rastrelliere non solo nel centro della città ma anche nelle aree periferiche, dove lasciare  le Mobike. Fino a pochi giorni fa, erano 127 le zone riservate al parcheggio di queste speciali bici tra centro (dove sono ancora la maggioranza) e zone periferiche. Con l’aumento del numero delle bici anche le aree sosta aumenteranno per rispondere alle richieste arrivate alla stessa azienda di una maggiore presenza. La società sta lavorando ad una implementazione dell’APP in modo da mostrare sulle mappe, oltre alla localizzazione delle bici libere, anche quella delle aree sosta in prossimità dell’utente. Infine una curiosità: sulla base delle esperienze avviate in altre città, il gestore evidenzia l’accoglienza molto positiva dei fiorentini e il loro comportamento rispettoso delle regole. Parcheggiano in modo corretto, pochissimi i casi di bici danneggiate e nessun furto ( tranne l’episodio di vandalismo citato). Un ottimo presupposto quindi per gli ulteriori sviluppi del servizio. Altro problema da risolvere: l’aumento delle piste ciclabili, per mettere gli utenti della bici al riparo dai pericoli della strada. Proprio in questi giorni d’agosto la giunta di Palazzo Vecchio ha approvato una delibera che prevede la realizzazione di nuove piste ciclabili e di tratti di raccordo tra le esistenti. Complessivamente si tratta di oltre 2,6 chilometri di nuovi percorsi riservati alle bici per un investimento pari a 950.000 euro.

«Con questo progetto», dichiara l’assessore Giorgetti, «che rientra nel programma nazionale PON Metro riservato alle città metropolitane, realizzeremo interventi di ricucitura e collegamento tra le piste esistenti e anche tratti ex novo. L’obiettivo è di estendere nei prossimi due anni la rete delle piste ciclabile, che attualmente si estende per 90 chilometri circa con ulteriori 20-25 chilometri».
Dieci le strade interessate  la maggioranza delle quali corrono seguono i Lungarni, in particolare quelli in prossimità della Biblioteca Nazionale  e in altre zone critiche della città. Insomma, la linea è chiara: potenziamenti dei mezzi pubblici, in particolare la tranvia ( gestita da una società francese) che con le linee 2 e 3 consentirà collegamenti rapidi con la città  ospedaliera ( Careggi), l’Università, il Tribunale e l’aeroporto e  sviluppo della mobilità sulle due ruote.

Ma come funziona? È di facile uso la Mobike?  Sì, ma solo per chi ha uno smartphone sul quale sarà sufficiente scaricare una App gratuita dall’Apple Store o da Google Play, disponibile in italiano (oltre che in inglese e cinese). Il passaggio successivo è la creazione di un account utilizzando il numero di cellulare a cui arriverà il codice di verifica da inserire per pagare il deposito cauzionale con carta di credito/debito a garanzia della copertura, almeno parziale, dei costi sostenuti in caso di comportamento inappropriato o vandalismo da parte dell’utente. Sempre tramite l’app si può consultare la mappa localizzando le biciclette più vicine. È possibile anche prenotare (massimo 15 minuti) semplicemente selezionando la bici e cliccando “prenota”. Una volta individuato il mezzo, è sufficiente cliccare il pulsante “sblocca” sull’APP e scansionando il QR code vicino al manubrio della bici il lucchetto si apre automaticamente. Una volta giunti a destinazione è possibile lasciare la bicicletta in modo sicuro in una qualunque delle zone individuate e segnalate, chiudendo la leva sul lucchetto intelligente. Il servizio è attivo su tutto il centro abitato di Firenze. Le biciclette che si vedono sull’APP sono quelle più vicine all’utente geolocalizzato, circa 15 bici.

Per vedere sulla mappa le bici di altre zone basta impostare i luoghi tra i preferiti e così sul cellulare appaiono anche quelle in prossimità di questi luoghi. In questo periodo di lancio sono previste tariffe promozionali sia per la quota di utilizzo che per la quota di deposito: la tariffa base di utilizzo per un periodo di 30 minuti è di 30 centesimi (che poi diventeranno 50); il deposito è di 1 euro (che poi sarà portato a 50 euro). Saranno disponibili modalità di abbonamento che prevedono formule mensili, trimestrali, semestrali e annuali. Previsto un sistema premiante per cui gli utilizzatori attenti riceveranno sconto sulle tariffe, mentre quelli “meno corretti” verranno penalizzati fino alla cancellazione dell’abbonamento. Dunque, mentre dal vecchio continente  e anche dal nostro paese si esportano a ritmi crescenti auto di grossa cilindrata ed extra lusso che circolano ormai in abbondanza per le strade di Pechino, Canton, Nanchino e anche in città e distretti meno noti, rendendo più problematica la circolazione delle  vecchie bici, dalla Cina  arriva ora anche questa bici studiata per  uso collettivo, la Mobike  appunto.

E’ ormai lontano  il tempo in cui Bruno Lauzi cantava ‘Arrivano i cinesi, arrivano nuotando, dice Ruggero Orlando, domani sono qui’. Ironizzavamo sul pericolo giallo, su quei cinesi ‘più gialli dei limoni che metti dentro il tè’ e anche su noi stessi che commiseravamo il loro modo di vivere,  la loro povertà, che negli si è trasformata in potere economico, industriale e finanziario  tanto da spodestare Wall Street.  Erano gli anni quelli in cui Marco Bellocchio  ci raccontava le nostre paure (o  simpatie) verso Mao il suo libretto rosso quella ‘rivoluzione culturale’ che avrebbe avuto conseguenze catastrofiche per  quel paese, con il suo film La Cina è vicina. Oggi è già qui, fra noi, con noi. Il mondo si è globalizzato, la Cina non è più quella di allora. E  noi, possiamo ancora cantare con Lauzi, ‘Arrivano i cinesi, succede un quarantotto, si piazzano in salotto, e non se ne vanno più. Perché, perché? Perché lo chiedo a te?’

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