domenica, Settembre 26

Covid-19: fine dello stato di allarme in Spagna Il Paese è nel mezzo della quarta ondata di coronavirus. Ma le decisioni della lotta contro la pandemia non vengono prese sulla base di criteri scientifici bensì in base a criteri politici

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Nel marzo 2020, durante la prima ondata del coronavirus Covid-19, il Governo spagnolo ha dichiarato lo stato di allarme: ha deciso che, per combattere la pandemia, la soluzione migliore sarebbe stata centralizzare i poteri e prendere le redini dellaguerracontro il virus da Madrid. Dalle pagine di ‘L’Indro‘, questa decisione è stata criticata, poiché la gestione sanitaria era stata trasferita da decenni alle Comunità autonome e il Ministero della Salute spagnolo non aveva né i mezzi, né l’esperienza per gestire la situazione.
La lettura del libro dell’allora Presidente della Catalogna, Quim Torra, ci permette di confermare questa impressione: il governo spagnolo tenne un comportamento arrogante e irregolare e ha dato più spazio ai militari che a medici e scienziati.

Nell’ottobre 2020 è stato decretato un nuovo stato di allarme. In questa occasione i poteri non furono centralizzati: le Comunità autonome potevano stabilire misure di reclusione e orari di coprifuoco, adattandoli alle esigenze di ogni territorio e alla gravità della crisi sanitaria. In questa seconda fase, la gestione è migliorata notevolmente.

L’attuale stato di allarme verrà revocato, come annunciato dal Presidente spagnolo Pedro Sánchez,il 9 maggio. Da quel momento in poi il coprifuoco sarà inefficace e le limitazioni territoriali richiederanno l’autorizzazione giudiziaria. Da ciò si potrebbe dedurre che la situazione epidemiologica sia sotto controllo o che la maggioranza della popolazione sia vaccinata. Quindi possiamo festeggiare la vittoria contro il coronavirus?
Assolutamente no. Siamo nel mezzo della quarta ondata di pandemia. Perchè, allora, questa decisione del governo?

Lo stato di allarme viene revocato perché per prorogarlo sarebbe necessario un accordo tra diversi gruppi parlamentari; ma si avvicinano le elezioni regionali della Comunità di Madrid, e quando la Spagna entra nel periodo elettorale, i partiti politici non possono fare altro che combattere e squalificarsi.
Ancora una volta, le decisioni che possono salvare o condannare vite umane sono subordinate agli espedienti elettorali dei partiti politici. I principali partiti rappresentano le due opposte Spagna di cui parlava Miguel de Unamuno già novant’anni fa e Metternich due secoli fa. I fan di entrambe le parti si rivolgeranno ai social network per insultarsi a vicenda e tifare gli stessi leader.
Con tali comportamenti, c’è solo un bug che si sfrega le mani. Si chiama coronavirus.

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Sull'autore

Docente della Universitat de Vic, Departament d'Economia i Empresa

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