giovedì, Aprile 15

Filippine: arrivano nuove alleanze Dispute marittime nel Mar Cinese Meridionale: accordi con il Vietnam e l’Indonesia

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Filippine dispute

Bangkok – Dai tempi dell’Esposizione Internazionale di Shanghai del 2010, la parola chiave che la Cina avrebbe voluto continuare a proporre è “Armonia”. Solo che in tempi più recenti, il resto del Continente, soprattutto quella parte d’Asia che si affaccia sul cosiddetto Mar Cinese Meridionale, la parola “Armonia” è stata riletta con “Egemonia”. La questione dei conflitti territoriali e delle dispute che ne sono via via derivate è diventata un groviglio di non facile soluzione. E la Cina è stata capace di coalizzare buona parte del Continente asiatico in opposizione alle proprie strategie e linee di tendenza.

L’instabilità della regione Asia-Pacifico è finita quasi sullo sfondo in occasione del Forum Economico Mondiale WEF dedicato al Sud Est Asia tenutosi a Manila nei giorni dal 21 al 23 Maggio scorsi dove si è sottolineata l’emergenza di una rinnovata alleanza nel campo della sicurezza nell’area, in risposta all’espansionismo aggressivo cinese e l’occupazione attuata dalla Cina di acque contese nel Mar Cinese Orientale e Meridionale. Si combatte una guerra di parole tra Cina e Stati Uniti così come con tutti gli altri alleati asiatici degli USA, come Giappone, Vietnam e Filippine a causa delle sempre presenti incursioni cinesi nei loro territori, tematica che ha fatto ombra nel corso dei lavori del Forum dove si sarebbe dovuto discutere principalmente delle Filippine, fino a poco tempo fa salutate come il “parente povero” nel quadro asiatico e che oggi, invece, gode di una vivacità che la pone su di un piano speranzoso di crescita anche al di là delle difficili condizioni ambientali e degli eventi naturali che si sono fortemente opposti a quel cammino di crescita. Le Filippine, infatti, si ritiene da più parti possano essere il potenziale nuovo “miracolo economico” asiatico. Sfortunatamente, le preoccupazioni intorno al tema della sicurezza nell’area e la escalation continua nelle dispute marittime ed il fatto che possano mai scaturire in conflitti militari hanno inficiato lo spirito celebrativo del meeting internazionale.

La decisione cinese di non partecipare al Forum ha gettato un’ombra sulla conferenza stessa, ponendo un po’ tutte le tematiche oggetto di confronto sullo sfondo racchiuse nel titolo “La Leva della Crescita per un Progresso Equo”. Il tema in verità è stato tutt’altro che dimenticato, tra i partecipanti ufficiali all’evento dove si è focalizzato il rischio allo sviluppo della prosperità, in special modo la sfida dell’ineguaglianza e le minacce alla Pace o la stabilità della regione. Alcuni hanno affermato «viviamo in un mondo interessante ma d’altro canto il tema dell’inclusione è reale e può inficiare il progresso finora ottenuto».

Secondo le agenzie stampa internazionali, le Filippine, un alleato fidato degli Stati Uniti, sono state molto più virulente nel rimarcare la propria contrarietà alle intrusioni cinesi in acque ritenute parte dei propri confini rispetto allo stesso Vietnam dove pure si sono scatenate forti proteste in Patria in occasione delle operazioni di trivellamento in mare attuate dalla Cina alla ricerca di petrolio ed altre fonti di energia primaria. Il Vietnam sembra stia scegliendo ora di rivisitare il proprio approccio scegliendo la strada dell’alleanza con le Filippine. Manila lo scorso anno ha presentato un procedimento legale contro le richieste cinesi presso il Tribunale Internazionale delle Nazioni Unite per la Legge del Mare a L’Aja, Olanda.

Nel frattempo, Indonesia e Filippine hanno siglato un accordo nella giornata di venerdì scorso che chiarifica i confini marittimi nel Mindanao e nel Mare di Celebes. L’accordo giunge a compimento di 20 anni di colloqui e negoziati tra le due Nazioni per delimitare le rispettive Zone Economiche Esclusive EEZ. L’accordo prevede anche la definizione di tematiche affini come il Mar di Mindanao e di Cebes nelle Filippine Meridionali e nel Mar delle Filippine nella sezione Sud dell’Oceano Pacifico. L’accordo è volto ad implementare certo il livello della sicurezza della regione ma anche alla difesa dei beni naturalistici e marittimi dell’area poiché si tratta di una sezione marina ricca di risorse di vario genere, comprese quelle più squisitamente ittiche. L’accordo è il primo trattato marino tra Filippine e Indonesia e offre ai pescatori locali una estensione chiara dell’area entro la quale possono esercitare i diritti di sovranità sulle acque ed i trattati annessi includono anche quello del 1982 ovvero la Convenzione delle Nazioni Unite sulla Legge sul Mare UNCLOS.

 

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