mercoledì, Ottobre 20

Firenze: la magia incanta gli Uffizi field_506ffbaa4a8d4

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L’11 luglio scorso, la Direzione della Galleria decideva infatti ‘con effetto immediato’ la sospensione delle visite per gruppi nel Vasariano. Ancora non è stata indicata una data di riapertura: si prevedono tempi lunghi, perché la questione riguarda le norme di sicurezza, la mancanza di uscite e la temperatura troppo alta dovuta all’eccessiva ondata di caldo di questo torrido mese. Tutto è partito da un esposto di un  sindacalista, Learco Nencetti di Conf.Sal-Unsa alla Prefettura, e al ministero dei Beni culturali che ha originato l’intervento dei Vigili del fuoco. «La decisione è stata disposta» si legge in una nota diffusa dagli Uffizi «dal Comando provinciale dei Vigili del fuoco a seguito di un esposto sulle condizioni di sicurezza attuali dell’ambiente». Il Corridoio era accessibile da molti anni ai visitatori degli Uffizi solo per piccoli gruppi, fino a un massimo di 25 persone alla volta. Questo era riuscito ad ottenere dal   2010 un gruppo di tour operator. Secondo i sindacati, invece, molti gruppi  si incrociavano nel Corridoio, fino a stipare nello stretto passaggio, anche 300 persone. Dato questo, da verificare. La decisione imposta dai vigili del fuoco non fa però recedere il Direttore dal suo progetto di  individuare un’altra sede espositiva per togliere dal Vasariano i celebri  autoritratti.  Lui stesso aveva constatato che con l’innalzamento record delle temperature lo stretto passaggio  era diventato bollente e il problema del caldo si è sommato a quello della sicurezza. Nel corridoio infatti non c’è nessun impianto  di aria condizionata. Lo scrive lui stesso «Le temperature eccezionalmente alte di questi giorni, che oltrepassano i limiti regolamentari per visitatori e custodi, rendono inagibile l’ambiente e confermano la giustezza della scelta di rimuovere le opere pittoriche dal suo interno a causa delle condizioni climatiche non favorevoli per la loro conservazione». E aggiunge che il Corridoio avrebbe chiuso il 31 ottobre, dato che da novembre i quadri sarebbero stati comunque spostati.  Lo stop alle visite guidate ha portato alla luce  anche un altro problema, che sta a monte dell’agibilità del corridoio e riguarda  la destinazione d’uso del celebre ‘Percorso del Principe’, voluto da Cosimo I e realizzato nel 1565 da Vasari in soli sei mesi! Un tratto di 800 metri che collega gli Uffizi ai giardini di Palazzo Pitti. Serviva al Principe per recarsi da una residenza all’altra, dalle stanze di  Palazzo Vecchio, scortati dalle guardie e protetti da ogni sorpresa, i Medici avevano la  possibilità di giungere a Pitti  e uscire dalla città senza che alcuno sapesse di questi loro movimenti. Nei giorni precedenti la Liberazione di Firenze, il corridoio fu utilizzato  clandestinamente dalla Resistenza come linea di collegamento con gli Alleati, dislocati  dall’altra parte dell’Arno. Gli occupanti tedeschi non ne conoscevano l’esistenza. Ma torniamo all’oggi. Ai vigili del fuoco di Firenze non risulta che il Ministero dei Beni Culturali abbia dato indicazioni sulla destinazione d’uso del Corridoio. O almeno a loro non era mai stato comunicato ufficialmente l’uso che ne veniva fatto. “Al momento del sopralluogo“ ha precisato il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Firenze Roberto Lupica  “abbiamo preso atto che nel Corridoio venivano fatte delle visite a gruppi di  25 persone e questo ci ha spinto a non utilizzare  il corridoio in quanto privo delle  autorizzazioni antincendio”. Tutto regolare invece per la Galleria degli Uffizi. Ma il Vasariano è semplice area di collegamento o è da considerarsi parte museale? Non è dato saperlo. Sempre secondo i vigili del fuoco, dal punto di vista della sicurezza, le soluzioni, nell’un caso o nell’altro, cambiano. Pertanto,  in attesa della decisione del ministero sull’uso del Corridoio non è possibile fare alcuna attività espositiva con apertura al pubblico. Il Ministero ancora non ha fatto sapere qual è il ruolo del Vasariano, uno dei luoghi più curiosi e ambiti dal pubblico, proprio perché “segreto” o esclusivo, del sistema museale fiorentino. Un sistema che, secondo l’intesa suggerita dal Ministro Dario Franceschini e raggiunta tra il Sindaco Dario Nardella e il Direttore degli Uffizi Schmidt, dovrebbe essere l’asse portante e da Palazzo Vecchio, consentire ai visitatori di incamminarsi lungo il percorso del Principe per raggiungere il giardino di Boboli e Palazzo Pitti. Ma,  misure di sicurezza a parte, c’è anche un altro ostacolo da superare, la bigliettazione che coinvolge due diverse amministrazioni : Stato e Comune. Il libro dei sogni è stato aperto, ma la realtà è tutt’altra cosa. E ogni giorno è come trovarsi alle prese con il gioco dell’oca: due passi avanti e tre indietro. Forse, dice qualcuno, solo un mago potrebbe districare e sciogliere come d’incantesimo l’ingarbugliata matassa. Bustric è bravo, straordinario, ma è un poeta e non possiamo pretendere troppo.

 

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