venerdì, Maggio 7

Finanza, fondamentale per combattere il Covid-19, preparando il futuro Grazie al Regolamento (UE) 2019/2088, il mondo finanziario può giocare un ruolo rilevante per combattere, qui ed ora, il virus e possa mettere le basi perché il futuro sia meno permeabile alle patologie ed alle deviazioni del sistema

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Nel rapporto Oxfam sulle disuguaglianze (gennaio 2021), il patrimonio dei 1000 miliardari più ricchi sono tornati ai livelli pre-pandemici in soli 9 mesi mentre, per le persone più povere del mondo, la ripresa potrà richiedere oltre un decennio; in USA quasi 22.000 cittadini latino americani e neri sarebbero stati ancora vivi se il loro tasso di mortalità fosse uguale a quello dei bianchi; la catastrofe climatica sta mietendo vittime  nelle comunità povere; disuguaglianza e lotta per la giustizia climatica sono una cosa sola e così via.

Ma queste affermazioni, supportate da ricerche che si basano su dati, cosa c’entrano con il Regolamento (UE) 2019/2088 riguardo all’ INFORMATIVA SU SOSTENIBILITA’ NEL SETTORE  DEI SERVIZI FINANZIARI? La connessione è evidente rispetto alla genesi incerta del Covid-19 (dipendenza dall’assetto dello squilibrio fra fauna e flora), ma anche rispetto alla capacità rimediale dei sistemi sanitari e dei cicli produttivi di vaccini che hanno sofferto di insufficiente disponibilità economico-finanziaria per gli investimenti e rispetto alla polarizzazione fra ricchezza e povertà.

In un mondo più sostenibile, non solo le probabilità di epidemie sarebbero inferiori, ma anche gli interventi riparativi sarebbero più veloci. La finanza è il primum movens per gli investimenti che creano ricchezza e distribuzione reddituale, ovviamente nel rispetto e nella salvaguardia dell’ambiente, della coesione sociale e della partecipazione di governance (ESG).

Questo Regolamento (20 articoli), a partire dal 10 Marzo 2021, riguarda le Imprese Finanziarie nella loro articolazione organizzativa (si veda art.2 del Regolamento in cui la quasi totalità sono spa,srl ed anche fondi previdenziali ed altri). La genesi di questo atto si basa sull’adozione da parte dell’ONU dell’Agenda 2030, sull’orientamento dell’evoluzione dell’economia verso gli obiettivi SDG (2016), dell’Accordo climatico di Parigi e di altre direttive comunitarie. L’obiettivo (su base obbligatoria: adozione auspicabile e comunque riferimento per il mercato degli investitori; su base volontaria: da superare) si raggiunge se i partecipanti ai mercati finanziari ed i consulenti finanziari comunicano informazioni sull’integrazione dei rischi di sostenibilità e degli effetti negativi per la sostenibilità nel portfolio dei prodotti finanziari offerti.

La considerazione dei fattori di sostenibilità negli investimenti dovrebbe consentire agli investitori finali di fruire di investimenti trasparenti e informati correttamente. Per ‘rischio di sostenibilità’ si intende un evento o una condizione di tipo ambientale, sociale o di governance (ESG) che potrebbe provocare un impatto negativo sia sul valore dell’investimento sia sull’ecosistema che crea emergenze ambientali e sociali da riparare con costi elevati.

Le informazioni dovrebbero essere periodiche e il regolamento non preclude che, in vari territori, ove ci sono delle disposizioni più severe rispetto al presente regolamento esse siano applicabili. Anche questo atto si basa sul principo che l’Unione Europea possa intervenire su base sussidiaria. Le Autorità Europee di Vigilanza –AEV (ABE, EIOPA, ESMA) dovranno elaborare ulteriori regole ed indici di valutazione. Si comprende che questo atto è un passo avanti istituzionale e strutturale del mercato finanziario.

Siccome il sistema socio-economico continua la sua attività, è necessario che tutti partecipino alla gestione dell’emergenza anche per il tramite degli investimenti futuri. La genesi COVID è un punto interrogativo o un quasi punto interrogativo, però, il dato reale è che le conseguenze colpiscono in modo consistente le fasce della popolazione a basso reddito, che vivono in condizioni ambientali non sostenibili, in territori con evidenze sociali fortemente negative. Un anno fa sembrava che il COVID-19 fosse la livella di Totò ed invece esso discrimina e si sviluppa dove le barriere socio-economiche ed ambientali sono più basse.

Il periodo dell’emergenza COVID è considerato spesso off-limits riguardo all’evidenza delle scelte di finanza e di regolamentazione quasi che tutto è assorbito dal contagio ed il tutto è relativizzato ad esso senza calcoli di diseconomie esterne. E’ comprensibile, ma questo approccio non è corretto. Siccome il sistema socio-economico continua la sua attività, è necessario che tutti partecipino alla gestione dell’emergenza anche per il tramite degli investimenti futuri sostenibili. Ma l’emergenza è un macramè composto da salute, clima, assetto sociale ed economico.

Il mondo finanziario può giocare un ruolo rilevante per combattere, qui ed ora, il virus e possa mettere le basi perché il futuro sia meno permeabile alle patologie ed alle deviazioni del sistema. Fuori di metafora, l’orientamento alla salvaguardia dei fondamentali dell’ambiente, del sociale della partecipazione sinergica passa attraverso la trasparenza delle caratteristiche ambientali e sociali degli investimenti sostenibili e gli indici di riferimento che misurano e valutano gli impatti dei finanziamenti (art. 11 del Regolamento).

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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