sabato, Settembre 18

Filosofia e fisica, un dibattito aperto Intervista con il professor Enrico Berti, filosofo e teologo

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La filosofia  si affaccia nella storia dell’essere umano intorno all’incirca tra il VII –VI secolo a.C., nascendo come risposta alle domande fondamentali dell’uomo. Il bisogno di risposte, o il bisogno di certezze, ha favorito lo sviluppo in quell’epoca di questa della filosofia, che dalla stessa etimologia (‘philéin’=amore e sapere ‘sophìa’=conoscenza) spiega l’amore per la conoscenza, il piacere di sapere.
Grazie alle domande poste dall’uomo, i filosofi sono giunti ad interessanti conoscenze, ipotizzando perfino l’atomo. Quindi i filosofi erano, in un certo senso, anche dei fisici, come Talete di Mileto (circa 624-546 a.C.) che fu considerato il primo fisico in quanto spiegava i terremoti eliminando la mitologia, ma dando una spiegazione in base all’osservazione, cioè che la Terra riposava sulle acque, facendosi cullare dalle onde. Anche se fisicamente non è corretto, ma il primo passo del metodo fisico era compiuto.

In 2500 anni la filosofia ha annoverato pensatori sopraffini, che hanno sviluppato concetti e linee di pensiero, ma ai nostri giorni essa sembra aver perso qualsiasi funzione, non di rado si ascoltano frasi del tipo; ‘non fare il filosofo‘ in quanto si cerca ormai la concretezza in tutte le cose, relegando l’essenza della vita al solo pensiero del materiale.

A concorrere alla considerazione che la filosofia siaantiquatahanno contribuito negli ultimi anni anche alcuni fisici, come ad esempio il fisico teorico, cosmologo Lawrence Krauss  che nel 2012 in una intervista per il giornale ‘The Atlantic’ ha lasciato di stucco i filosofi con l’affermazione: «la parte peggiore della filosofia è la filosofia della scienza: per quanto ne so, le uniche persone che hanno letto le opere dei filosofi della scienza sono altri filosofi della scienza. … Direi che questo stato di tensione si verifica perché i filosofi si sentono minacciati, e ne hanno tutte le ragioni, perché la scienza progredisce e la filosofia no».

Il dibattito tra fisici e filosofi che ne è scaturito, è stato poi riassunto e riportato in un articolo apparso nel maggio 2015 sul giornale ‘Le Scienze – America’ dal titolo : Anche i fisici sono filosofi: il ruolo della filosofia nella fisica moderna’ .

 

Con Enrico Berti, professore emerito di storia della filosofia, Presidente onorario dell’Istituto Internazionale di Filosofia, abbiamo cercato di fare il punto della salute della filosofia.

 

Il fisico Lawrance Krauss :‘I filosofi si sentono minacciati perché la scienza progredisce e la filosofia no’ . Secondo lei è esatta questa affermazione?

La contrapposizione tra scienza e filosofia è un fatto recente, dovuto alla progressiva specializzazione della ricerca. Nell’antichità, nel medioevo e nell’età moderna questa contrapposizione non c’era. Non solo Aristotele, ma anche Galilei e Newton consideravano la fisica come filosofia naturale e la metafisica come continuazione della fisica. Scienza e filosofia erano termini sinonimi e indicavano la ricerca delle cause, cioè delle spiegazioni, dei fenomeni naturali (comprendenti anche l’uomo). Quando tale ricerca perveniva alle cause prime, cioè non dipendenti da altre cause, ossia alle spiegazioni ultime, essa prendeva il nome di scienza prima, o filosofia prima, cioè metafisica. Quanto al progredire, anche la filosofia (la scienza prima) progredisce, ma, occupandosi delle cause prime, cioè delle cause di tutto, deve in un certo senso ripartire ogni volta da zero, cioè deve ogni volta rimettere in discussione tutto, senza dare nulla per acquisito. Questo dà l’impressione che essa non progredisca, ma in realtà progredisce. Non c’è dubbio che Aristotele era molto più progredito dei presocratici, e noi lo siamo molto di più di Aristotele. Quanto alla direzione di tale progresso, le direzioni sono tante, quanti sono i (veri) filosofi, ma ciò vale anche per gli scienziati, che pure prospettano teorie diverse per spiegare gli stessi fenomeni.

 

Il materialismo monistico in cui tutto è materia e nient’altro, come si spiega con l’avvicinarsi da parte di alcuni fisici al pensiero che dietro tutto ci sia Dio?

La differenza tra scienza e religione è stata chiarita una volta per tutte da Galilei, quando ha scritto, nella Lettera a Madama Cristina, che la scienza ci dice come va il cielo, mentre la religione ci dice come si va in cielo. Questo dovrebbero ricordarlo soprattutto gli scienziati, quando credono che la scienza sia in conflitto con la religione.
Quanto al materialismo monistico, secondo cui tutto è materia, anzitutto si tratta di una filosofia (una metafisica nel senso deteriore, cioè un discorso non dimostrato), e poi si tratta di una filosofia smentita dalla stessa scienza. Le leggi della fisica, espresse dalle equazioni, sono forse materia? E le formule chimiche, per esempio la sequenza del DNA, sono forse materia? Oltre alla materia ci sono le forme (formula vuol dire piccola forma), le quali sono scoperte dalla scienza (i numeri, le espressioni matematiche), prima ancora che dalla filosofia.

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