Firenze: dal Franchi restaurato scendono due ‘mantelli’ erbosi Come sarà il Campo di Marte con l’intervento di riqualificazione urbanistica che avrà un costo di 500 milioni di euro. La sostenibilità ambientale al centro dell’operazione, che cambierà il volto ad un’area importante della città, alla mobilità e allo stadio, capolavoro architettonico di Pierluigi Nervi

Uno spicchio urbano di Firenze, ovvero l’area del Campo di Marte, che ospita lo Stadio opera architettonica di Pierluigi Nervi,  sembra avviata a un radicale cambiamento, lo chiamano progetto di riqualificazione, quello che vedrà la realizzazione di un parco urbano, due mantelli verdi, così il progettista architetto David Hirsh definisce le due ‘vele’ che sulla parte esterna dello Stadio, dalla torre di Maratona, scendono verso il basso, coprendo una serie di strutture che sotto vi verranno edificate (piscina, albergo, piste ciclabili , spa, attività sportive e commerciali) e che cambieranno totalmente  l’immagine esterna dell’area circostante il Franchi.

Ventisei ettari da riqualificare  che daranno un nuovo volto all’intera zona, il cui costo – afferma il Sindaco Dario Nardella –  si aggira sui 500 milioni di euro, tutti reperiti, tranne una spesa di 70 milioni che  dovranno essere ricercati con altre procedure. Si tratta di un grande intervento, che coinvolgerà i residenti, le imprese, la mobilità, la nuova linea della tranvia che  collegherà piazza della Libertà con l’area del campo di Marte e la stazione ferroviaria, e dedicherà grande attenzione all’acqua e all’energia solare.” Secondo il Sindaco, che ha presentato il progetto di riqualificazione, grande attenzione è rivolta alla mobilità sostenibile non solo con l’arrivo della tramvia, ma anche attraverso l’implementazione di parcheggi custoditi per le auto (passando da 730 a 3.455 posti auto) e per le biciclette e i monopattini, oltre ai punti di ricarica elettrica. Inoltre, dato di particolare importanza, saranno impiegati 3750 lavoratori. Insomma, l’intera area sarà ridisegnata e l’aspetto sarà quello di un manto d’erba che dall’esterno dello stadio si estende e scende verso il basso, sotto il quale mantello (a forma di due vele) verranno realizzate varie strutture.

Fulcro di questa operazione già approvata congiuntamente dalle Commissioni comunali di urbanistica, sviluppo economico ambiente e sport, è lo Stadio Artemio Franchi, che una tenace battaglia condotta da vari organismi (Italia Nostra, Fondazione Nervi e organizzazioni culturali e ambientaliste varie), ha contribuito a salvare ma la cui scelta finale fu dettata dal Ministro Franceschini, con il parere favorevole  del Soprintendente Andrea Pessina. Sottraendo l’opera architettonica, esempio del razionalismo italiano, ai tentativi di abbandono o distruzione totale o parziale. Scelta che indusse l’Amministrazione comunale ad indire un concorso internazionale per il restyling della storica struttura, il cui esito è un progetto recentementepresentato alla città tramite i media e alcuni incontri pubblici.  Ora, con questo progetto di riqualificazione si completa il quadro degli interventi urbanistici – forse il più grande nella storia degli ultimi anni –  a Firenze. Vediamo più da vicino di che si tratta. Innanzitutto un cenno al quartiere caro a Margherita Hack, la celebre astrofisica che vi è nata e l’ha vissuto anche per ragioni sportive, e anche a Vasco Pratolini, che in quella zona (soprattutto Coverciano) sotto le colline di Fiesole e Settignano, vi ha ambientato Le sorelle Materassi, uno dei suoi libri più celebri. Un ‘area adibita, nei primi del ‘900 alle esercitazioni militari (Campo di Marte non a caso) e dei piccoli aeroplani, poi con la realizzazione nel ’32 dello Stadio Berta da parte dell’architetto Nervi, che con le scale elicoidali e la torre di Maratona, ne fece un capolavoro di architettura, l’area divenne prevalentemente sportiva e di svago (con vari impianti:la grande piscina Costoli, il campo del Rugby, quello del baseball, società sportive gloriose come l’Affrico e lo stadio di atletica dedicato al marchese Ridolfi). Una zona con pregi e difetti. Di forte richiamo per la presenza delle piccole società sportive, che ci auguriamo possano trovare sotto le vele adeguata sistemazione, ma di grande confusione e convulsione nelle ‘domeniche’ calcistiche (ora spalmate nel corso della settimana) che paralizzano l’intera area, con una viabilità inadeguata (unica nota positiva, la Ferrovia con la stazione del Campo di Marte). Un’area dunque da ripensare e risistemare, magari insieme alla popolazione del quartiere e della città. Cosa che si potrebbe iniziare a fare con l’avvio del restyling dell’Artemio Franchi a partire dal prossimo anno per concludersi nel 2026. Lo studio Arup, vincitore del concorso internazionale (31 i progetti presentati), ha già presentato il progetto tecnico-economico di fattibilità che avrà un costo di 150 milioni di euro. Il progetto prevede una copertura totale dello Stadio e interventi importanti tra cui l’aggiunta di due nuove curve interne, per avvicinarle al campo di gioco, utilizzando lo spazio tra le doppie curve (quelle originali resteranno), per varie attività di sport, ricreazione, ,commercio. Si avranno 40 mila posti, 7 mila metri quadrati di spazi commerciali, 2 hub dedicati a cultura e spettacoli, 2.700 metri quadrati per servizi igienici, 1000 mq per i media, 700 mq per gli atleti e 2 hub per un totale di 3.300 mq per cultura e spettacoli, oltre a 15 mila metri quadrati di parcheggi per 500 auto.

“L’opera è tra le prime 3-4 priorità della città spiegava il sindaco di Firenze, Dario Nardella, nell’illustrare il progetto – e non riguarda solo i tifosi: questo progetto riguarda il secondo quartiere più popoloso, l’economia e lo sviluppo economico di un’intera città e anche una proposta valida dal punto di vista del decongestionamento turistico del centro storico”. La riqualificazione dello stadio prevede quattro tappe: il restauro dell’opera progettata dall’ingegnere Pierluigi Nervi, la creazione degli spazi funzionali per i tifosi e la comunità, il restyling delle nuove curve Fiesole e Ferrovia, infine la costruzione della copertura fotovoltaica. La fase più impattante sarà quella della costruzione delle nuove curve per avvicinarle al rettangolo di gioco. L’ultima consiste nella costruzione della copertura orizzontale per proteggere gli spettatori della pioggia.

Ora che è stato presentato anche il progetto relativo alla parte esterna, relativa al quartiere di Campo di Marte, realizzato dall’architetto Mario Cucinella, si ha una visione d’insieme di quella che sarà l’area intorno allo Stadio. Oltre agli obbiettivi già indicati, l’accento viene posto sugli aspetti di carattere ambientale: è quanto sostengono i Presidenti delle varie commissioni che hanno approvato in questi giorni il progetto: La sostenibilità ambientale – precisano – sarà completata da sistemi di riciclo delle acque piovane (che verranno reimpiegate per l’innaffiatura anche del campo da calcio) e da sistemi di distribuzione dell’energia accumulata dalla copertura fotovoltaica che, oltre a coprire completamente i fabbisogni energetici dello stadio, sarà in grado di distribuire energia alle altre funzioni presenti nell’area. Sarà infine predisposto un piano della mobilità specifico per l’area: oltre ai parcheggi a servizio dell’area commerciale terziaria, sarà realizzato il grande parcheggio interrato in grado di assorbire i picchi connessi ai grandi eventi. Noi puntiamo comunque il più possibile ad arrivare allo stadio con una mobilità di tipo sostenibile, affermano i quattro presidenti Enrico Conti (Sviluppo economico), Renzo Pampaloni (Urbanistica), Leonardo Calistri (Ambiente) e Fabio Giorgetti (Sport). La sostenibilità economica sarà garantita dai 15.000 mq. destinati ai servizi privati che troveranno posto sia all’interno del nuovo stadio che sotto le ‘foglie’ del nuovo parco a servizi del Quartiere 2. Il progetto sarà recepito all’interno del futuro Piano Operativo per la conformazione urbanistica per poi procedere alla progettazione definitiva.

Il Sindaco Dario Nardella si dice soddisfatto del lavoro svolto, e nel confermare la competenza della Soprintendenza speciale a Roma per l’autorizzazione sui vincoli, si dichiara in grado di confermare il rispetto dei tempi per quanto riguarda l’appalto dei lavori. Ci stiamo organizzando per poter appaltare i lavori già a luglio dell’anno prossimo se questo verrà confermato dal Governo oppure entro la fine del 2023, secondo le regole generali del Pnrr“. Entro settembre dovrà essere approvata la valutazione ambientale strategica (Vas) ed entro settembre la verifica di impatto ambientale (Via) del Comune. Sulla possibilità che il costo dello stadio lieviti a fronte di ulteriori aumenti nel costo delle materie prime Nardella sottolinea: “Non abbiamo timori perché il decreto 50 del Governo mette a disposizione un fondo di 3 milioni di euro che ci servirà per la quota parte di Firenze e progetti Pnrr, ci servirà anche per far fronte all’aumento del costo delle materie prime. Se si dovesse confermare anche in futuro siamo molto fiduciosi che il Governo provvederà a mettere a disposizione le risorse necessarie”.

Sarà confermato il Governo anche in futuro?  I venti di crisi non inducono all’ottimismo. Vedremo. Altro capitolo delicato, i rapporti con la Fiorentina il cui Presidente, l’italo-americano Commisso, aveva addirittura proposto l’abbattimento del Franchi. Dopo la scelta del Comune che  ha optato per il carattere pubblico dell’operazione, la società calcistica, che pure usufruirà dello stadio restaurato, se ne è tirata fuori. Sarà dunque un’opera sostenuta da finanziamenti pubblici, in larga parte provenienti dal Pnrr. Il rapporto fra Comune e Fiorentina si limita per ciò a definire i dettagli che riguardano la società. Il Sindaco Nardella dopo le scintille di qualche tempo fa, dichiara: “Ci incontriamo spesso con il direttore generale, e quando arriverà il presidente Commisso lo accoglieremo a braccia aperte. Insieme parleremo di tutti i dettagli che riguardano la società”. Al centro la decisione su come gestire il cantiere durante il campionato di serie A. “Sarà la società a dover esprimere prima di tutto la propria esigenza – commenta Nardella – ci sono due opzioni: continuare a giocare col cantiere in corso e questo richiede più tempo per l’esecuzione dei lavori, oppure l’opzione di giocare fuori dal Franchi. Qualunque decisione la prenderà la Fiorentina, noi la supporteremo in tutti i passaggi affinché non ci siano problemi dal punto di vista logistico e sportivo”. A tal riguardo sono stati presi contatti anche con alcune società toscane, prima fra tutte  l’Empoli.  A questo punto si può dire che il progetto dello Stadio, un’opera salvata dalla distruzione e proiettata in una dimensione d’ingegneristica contemporanea, e dell’area circostante sono  fatti. Resta da vedere come reagirà la città quando si entrerà nel dettaglio delle singole opere. Se è ero che  al momento, sono  più i consensi che i dissensi, in primo luogo dal Presidente del Quartiere 2, Pieriguidi, occorre aggiungere che non mancano valutazioni critiche, da un punto di vista estetico e funzionale, proprio alle due “vele” che vanno a coprire, quasi a nascondere, strutture di pubblica utilità. Altro aspetto  giudicato criticamente quello dei parcheggi e della viabilità, poiché il restringimento a una sola corsia del viale Paoli potrebbe creare degli intasamenti nel traffico da e verso lo stadio. C’è ad esempio chi si chiede se il grande   parcheggio interno non sia un elemento eccessivamente attrattivo per  imezzi privati. In realtà un dibattito vero e proprio sul tema della riqualificazione dell’area intorno allo Stadio, ancora non c’è stato. Quanto tempo ancora deve trascorrere prima che si apra un’ ampiariflessione sul destino di questo quartiere e non solo ?