Finlandia e Svezia: (ex) rispettabili violatori Il memorandum d'intesa trilaterale che mette a tacere Erdogan e apre le porte della NATO a Finlandia e Svezia, ovvero il cinismo, anche dei governi considerati migliori e più democratici, che induce a stracciare i valori sui quali hanno fondato la propria rispettabilità. Una sola certezza: quando il principio sarà violato, vorrà dire che l’accordo era di violarlo

Finlandia Svezia: (ex) rispettabili violatori
Finlandia Svezia: (ex) rispettabili violatori

Sarebbe davvero interessante riuscire a comprendere se e fino a che punto quello di Finlandia Svezia sia stato, alla fine, un tradimento. Un tradimento di quelli gravi, gravissimi. Perché, se un tradimento è stato, è stato un tradimento dei principî, e, per definizione, i principî non sono flessibili.
Non sono flessibili perché sono il frutto, il risultato di riflessioni, indagini, studi, valutazioni e sensazioni (sì, anche sensazioni) ‘covate’ per anni e che hanno portato alla formulazione del principio. Che può, certo, essere integrato ed ampliato, ma mai ridotto o deturpato.

Usciamo dall’oscurità con cui, senza rendermene conto, ho iniziato queste righe, per spiegare di che credo di stare parlando.
Come tutto lascia intendere, intorno alla vicenda della adesione di Svezia e Finlandia alla NATO, levocisono e saranno molte e le certezze poche, molto poche. Con una sola certezza: quando il principio sarà violato, vorrà dire che l’accordo era di violarlo.

 

La legislazione svedese e finlandese (che non conosco, come ovvio, ma non è importante) ha sempre fondato il proprio sistema democratico sull’idea che là dove la democrazia non viene rispettata o non vengono rispettati i principî di fondo della libertà, in una parola i principî dell’autodeterminazione, i presunti responsabili di reati contro chi reprime quei diritti non vengono consegnati allo Stato dove si presume che quei delitti siano stati compiuti, proprio perché, starei per dire per definizione, se in un luogo non puoi esercitare liberamente i tuoi diritti, è presumibile, anzi è presunto, che quei diritti siano stati compressi e violati e pertanto, ecco il punto, la ribellione a quella violazione è un diritto fondamentale dell’uomo.

A prescindere dalla effettiva legislazione interna, e questo è un punto fondamentale, vi sono (e non sono poche) delle norme di diritto internazionale che disciplinano esattamente queste cose. Già a cominciare dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, dove esplicitamente si afferma che il mancato rispetto dei diritti dell’uomo induce, legittimamente, a ribellarsi. E poi, si afferma in maniera ‘universale’, per così dire, che ogni uomo ha diritto a partecipare al governo del proprio Paese, ha diritto alle libertà di parola e di riunione, ecc…
Il primo protocollo delle Convenzioni di Ginevra esplicitamente considera legittime le azioni a difesa del principio di autodeterminazione dei popoli e di reazione all’occupazione militare altrui.
Potrei continuare, ma mi fermo qui.
Anche la nostra Costituzione, come quasi tutte le altre di Paesi democratici, stabilisce il divieto di estradizione permotivi politici‘, cioè, appunto, questi di cui accennavo sopra. Svezia e Finlandia, come noto, sono sempre stati in prima linea nel difendere queste regole. Non diversamente, sia chiaro, da altri, compresa l’Italia, anche se da noi spesso si usano strumenti vergognosi per aggirare le norme.

 

È il caso, e lo ricorderete, di Abdullah Ocalan, combattente curdo per la libertà del suo Paese sotto la dominazione fortemente repressiva turca, siriana, irachena e iraniana, che fu portato (mai cosa più stupida fu fatta sia pure con le migliori intenzioni, peraltro oscure) in Italia da alcuni parlamentari italiani, nella speranza di poterlo trattenere come rifugiato politico. Poi, la storia la ricorderete, di fronte alle proteste turche, il nostro Governo (Governo D’Alema!) ‘coraggiosamentedecise di allontanarlo dall’Italia, per evitare di dovere avviare la procedura di estradizione. Ricordiamolo bene questo fatto. La Turchia ne voleva l’estradizione. L’Italia avrebbe potuto scegliere due vie: rifiutarla e basta, in nome dei principî di cui parlavo sopra, o avviare la relativa procedura. Il Governo scelse una terza via, trovò il modo di farlo allontanare dall’Italia, lasciandolo così facilmente nelle mani dei turchi. Non ebbe il coraggio di seguire la strada prevista dalla legge, dato che, prevedendo il nostro codice di procedura penale che solo con una sentenza favorevole si può concedere l’estradizione, aveva il fondato timore che i giudici negassero l’estradizione. E quindi, lo ‘convinse’ ad andare a Nairobi, dove fu immediatamente catturato, non volendo nemmeno ipocritamente attendere che la Magistratura italiana (sempre lenta, magari pour cause!) riconoscesse ad Oçalan il diritto di asilo che gli spettava in base all’art. 10 della Costituzione. Una vergogna dalla quale difficilmente l’Italia potrà essere pulita.
C’era un tale che diceva che uno il coraggio non se lo può dare, ma l’onestà intellettuale sì. Ma lasciamo correre. Certo sono stati questi comportamenti che, tra i molti altri, rendono difficile ai giudici francesi concedere l’estradizione in Italia di taluni presunti terroristi, così come a suo tempo fece il Brasile per Cesare Battisti, ecc….

Ciò premesso, l’Italia non ha mai lasciato intendere che in certi casi userebbe, per così dire, unocchio di riguardoper certe situazioni, o altro.
Questo invece è, o almeno appare, il caso di Svezia e Finlandia, che, per poter accedere alla NATO, della quale fino ad oggi avevano rifiutato di fare parte per il conclamato pacifismo dei due Stati, avrebbero assicurato la Turchia che per certi casi saranno … più disponibili.
Uso il condizionale perchè il memorandum d’intesa trilaterale, firmato dai ministri degli Esteri dei tre (Turchia, Finlandia, Svezia), non solo dovrà essere studiato con attenzione, ma soprattutto è tanto generico da prestarsi alibereinterpretazioni -specialmente in materia di estradizione- e molto se non tutto è lasciato all’implementazione degli accordi.
Corre l’obbligo di aggiungere che gli impegni verbali valgono come se non di più di quelli scritti. Naturalmente non sappiamo quali impegni verbali siano stati definiti tra i tre a margine del memorandum. Anche se, forse, i due Paesi cercheranno di avvalersi del precedente costituito dall’accordo tra Mikhail Gorbaciov e George Bush circa il non allargamento della NATO a Est. In quel caso, gli USA e noi in quanto membri della NATO (è bene ricordarlo: le decisioni della NATO, sono sempre prese col nostro voto!) abbiamo stracciato l’accordo verbale.
Tra i principali ‘violatori’ va enumerato il mitico Bill Clinton (quello che, per non farsi mancare nulla, garantì gli accordi di Oslo tra Israele e Palestina, per poi garantirne la … violazione) e, se non ricordo male, lo stesso Barack Obama.

Sia come sia, ciò che importa sottolineare e mettere in luce è, una volta di più, il cinismo anche dei governi considerati migliori e più democratici, che li induce a stracciare proprio i valori sui quali hanno fondato la propria rispettabilità.
Ci sarà tempo e ci saranno persone che, tra vari anni, scriveranno sul serio ed onestamente la storia di questi ultimi mesi, per ricostruirne fino in fondo ipocrisie, falsità, imbrogli e quant’altro: da ambo le parti.