venerdì, Settembre 17

Fiera del libro di Torino dedicata alle 'visioni' Intervista a Valeria Luzi, scrittrice che dalla self publishing ha spiccato il volo, a Torino tra i visionari

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Chi fa da sé fa per tre. Nel tuo caso il detto funziona. Ma come si fa a farsi notare in un mondo non proprio leale come quello dell’editoria?

Nel mio caso il detto ha funzionato, ma non subito. Il vero successo l’ho avuto solo a fine 2013 con un altro libro, ‘Ti odio con tutto il cuore‘, il mio primo romanzo rosa autopubblicato su tutti gli ebook store grazie piattaforma Libromania. È vero, il mondo dell’editoria non brilla per trasparenza, ma neanche negli altri c’è tutta questa lealtà. Conosco bene il mondo degli avvocati, perché nella mia famiglia ne ho parecchi, e anche là ne succedono di tutti i colori, come in quello dei medici o degli architetti, per non parlare del mondo dello spettacolo, insomma, la giungla è un po’ ovunque, ma conoscendone le regole, non solo se ne può uscire vivi, ma anche trovarci grandi tesori. L’esperienza che si fa sul campo, commettendo errori, è la migliore scuola di vita e infatti, se sono riuscita a realizzare il mio sogno è anche grazie alla mia grande grinta nel rialzarmi, ogni volta che cadevo, per riprovarci ancora più determinata di prima e soprattutto cercando di non ripetere gli stessi errori. Agli scrittori esordienti consiglio di leggere tanto, di studiare scrittura creativa, di affidarsi a un bravo editor per correggere il proprio manoscritto, prima di proporlo sia alle case editrici che al pubblico attraverso il self publishing. Consiglio di non buttarsi via, di meditare bene a chi affidare la propria creatura e di continuare sempre a scrivere, anche se nessuno sembra interessato. Raccomando di non perdere mai di vista che la cosa più importante non è firmare un contratto o vendere, bensì raccontare una storia che faccia emozionare.

Poi è arrivata la Newton. Come è successo?

Il grande successo della prima versione digitale di ‘Ti odio con tutto il cuore‘ ha attirato la Newton Compton, la più importante case editrice per il genere rosa, che tra l’altro è stata una delle prime a pescare grandi talenti su Amazon, vedi Anna Premoli, che con ‘Ti prego lasciati odiare‘ ha vinto perfino il Premio Bancarella. Il mercato del self publishing, sebbene in aumento, rappresenta solo il 13% del business editoriale, quindi per raggiungere la fetta più grande di pubblico, l’unico modo è ancora quello del libro cartaceo. Ormai per noi è normale scaricare un ebook o leggere sul tablet, ma non dimenticherò mai quando per la prima volta invitai gli amici a comprare il mio libro digitale. Mi guardarono tutti come un’aliena, e parliamo di soli quattro anni fa. Anche se ora i miei libri sono in tutte le librerie, i supermercati e anche anche negli autogrill, sono orgogliosa di essere stata una pioniera del self publishing, della trasformazione dal basso che ha completamente rivoluzionato l’editoria.

Parteciperai alla fiera del libro di Torino. Cosa ti aspetti?

Anche quest’anno tornerò a Torino ed è sempre un vero piacere trascorrere un paio di giorni circondata da ciò che amo di più: i libri. Ogni volta che entro al Salone non posso fare a meno di ricordare con le lacrime agli occhi la mia prima volta, con la borsa pesante, piena di manoscritti e di sogni, a caccia di un editore e ora, invece, le persone mi fermano per avere un autografo e per farci una foto insieme. Mi vengono i brividi solo a pensarci. Mi sento davvero fortunata e ringrazio Dio per avermi dato la forza di continuare sempre a combattere per realizzare tutto ciò. È stupendo confrontarsi con i lettori, anche solo con un messaggio o una recensione, ma soprattutto incontrandosi dal vivo nelle presentazioni. Infatti, insieme ad altre scrittrici Newton Compton, Argeta Brozi, Manuela Dicati, Daniela Farnese, Viviana Leo, Patrisha Mar, Bianca Marconero, Lidia Ottelli, Giulia Ross, Lucrezia Scali, Loretta Tarducci, Elisa Trodella, Raffaella Velonero Poggi, Asia Stella e Daniela Volontè, abbiamo deciso di dare appuntamento al pubblico sabato 14 maggio, alle ore 16 di fronte allo stand.

Come vedi il tuo futuro da scrittrice?

Per fortuna adesso sono molto più sicura di me stessa, grazie ai risultati raggiunti, e soprattutto ai lunghi anni di psicoterapia, quindi sono molto ottimista per il futuro perché vedo che sto sempre migliorando nella scrittura e nell’arte di raccontare una storia. In ogni nuovo libro cerco di alzare un po’ il tiro, di sfidare me stessa, di mettermi alla prova con nuove tematiche e altri linguaggi. Trovo anche molto stimolante lavorare come editor e talent scout per scrittori esordienti, per i quali sono anche una sorta di Virgilio nel complicato mondo del self publishing e dell’editoria. L’anno scorso un libro per il quale ho curato l’editing è arrivato primo in classifica su Amazon e per me è stata una vera soddisfazione, un po’ come se ci fossi arrivata io. Ho in programma anche un restyling del mio sito che presto verrà trasformato in un vero e proprio blog di libri, film e spettacoli. Nel mio futuro vedo anche molto cinema, altra mia grande passione, non come attrice ovviamente, ma come sceneggiatrice. Il massimo sarebbe trarre un film da un mio libro e spero proprio di riuscire a realizzare anche questo sogno.

 

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