lunedì, Maggio 10

Filippine meno povere? Lotta alla povertà e giochi coi numeri, si racconta dei successi ma non si citano i disastri naturali

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Bangkok – I numeri si sa, in statistica, sono numeri. Ma sono anche interpretabili secondo differenti punti di vista. Il Governo delle Filippine, ritrovando coraggio ed orgoglio dopo i disastri naturali che hanno funestato l’Arcipelago, segnala le battaglie vinte sulla strada della crescita economica. E ‘racconta’ delle future sorti  del Paese, senza menzionare quel che è accaduto causa il Super Tifone Haiyan  in termini di impatto ambientale (tutto ancora da risolvere), in termini di vite umane (6.245 morti accertati di cui 5.847 nella sola Regione VIII, 28.626 feriti e 1.039 dispersi,) e circa gli effetti reali sull’economia. Non si menzionano più i senza tetto, coloro che hanno perso tutto. Sono diventati invisibili.

Ma veniamo ai giorni nostri, giorni in cui si analizza fastosamente quello che è accaduto prima e dopo il Super Tifone Haiyan. Nel caso in cui le statistiche governative si verifichino accurate, il numero dei poveri nelle Filippine si ritroverebbe ad essere fortemente diminuito nella prima metà dell’anno scorso in prospicienza di un’economia nazionale in fase di ascesa, con milioni di cittadini portati al di sopra della linea che il Governo aveva fissato come soglia di povertà nazionale.

L’Autorità per la Statistica delle Filippine ha annotato che un filippino su quattro -il che vuol dire il 24,9 per cento della popolazione- è da considerarsi ancora povero, se ci si basa sugli introiti mensili così come definiti dall’agenzia governativa nel primo semestre del 2013. Ciò vuol dire meno del 27.9 per cento dei filippini al di sotto della soglia di povertà nello stesso periodo dello scorso anno. «Il rimarchevole miglioramento nell’incidenza della povertà è la dimostrazione che le strategie del Governo delle Filippine sta agendo nella direzione della crescita inclusiva», ha affermato il Segretario alla Pianificazione Socioeconomica Arsenio Balisacan a proposito del resoconto statistico ufficializzato in queste ultime ore. Ciò porta le Filippine vicine al proprio obbiettivo di ridurre la povertà ad un tasso collocabile tra il 22 ed il 23 per cento nell’arco del prossimo anno, sebbene questo scopo finale sia ben lontano dal precedente Obbiettivo di Sviluppo del Millennio dove si stabiliva di portare quella soglia al 16.6 per cento della popolazione nazionale.

Per la prima volta nella storia nazionale, il numero della popolazione considerabile ‘estremamente povera’ è anch’essa diminuita fino al 7.7 per cento a partire dal 10.7 per cento precedente. A parte la riduzione nel numero delle persone povere, il numero delle famiglie al di sotto della linea di povertà è anch’esso diminuito fino al 19.1 per cento dall’iniziale 22.3 per cento.

Il report di martedì ha anche sottolineato l’inizio di più frequenti monitoraggi sul livello della povertà nel Paese. Il Governo, attraverso l’Autorità Statistica delle Filippine attualmente utilizza l’Esame Annuale dell’Indicatore della Povertà che ha rimpiazzato l’Esame dell’Indicatore degli Introiti Familiari e della Spesa che veniva condotto ogni tre anni.
Il nuovo metodo di monitoraggio sui dati relativi alla povertà si ritiene possa aiutare il Governo a dare una spinta alle sue politiche per dare effettivo sostegno alla lotta contro la povertà. Balisacan, Capo dell’Autorità Economica Nazionale per lo Sviluppo, ha attribuito la riduzione nei livelli di povertà alla ‘rimarchevole”’crescita delle Filippine nella prima metà dell’anno scorso. L’economia delle Filippine è cresciuta del 7.7 per cento da Gennaio a Giugno del 2013, il tasso di crescita più alto di tutta l’Asia.

 

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