sabato, Settembre 18

Ferguson, non si ferma la protesta In attesa di un Black Friday senza acquisti in segno di protesta, si guarda al Venezuela e alla Turchia

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«Se sei un tacchino e ti hanno dato il nome di un contorno, le tue possibilità di scampare alla cena del Ringraziamento sono piuttosto basse ma questi due hanno battuto tutte le peggiori previsioni». Sono queste le parole del Presidente degli Stati Uniti nel giorno del Ringraziamento, in cui ha scelto di ironizzare «concedendo la grazia» a due tacchini. In realtà, mentre si susseguono i festeggiamenti nell’appuntamento annuale americano per essere grati a Dio per la raccolta e per quanto ricevuto durante l’anno trascorso la situazione statunitense mostra al resto del mondo uno spaccato di disperazione. Oltre 400 sono stati gli arresti a Ferguson e in tutti gli Stati Uniti in seguito alle proteste per la decisione del Grand Jury di non incriminare il poliziotto Darren Wilson, responsabile della morte del 18enne Michael Brown. Ci sono state manifestazioni in tutte le grandi città, da Boston a Dallas, da New York ad Atlanta. L’immigrazione che -per la federazione americana- ha sempre rappresentato una buona fetta di economia pare ora essersi rivoltata contro le istituzioni a tal punto da aver creato una situazione che in alcuni quartieri pare senza ritorno. Le telecamere di un parco di Cleveland, in Ohio, hanno ripreso sabato la triste uccisione di un ragazzino afroamericano di 12 anni armato di una pistola giocattolo. Su richiesta della famiglia del ragazzo è stato diffuso il video che mostra l’arrivo dei tre poliziotti responsabili dell’omicidio.

Dai social network partono gli ashtag che stanno spopolando sulla rete: #boycottBlackfriday , #blackoutBlackfriday, #notonedime (neanche un centesimo). Domani, come da tradizione si terrà il ‘venerdì neroossia il primo giorno di sconti sugli acquisti natalizi, importante per l’intera economia del Paese grazie al record di vendite. L’invito ai followers di Russell Simmons; Kat Grahame tante altre star di Hollywood– è quello di non recarsi negli stores e centri commerciali come segno di protesta nei confronti dello Stato e della Corte che ha scagionato i poliziotti dell’omicidio di Brown scatenando così il caos negli Usa. Alla protesta potrebbero aderire in massa gli afroamericani che nel Paese sono 43 milioni, con un potere d’acquisto stimato da Nielsen in 1.100 miliardi.

Nell’America del Sud gli ultimi problemi sono invece principalmente legati ai trattamenti disumani riservati ai detenuti. In Venezuela almeno 21 carcerati, da martedì in sciopero della fame, sarebbero morti dopo esser scappati dalle proprie celle per recarsi nell’infermeria del carcere di David Viloria, noto come carcere di Uribana per sottrarre una serie di farmaci (antibiotici, ipertensivi, alcool…) e ingerirli come segno di protesta in seguito alle gravi violazioni di diritti umani riservate dal personale penitenziario. Altri quattro carcerati sono morti – anch’essi per intossicazione da farmaci – in un’altra struttura, quella di Maracay (Aragua) dove però sarebbero stati trasferiti proprio da Uribana. Almeno tre decessi sono stati causati dall’assunzione di grandi quantità di Revotril, un potente farmaco anti-convulsioni.

Dalla prima riunione della coalizione dei cinque partiti di maggioranza del Parlamento di Kiev, rinnovato il 26 ottobre scorso, è emerso un nome, quello di Arseniy Yatsenyuk riconfermato oggi Premier ucraino. Come presidente dell’Assemblea il nome è invece quello di Volodymyr Groysman, stretto alleato del presidente Petro Poroshenko. In un discorso di fronte alla Rada il Presidente avrebbe ribadito l’intenzione del nuovo governo di rinunciare allo status di paese non allineato. «Il cento per cento degli ucraini sostengono una Ucraina unita. La maggioranza prevalente lo considerano come uno stato unitario. Non ci sarà nessuna federalizzazione», esprimendosi così contro l’introduzione di un sistema federale in Ucraina.

Il Consiglio dell’Unione europea ha intanto deciso di aggiungere 13 persone e 5 enti alla lista dei colpiti dalle sanzioni europee per la crisi in Ucraina. Non solo per i Russi ma anche per i separatisti ucraini saranno previste sanzioni, congelamento dei beni e divieto di viaggiare in Europa.

Della breve visita in Turchia di Papa Bergoglio -che toccherà la capitale effettiva Ankara e quella economica Istanbul dal 28 al 30 novembre- il Gran Mufti Mehmet Gormez, in un’intervista ad Aki-Adnkronos International ha chiesto un appello affinché finiscano i preconcetti sulla religione islamica nel mondo.

«L’islamofobia, che è cominciata con gli attacchi dell’11 settembre, si sta diffondendo nel mondo ogni giorno di più – denuncia Gormez, che è a capo della Direzione Affari religiosi (Diyanet), massima autorità religiosa della Turchia – Non è solo una questione di masse che, da sé, provano questo sentimento. Ci sono al contrario tentativi di creare la sensazione diffusa, soprattutto in Occidente, che l’Islam va di pari passo con il terrorismo e con la violenza»
Per l’Imam della Moschea Blu, Ishak Kizilaslan questa potrebbe essere un’ottima occasione per ricordare al mondo intero che lo Stato Islamico non rappresenta i musulmani e la religione islamica. «Gli dirò che l’Islam è pace, che la stessa parola significa pace e sottomissione». Per Kizilaslan, i media occidentali danno un’immagine sbagliata dell’Islam, assimilandolo alle atrocità commesse da gruppi come l’Is, attivo in Iraq e Siria.

 

 

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