mercoledì, Giugno 16

Finti poliziotti, finti politici…

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Più che altro è un cretino. Luciano Fronti, dj Giuseppe della milanese ‘Radio 105‘, quasi cinquantenne, si aggirava con uno scanner delle forze di polizia, tesserino e pistola finti. E’ stato condannato per direttissima a sei mesi. «Volevo dare una mano alle forze dell’ordine» la sua giustificazione. Ai Carabinieri che lo hanno fermato in piazza Dergano, Milano, ha aggiunto: «Intendevo vigilare sul territorio». E’ stato anche trovato in possesso di marijuana (a casa, quattordici grammi, non perseguito), oltre al resto. «Sono un poliziotto dell’antiterrorismo», aveva inizialmente profferito. Smascherato, al processo per direttissima ha patteggiato sei mesi con la condizionale ed è tornato alla sua trasmissione in diretta, Music & Cars. Il giudice ha stabilito che «se per cinque anni non andrà in giro a fare il poliziotto, quest’esperienza sarà cancellata».

Essere cretini, comunque, è un’aggravante, non un’esimente. E vale per Fronti, certamente, ma anche, soprattutto, per i tanti che vanno in giro facendo finta di essere quello che non sono. Con l’ulteriore aggravante di essere ufficialmente autorizzati.

Matteo Renzi, Presidente del Consiglio per cui i nodi stanno venendo al pettine, costretto a continuamente rimandare le proprie mirabolanti promesse di Riforme. Ultima, per ora, in questa settimana degli intoppi, quella della Scuola.

Angelino Alfano e Paolo Gentiloni, Ministri rispettivamente dell’ Interno e degli Esteri. Non occorre spiegare perché, e non ci va di infierire. Citiamo loro, valga per tutti gli altri membri del Governo che ciascuno può autonomamente giudicare. Sembra incredibile, ma ce ne sono pure di più incautamente irrilevanti, e quindi dannosi.

E ancora. I leader centristi che continuano a combattere un’inutile (al Paese, non a se stessi) battaglia di sopravvivenza. Tutti quei politici che si agitano per dimostrare che la loro esistenza (politica, certo) ha un senso. I responsabili della gran parte delle tante, e lautamente remunerate, Authority, Istituzioni pubbliche con il delicato compito di controllare la conduzione di importanti settori dell’economia, della società, dei servizi. Così come gli Organismi di controllo proliferanti in Italia nel settore dell’Agroalimentare. I vertici (e non solo) di Federazione e Lega Calcio. L’elenco sarebbe smisurato. Ognuno può pensare ed aggiungere i propri millantatori autorizzati.

Menzione finale, e a parte, merita, uno per tutti, l’indimenticabile Gianfranco Rotondi, deputato di Forza Italia. Che riscatta il millantato credito con una certa verve. Dopo essere stato Ministro (senza portafoglio) per l’Attuazione del programma in un Governo Berlusconi (il quarto) fa di tutto, appunto, per non essere dimenticato. Anche inventarsi un suo pittoresco Governo Ombra. Autore di una buona battuta sul pantheon esposto da Matteo Salvini a Roma, Piazza del Popolo, sabato 28 Febbraio scorso: «Salvini che cita Don Sturzo è come Papa Francesco che riceve Rocco Siffredi». (Ma quest’ultima ipotesi non l’escluderemmo).

Quale, dunque, la pena per tutti i millantatori di un ruolo, pur dotati di documenti che attestano che potrebbero farlo, ma a ben guardare…? Un’unica preghiera, al giudice che dovrà, pure in maniera democratica e non violenta, giudicarli (“La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Articolo 1 della Carta). Va bene tutto, siamo anche per la clemenza, ma non è che dopo cinque anni…

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