martedì, Maggio 11

Feste per lo scudetto dell’Inter, ma nessun rispetto per le vittime del Covid-19 Pareva di essere in India, con gente accalcata ovunque. Un comportamento irresponsabile. Pagheremo il conto di questa pazzia fra circa due settimane

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L’Inter vince il suo 19-simo scudetto e almeno 30.000 tifosi (dati della questura) si riversano a Milano, soprattutto a Piazza Duomo, ma anche a Largo Cairoli, in Darsena e a Brera.

Il calcio si conferma dunque una fonte costante di preoccupazione per i contagi da Covid-19Molti dei tifosi, come si può vedere da filmati ed immagini, erano senza mascherina, assembrati uno accanto all’altro con l’aggravante di urlare in maniera scalmanata e così lanciando in orbita le pericolosissime droplets, potenzialmente infette.

Un comportamento irresponsabile che comunque era previso e poteva essere meglio controllato dalle Autorità, in primis il Sindaco, che forse ha preferito non irritare i potenziali suoi elettori. A tal proposito Sala ha dichiarato di non volere strumentalizzazioni politiche della vicenda.

Le polemiche hanno riguardato anche il prefetto di Milano Renato Saccone che ha però detto che chiudere Piazza Duomo sarebbe stato peggio.

Resta il fatto che pareva di essere in India, con gente accalcata ovunquePagheremo il conto di questa pazzia fra circa due settimane, ma nel frattempo sarebbe bene che chi dovere intervenga per evitare che in futuro questi eventi si possano ripetere. Diversi virologi del Cts hanno esecrato quanto è successo a Milano, allibiti di come eventi come questi possano verificare mesi e mesi di sacrifici comuni oltretutto in piena campagna vaccinale.

Sembra quasi che il calcio goda di una sorte di immunità rispetto al resto della società. Basta guardare come festeggiano i calciatori dopo un goal: senza mascherina (naturalmente) si abbracciano e si baciano manco fossero in un film di Rocco Siffredi senza che nessuno lo faccia notare.

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