martedì, Aprile 13

Filippine ed i disastri Dopo il Super Tifone Hayan le Filippine sono Paese capofila nella riduzione del rischio dei disastri

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Bangkok – Le Filippine sono uno dei Paesi asiatici soggetti ai disastri  che ha realizzato il “paradigma del parare i colpi duri”, secondo il vertice delle Nazioni Unite a Ginevra, Ufficio per la Riduzione del Rischio dei Disastri UNISDR.

Margareta Wahlstrom, la quale riveste anche il ruolo di rappresentante speciale presso il Segretario Generale Ban Ki-moon per la riduzione del rischio dei disastri, nella giornata di sabato scorso ha riferito che Manila sta «sviluppando i metodi più sofisticati di misurazione dell’impatto dei tifoni a seguito di quanto accaduto con Hayan chiamato anche super-tifone Yolanda che ha devastato Visayas Orientale nel mese di Novembre».

«Sebbene il Ciclone Hayan abbia reclamato 6.200 vite quando ha duramente colpito le Filippine, molti altri son riusciti a scampare proprio grazie agli avvertimenti lanciati in tempo e le procedure di evacuazione, in special modo nella Provincia di Cebu», ha affermato in un comunicato ufficiale emesso il giorno dopo l’apertura della Sesta Edizione della Conferenza Ministeriale Asiatica sulla Riduzione del Rischio dei Disastri tenutasi a Bangkok.

Così come le Filippine, il Bangladesh «ha uno dei migliori programmi di preparazione al rischio cicloni al giorno d’oggi, avendo perso centinaia di migliaia di vite nel passato», ha sottolineato Margareta Wahlstrom. «L’Indonesia, per conto suo, ha reso la riduzione del rischio di disastri il pilastro delle politiche di sviluppo nazionale», ha aggiunto la funzionaria ONU. La quale ha anche sottolineato che «Una simile rivoluzione ha bisogno di farsi spazio nel governo dei rischi di disastri sia in ambito pubblico sia in ambito privato nella regione asiatica, in ordine alla necessità di fermare l’emorragia di assetti generali e nella salute pubblica causata dai disastri stessi». Secondo l’ Ufficio per la Riduzione del Rischio dei Disastri presso l’ONU, «Vi sono segni incoraggianti per i quali la comunità internazionale del business in Asia sembra si stia allertando su questo tipo di tematiche».

Proprio la scorsa settimana, a Manila, una delle regioni dove gli elementi catalizzatori del processo di sviluppo del territorio sono più rispettati, il noto businessman Hans Sy ha affermato: «Abbiamo bisogno di superare il gap nella comprensione e nel convincimento circa i top management del business della necessità di andare oltre la pianificazione basica e di considerare l’opportunità di creare valore nei mercati con prodotti che abbiano attenzione verso il rischio di disastri ed il ruolo importante dei settori pubblico-privato in partnership nella limitazione dei disastri stessi».

Esattamente i temi che sono poi stati l’asse portante degli incontri poi svoltisi a Bangkok nella settimana successiva. Gli esiti derivanti da quel dibattito saranno certamente oltre il solo livello delle raccomandazioni per una nuova cornice di riferimento per la riduzione del rischio dei disastri, da integrare successivamente nell’Agenda post-integrazione ASEAN del 2015, la quale comprende nuovi scopi nello sviluppo sostenibile ed un accordo universalmente accettato sui cambiamenti climatici.

Non si tratta di argomenti di poco conto o di livello generico: come hanno fatto notare i 2.500 delegati provenienti da 39 Nazioni diverse, quando in Asia si parla della gestione del rischio dei disastri, tutto il resto del Mondo ascolta con molta attenzione.

 

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