venerdì, Aprile 16

Firenze, capitale delle arti Intervista a Carlo Francini, Referente UNESCO per il comune di Firenze

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“Firenze è un’altra cosa” è lo slogan utilizzato nel sito www.florenceheritage.it., il portale interattivo nato per iniziativa dell’ufficio UNESCO del Comune di Firenze. Perché è un’altra cosa? Facile a dirsi: un tale concentrato di arti e mestieri in un territorio relativamente ristretto è unico al mondo per storia, ricchezza, fascino, godibilità. Il tutto reso ancora più attraente da una rete di servizi di eccellenza che rendono il viaggio nella città un piacere per chiunque: dallo studente con pochi euro in tasca al turista più esigente. Firenze non è una città caotica, ci si può rilassare e nello stesso tempo imparare a conoscerla. Concedersi delle lunghe passeggiate, attraversare le vie, i ponti, soffermarsi sui Lungarni, sedersi in Piazza del Duomo a sorseggiare un caffè, affacciarsi dal piazzale Michelangelo significa già immergersi nella cultura, respirare l’aria di epoche remote come fossero sempre vive e appartenessero al presente in un patrimonio genetico inconfondibile. Firenze è una stella che brilla di luce propria ed è esattamente questa luce che giustifica l’inserimento del suo centro storico nella Lista. Ne abbiamo parlato con Carlo Francini Referente Centro Storico Patrimonio Mondiale Unesco del Comune di Firenze e coordinatore comitato tecnico scientifico Associazione delle Città e dei Siti Italiani Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, al quale abbiamo rivolto qualche domanda.

Secondo lei, l’inclusione del sito di Firenze nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO ha effetti sull’afflusso dei visitatori?

Credo di no. Il numero dei visitatori non è influenzato dall’inserimento di Firenze nella Lista, ma certo questo è un valore aggiunto a cui si presta molta attenzione.

L’Amministrazione Comunale come si impegna nella gestione del sito, esiste un ufficio apposito?

Dal 2005 è stato istituito in Comune un ufficio dedicato al Piano di Gestione (il Piano di gestione del sito UNESCO è requisito fondamentale per la costruzione della candidatura di un sito e, al contempo, un obbligo  per gli enti gestori dei siti già inseriti di dotarsene – n.d.r.).  Nei principali regolamenti dell’Amministrazione spesso si fa riferimento all’area di Firenze che costituisce il sito dichiarato Patrimonio UNESCO. Tanto per fare qualche esempio, se ne parla nel piano strutturale, nel regolamento urbanistico e perfino nel regolamento dell’occupazione di suolo pubblico.

Quali sono le principali iniziative promosse di recente per accrescere la conoscenza del sito?

Due su tutte: la creazione della piattaforma multimediale Florence Heritage e il progetto Firenze perBene, che consiste in un’azione di sensibilizzazione verso i visitatori e i cittadini attraverso la distribuzione di mappe con quelle che sono state individuate come le 10 regole fondamentali per vivere consapevolmente il sito UNESCO.

Esistono programmi specifici di investimento che abbiano come punto focale il sito UNESCO?

L’Amministrazione Comunale ha dedicato uno specifico capitolo di bilancio per l’attuazione dei programmi contenuti nel Piano di Gestione del sito e per introitare eventuali finanziamenti richiesti allo Stato e da questo erogati secondo le previsioni della legge n.77 (la legge, approvata nel 2006, prevede “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’ UNESCO” n.d.r.)

Si possono evidenziare particolari elementi di criticità nella gestione del sito?

Un elemento di forte criticità e che deve richiamare tutti i portatori di interesse a un’attenzione particolare è la gestione del turismo, fonte di ricchezza e volano dell’economia,  in una visione più ampia che preveda iniziative a lunga scadenza.

Quali azioni o interazioni con altri soggetti/enti sarebbero necessarie, secondo lei, per incrementare il valore del sito, non solo con riguardo alle politiche di tutela, ma anche e soprattutto in relazione alla espansione in termini economici?

Il Piano di Gestione è lo strumento adeguato per individuare piani di azione che vadano verso un coerente equilibrio tra conservazione e valorizzazione. Anche in questo caso è fondamentale il coinvolgimento effettivo dei portatori di interesse attraverso un processo partecipativo. Noi stiamo lavorando con questo metodo per arrivare all’approvazione di un  nuovo Piano di Gestione che tenga conto di tutte le realtà territoriali.

 

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