sabato, Dicembre 4

Fedriga: invito a mettere fuori gioco Salvini «Basta idiozie! La gente non si cura perché qualche pagliaccio va a raccontare menzogne», e invita a reagire. Dire questo, e dirlo nel modo in cui lo ha detto, equivale a sconfessare Salvini, a scavare un fossato molto profondo tra le persone di buon senso (e lui stesso) e il 'capitano'

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Colpisce, colpisce positivamente la dichiarazione arrabbiata di Massimiliano Fedriga, Presidente leghista del Friuli, che di fronte alle stupidaggini mal comprese dei portuali triestini e dei numerosi no-vax, no-green e no-non so cosa, sbotta dicendo ‘ora basta, i vaccini funzionano’. Anzi, per la precisione ha detto esattamente «Basta idiozie! La gente non si cura perché qualche pagliaccio va a raccontare menzogne e a spaventare i cittadini. Il vaccino c’è, funziona e ha pochissimi controindicazioni».
La frase in sé è logica e irritata. Ma contiene una novità, una grande novità, che suona come una presa di coscienza esplicita e inattesa. Non si limita, Fedriga, a spingere per le vaccinazioni, e quindi a criticare i troppi cretini che si oppongono alla certificazione verde, ma va oltre pesantemente, quando dice (finalmente!) che la gente non si cura perché sommersa di cretinerie messe in giro da «qualche pagliaccio» che «va a raccontare menzogne e a spaventare i cittadini». E va anche oltre quando, richiamando quella che una volta si chiamava la ‘maggioranza silenziosa’, aggiunge, questa volta articolando oltre la rabbia: «Faccio appello a tutte le persone di buon senso con calma e tranquillità: alziamo la voce anche noi, iniziamo a farci sentire. Trieste è fatta da persone che si sono sacrificate, che sanno capire che un posto in terapia intensiva in meno occupato, va a chi ne ha bisogno per altre patologie».
Chiaro, succinto e compendioso, come si diceva una volta.
Ma la novità non è solo quella. Dire quelle cose e in quel modo, equivale a scavare un fossato molto profondo con ilcapitano‘, con Matteo Salvini. Non solo e non tanto per il contenuto delle cose che dice, che Salvini in realtà si guarda bene dal dire, come la sua collega Giorgia Meloni, quanto per il tono e la prospettiva. Invita a reagire, e quindi, non credo di essere lontano dalla verità, invita a sconfessare Salvini e a metterlo fuori gioco. E questa volta Salvini non può appellarsi alla propaganda contraria, al pensiero unico, a Soros, non può: è un suo fedelissimo che, improvvisamente, si sveglia, e dice una grandissima verità. Non solo che il vaccino funziona, aggiunge che il vaccino, «lo dico chiaramente, non è sperimentale», che già da sola è una affermazione decisiva perché taglia la testa a tutte le allusioni capziose derivanti dal fatto che il vaccino essendo nuovo si considera necessariamente sperimentale, ma sta in fatto che sperimentale o no, sono ormai state vaccinate milioni di persone e non è successo nulla. Certo si contano tre o quattro, ma se volete anche cento, conseguenze gravi, ma se volete anche mortali, ogni milione: un rapporto comunque ridicolo. E non risulta che il vaccino, abbia condotto i vaccinati a dedicarsi giorno e notte al servizio di Soros o della Cia o del Kgb, fate voi.

E siamo seri. Certo, è indubbio, addirittura plateale, che le industrie che hanno creato e producono il vaccino vogliano guadagnare. Ma le aziende sono costruite apposta per guadagnare o sbaglio? Si arricchiscono? Certo, i loro capi e o padroni avranno yacht ancora più favolosi, ma impiegano anche un sacco di gente a fabbricare i vaccini, permettono lo sviluppo di altri medicinali, eccetera. Insomma, posto che quelle industrie sono semplicemente gli escrementi del diavolo, vivaddio ci servono, ci salvano la pelle, vi pare poco? Tanto più che non ci salvano solo la pelle, ma grazie alla loro presenza e ai loro prodotti, le fabbriche hanno riaperto, i negozi anche, i cinema pure: vi pare poco?
Guadagnano troppo, certo, è vero. La UE che ha comprato i vaccini si è fatta fregare dai proprietari di quelle aziende che hanno venduto il vaccino, come si dice a Napoli, ‘a prezzo d’affezione’. E va bene, buttiamo fuori la signora Ursula von der Leyen, ma facciamoci il maledetto vaccino, e smettiamola di fare i buffoni e i gradassi ad andare in giro senza mascherina e a vantarsi di non avere fatto il vaccino: chi lo fa è o un cretino o un irresponsabile e magari entrambe le cose: parola di Fedriga!
Giuro, scrivo maledicendo me stesso perché parlare bene di un leghista mi costa l’orticaria, stanotte non dormirò assalito dai pruriti o che so io, ma almeno finalmente c’è una novità positiva. Che consiste nel fatto che il fronte silenzioso e gommoso della opposizione al vaccino e alla certificazione verde, il fronte di quelli che non dicevano nulla o poco per fare intendere che erano contrari e che i contrari potevano contare su di loro, quel fronte si è rotto.

Non vorrei esagerare, ma è la notizia migliore di questa settimana. È fatta, direte, per motivi abbietti di lotta politica interna alla Lega e alla destra in genere; è fatta perché Fedriga è stato pagato da Big Pharma; è fatta perché Fedriga parla più il tedesco che l’italiano e ha detto il contrario di quello che voleva, non importa. Quello che importa è che lo ha detto.
E dicendolo, ha sconfessato anche quei … buffoni?, no, quei delinquenti che hanno sfilato indossando le vesti a strisce degli ebrei, comunisti, omosessuali eccetera chiusi nei Lager tedeschi. Che schifo, paragonare, anche solo per scherzo per fare una battuta, i cittadini indotti, mai costretti, a fare la certificazione o il vaccino ai milioni di persone che sono state massacrate in quei Lager in una delle cose più abbiette che l’umanità abbia mai fatto e concepito, è una cosa così schifosa e puzzolente, che non vale nemmeno aggiungere una parola.
Ma allora, direte, sei contrario a quelle manifestazioni, dovrebbero essere impedite? Assolutamente no, per carità, libertà assoluta di manifesta e gridare come vogliono. Beninteso accompagnati come sempre dai poliziotti, i blindati, gli idranti e quant’altro, solo con una aggiunta che suggerisco alla signora Luciana Lamorgese (o forse direttamente a Mario Draghi, dubiti molto, infatti, del senso dell’umorismo della signora) con l’aggiunta, dico, di dotare i poliziotti di potenti altoparlanti che ripetano in continuazione una sola parola: ‘imbecilli, imbecilli’! varrebbe più di tutti i blindati di Rommel.
Naturalmente, questo è ovvio, io sono venduto a Big Pharma. Certo, ne aspetto infatti un versamento cospicuo e ripetuto.

E già che ci sono, aggiungo un piccolo commento ad un altro tema in discussione in questi giorni: la cancellazione della privativa, del brevetto insomma, sui vaccini. Detta così, ma solo se e finché è stata detta così, è una stupidità pura e semplice, una cosa da grillini, per intenderci, o da Salvini. Una azienda che investe milioni in una ricerca e arriva ad una soluzione vuole guadagnare. Se gli si toglie il guadagno, o peggio gli si toglie il brevetto, non avrà più alcun interesse a spendere tanti soldi per poi perdere tutto.
E allora anche su questo tema si deve essere un po’ più maturi. Anche perché se questo accade è anche, se non soltanto, causato dal fatto che gli Stati, i governi investono poco, troppo poco nella ricerca. Voglio dire che è anche questo parametro che va cambiato, rovesciato. I governi devono assumere su di sé il compito di garantire la salute anche mediante la ricerca, così che, una volta trovato un risultato anche da una azienda privata, quella non possa sfruttarla appieno perché una parte dell’investimento è venuto, direttamente o indirettamente, dallo Stato.
La strada non può che essere quella. Insieme all’altra: quella per cui i governi, proprio perché governi, dovrebbero impegnare le proprie risorse nella ricerca dei farmaci per quelle tante malattie rare e incurabili per le quali le aziende private non fanno ricerca perché non redditizia. Si tratta di creare una relazione positiva e di interesse reciproco tra Stato e privati, che conduca a pagare meno le invenzioni per malattie di massa, producendo però farmaci per le malattie rare.
Lo so: è pura speranza, una visione in una notte dopo parecchio alcool … ma chi sa!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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