sabato, Novembre 27

Filippine: Duterte chiede il ritorno alla pena di morte field_506ffbaa4a8d4

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Rodrigo Duterte, eletto il 9 maggio Presidente delle Filippine, intende chiedere al Congresso un voto sulla reintroduzione della pena capitale mediante impiccagione, abolita 10 anni fa. Duterte ha precisato una certa preferenza per il metodo dell’impiccagione, perché «meno crudele della fucilazione e della sedia elettrica». L’uomo dalle facili battute sessiste in stile Donald Trump,  ha invitato i poliziotti a usare il pugno duro contro i delinquenti: «le forze dell’ordine hanno l’obbligo di sparare per uccidere contro chi dovesse resistere con violenza all’arresto». Questo genere di affermazioni, purtroppo, non costituiscono una novità: Duterte non ha mai nascosto i suoi intenti autoritari, infatti la sua fama lo etichetta come ‘il castigatore‘ della criminalità e del traffico di droga. Il braccio armato del Presidente? Squadroni di vigilantes e polizia speciale. Uomini-killer che hanno ucciso oltre mille persone, quando Duterte era sindaco di Davao. Secondo l’associazione filippina per i diritti umani Karapatan, la forca non è la soluzione adeguata contro la violenza.

Non sarebbe tutto qui: Duterte ha in programma un metodo spiccio anche per lottare contro la corruzione. Verrebbe eliminata sopprimendo, non in senso letterale, per ora, una parte del Parlamento. In più si preannuncia una grande offensiva militare contro gli estremisti islamici del gruppo Abu Sayyaf.

 

(Video tratto dal canale Youtube: euronews)

 

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