giovedì, Maggio 13

Firenze: la magia incanta gli Uffizi field_506ffbaa4a8d4

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Si chiama ‘Uffizi live‘ l’appuntamento che ogni martedì sera, dal 31 maggio scorso al prossimo 27 settembre, nell’orario prolungato di apertura (dalle 19 alle 22), per il pubblico dei visitatori vi è la possibilità di assistere a performances artistiche di vario genere.

L’iniziativa, partita in sordina, con 200 visitatori il primo martedì, col tempo ha preso quota fino a raggiungere i mille spettatori. E ora è di scena uno degli artisti  più poetici e raffinati, un ‘mago’, un illusionista il cui nome è Bustric (al secolo Sergio Bini).  Forse al grande pubblico il suo nome non  dice molto, ma se abbiamo  presente il film La vita è bella, il capolavoro Premio Oscar di Roberto Benigni e Vincenzo Cerami, non sarà difficile riconoscerlo nei panni di Ferruccio, l’amico del protagonista Guido, interpretato dallo stesso Benigni.

E’ la sera del 26 luglio : Bustric appare nei panni di un simpatico “guardiano notturno” del museo, accompagna i visitatori in un colorato e poetico viaggio itinerante lungo le sale del museo, davanti alle opere e, con passo leggero e vagabondo, conduce il pubblico liberamente nella Galleria, creando ogni volta un cerchio di pubblico nuovo, più o meno grande a seconda dei casi.

Divertendo e giocando, mette in relazione il fantastico mondo visivo che lo circonda con i suoi giochi e i suoi racconti. Recita sia in italiano, che in inglese. Poche parole,  molta mimica, per creare magiche illusioni. In fondo, dice l’attore: “Meglio non fidarsi della verità. Ha sempre molte facce”. La sua pantomima si intitola “La meravigliosa arte dell’inganno”. “In fondo l’artista” dice ancora Bustric  “è come il mago, anche lui crea illusioni. Un esempio?

Che cos’è la prospettiva se non un’illusione, un meraviglioso effetto ottico che pone una figura a tre dimensioni su di un piano che ne ha solamente due? “Ovviamente il Direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, nel  mirino della critica in questi tempi per certe sue scelte ( o non scelte),  è soddisfatto  di questa ‘Rassegna’,  la cui  formula” dice “prevede l’interpretazione in maniera specifica delle opere d’arte attraverso la musica, il teatro e la danza, senza alcuna maggiorazione del prezzo del biglietto. E  in poche settimane è diventata un appuntamento di grande richiamo sia per i fiorentini, sia per gli stranieri, e continuerà a regalarci tante emozioni, soddisfazioni e conoscenze”. Per la verità, l’idea di aprire una delle più famose gallerie del mondo alle arti dello spettacolo non costituisce una novità. Già sotto le precedenti gestioni, si erano svolte performances teatrali e musicali strettamente legate alla storia del luogo ed ai capolavori esposti ( ricordo  quelle della Compagnia delle Seggiole nel corridoio Vasariano, o una intervista immaginaria alla Gioconda nella sala di Leonardo, sempre dello stesso eccellente gruppo teatrale): dunque, niente di nuovo  sotto il tetto degli Uffizi. Il pregio dell’iniziativa sta semmai, al di là del valore delle singole proposte, nella continuità, nella sistematicità che arricchisce, ove  ve ne fosse bisogno, il momento della visita, il richiamo a questa o quell’opera esposta. La  legittima soddisfazione del  Direttore per questo risultato positivo, sembra non riesca a bilanciare la delusione per l’ improvviso stop, subito dall’ambizioso progetto di trasformare e rilanciare il Corridoio Vasariano, ricreando un unico  percorso, quello  del Principe,  che da Palazzo Vecchio, attraverso la Galleria, conduce attraverso il celebre corridoio sopra il Ponte Vecchio, fino  alla Grotta del Buontalenti nel Giardino di Boboli.

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