giovedì, Ottobre 21

Firenze: il Maggio è metropolitano L’Orchestra va a suonare nelle Case del Popolo, nelle Chiese, nelle biblioteche, nei luoghi di lavoro, positiva la risposta del pubblico

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Metti una sera l’Orchestra del Maggio Musicale fiorentino che suona Mozart nella Casa del Popolo di Grassina (in Toscana si chiamano ancora così)  o in una Fornace  dell’Impruneta e vedrai cose straordinarie: il pubblico che si contende le sedie, che ascolta in silenzio e alla fine del Concerto compila diligentemente il questionario predisposto dal teatro dell’Opera di Firenze sul gradimento dell’operazione. Ciò è già accaduto e probabilmente si ripeterà ancora. Perché l’operazione Maggio Metropolitano, iniziata col botto, è già bene avviata e investe 20 dei 42 comuni dell’hinterland fiorentino.

Ne parlano con entusiasmo il Sindaco di Firenze Dario Nardella e i sindaci e gli amministratori dei Comuni che fanno parte della Città metropolitana ( l’Ente subentrato alla vecchia Provincia, che altrove sopravvive): «Il Maggio è un patrimonio comune, non appartiene solo a Firenze, portando fisicamente il Maggio nei territori anche più lontani, intendiamo affermare una visione nuova, che aiuterà le persone, anche quelle che al Teatro dell’Opera non sono mai state, a fare la conoscenza della nostra grande istituzione di cultura musicale. Con un investimento di 1 milione e 700 mila euro, l’Orchestra, il Coro e anche singoli solisti, si esibiranno in teatri, cinema, biblioteche, chiese, scuole, del nostro territorio.  E la risposta, fino a questo momento, è assai positiva».

Di questo Progetto, il soggetto principale è ovviamente il Teatro dell’Opera di Firenze, che sotto la guida del nuovo sovrintendente Cristiano Chiarot,  sta già battendo nuove strade per ampliare il pubblico degli abbonati alla Stagione del Maggio ed agli eventi ad essa collegati: incontri con direttori d’orchestra, prove aperte al pubblico, campagne di abbonamenti a prezzi ‘popolari’ per cicli di opere  concerti e balletti, prezzi facilitati per gli studenti. A queste nuove forme di partecipazione in corso di sperimentazione si aggiunge ora questo Progetto, reso possibile dalla collaborazione tra la Fondazione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, la Fondazione Toscana Spettacolo, Firenze Teatri la Città Metropolitana di Firenze che lo finanzia. Ma questo non sarebbe stato possibile senza la collaborazione da parte dei Sindaci e dei Comuni che hanno aderito all’iniziativa, e che Chiarot apprezza moltissimo.  Così come considera positiva, forse superiore anche alle aspettative, la risposta del pubblico, tanto da poter dire che l’impegno per il prossimo anno è quello di estenderla a tutti e 42 i comuni della metropoli fiorentina e, possibilmente ad altre realtà della Regione.

Al di là dell’emozione provata nel teatro di  Grassina, una frazione del Comune di Bagno a Ripoli sulle colline intorno a Firenze, dal Maestro Franco Maria Sardelli, che ha sulle note di un Mozart diciassettenne  ha stregato la platea, o della sorpresa provata dallo stesso Sindaco ( che è  anche un  ottimo violinista) nel Comune più lontano dal capoluogo, vale a dire a Marradi, ai confini dell’Emilia, di fronte ad un pubblico  entusiasta, ciò che conta sono i dati raccolti attraverso il questionario:  ebbene, il 90% di coloro che hanno risposto al questionario hanno dichiarato di aver maturato un  interesse verso il Maggio musicale e di volersi recare autonomamente in teatro per seguirne la stagione e le iniziative. Altro elemento significativo è il fatto il 40% della fascia di pubblico più numeroso ha dichiarato di aver assistito per la prima volta ad uno spettacolo del Maggio, mentre il 42% è già spettatore abituale. La fascia più alta dei presenti ( 40%) è quella compresa tra i 45 e i 65 anni, seguita col 33% da quelli in età fra i 65 e 75 anni, più bassa quella fra i 30 e 45 (appena il 13%) e gli under 30, solo il 7%. E in questa direzione c’è ancora molto da lavorare. Altro dato interessante è quello relativo a coloro che fra il pubblico presente è già abbonato il 4% mentre il 25% è spettatore abituale, il 33% invece non ha mai visto uno spettacolo del Maggio. Al di là del fatto che il pubblico presente è d’età medio alta, mentre esiguo è quello giovanile, resta il fatto che – sottolinea Chiarot – “questo progetto ci aiuta a capire da realtà culturale dei vari comuni, le potenzialità d’espansione del Maggio nel territorio fiorentino e non solo, il ruolo etico e sociale del Teatro dell’Opera. Tutto ciò ci sprona ad andare avanti anche su questa strada”.

Dunque, c’è una vasta area di pubblico da sensibilizzare ed avvicinare al Maggio Musicale proprio nel territorio. Che non è l’unico obiettivo,  data la storia del Maggio stesso e date le dimensioni ed ambizioni internazionali di questa istituzione culturale, che tra alti e bassi, momenti di splendore e di crisi, ha raggiunto la bella età di 84 anni. Purtroppo, l’ultimo decennio è stato attraversato da gravi difficoltà finanziarie ( come tutti gli enti lirico-sinfonici)  che hanno portato alla fine di un complesso prestigioso  come quello di Maggio danza, riducendo le tournée in Italia e all’estero, spesso oggetto di critiche per gli alti costi,  Ma ora, con la nuova gestione, ed una proposta artistica articolata, che tiene conto anche delle preferenze del grande pubblico  ( grandissimo  il successo del ciclo dedicato a Puccini: Bohème, Butterfly e Tosca cui si aggiunge ora La Rondine, che cade nel centenario della prima rappresentazione avvenuta a Monte Carlo: ed è già un altro successo),sembra che il Maggio goda di un rinnovato interesse, anche fra i giovani e le famiglie, grazie anche agli spettacoli ed agli incontri  giocosi dedicati a Mozart o alla Donna di Siviglia, mentre la stagione si muove sui binari tradizionali puntando su autori  popolari come Verdi, Donizetti, Rossini, Bizet, ma anche su opere meno note al grande pubblico come l’Alceste di Gluck.

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