venerdì, Luglio 23

Fedez a parte, la politica che fine ha fatto? Il piano di resilienza, per esempio, solo molti che dicono che vogliono mettere bocca nella scelta delle spese da fare e nella loro realizzazione, per il resto nulla

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Mentre il cosiddetto ceto politico italiano impazza a discutere di Fedez, della signora Ferragni, della legge Zan e delle volgarità dei vari Matteo Salvini e Giorgia Meloni, e mentre gli stellini, Grillo in testa, scoprono che la RAI è lottizzata, dimenticando che l’ultima lottizzazione l’hanno fatta loro, mandando alla RAI quei figuri che hanno chiesto cose strane a Fedez e che ne chiedono probabilmente di altrettante, se non più strane, agli altri che lavorano in RAI, meno ‘forti’ di Fedez, mentre tutto ciò accade uno si domanda: a parte queste sciocchezze (gravissime, come sempre, ma banali), la politica?
Perché ormai, a parte la solita fiammata sulla magistratura, che sta facendo di tutto per arrivare al mirabile risultato di farsi mettere sotto tutela dalla politica più bieca che c’è, di politica non si parla per nulla.

Ci sarebbe da discutere di quellapiccolezzache è il piano di resilienza, se non altro per capire che cavolo voglia dire resilienza (io più che altro mi domando con curiosità chi è quel burocrate imbecille che l’ha pensata, trovandola come ovvio su Google) sul quale l’unico dibattito è come spartirsi i soldi, o meglio la loro gestione. Perché, fateci caso, non c’è qualcuno che dica, che so, è meglio fare razzi per la luna che ospedali o cose del genere, ma ci sono solo molti che dicono che vogliono mettere bocca nella scelta delle spese da fare e nella loro realizzazione. Cose tutte che dovrebbero, sulla base di indirizzi politici, vincolanti, del Parlamento, ma proprio perché indirizzi politici molto generali, essere lasciate all’Esecutivo. Il Parlamento è l’organo della legislazione, non dell’amministrazione e gestione.
Tra le tante sciocchezze clamorose che si sentono dire sul piano, c’è sempre, puntuale come la morte, quella del solito scemo che dice, sussiegoso, che ‘non è il momento di parlare di …’ ci sono problemi più importanti e urgenti, come, ad esempio il PNRR (come gli piace dirlo, arrotando le ‘r’!) per il quale si deve domandarsi perché mai si siano messi otto miliardi e non undici lì e invece diciannove e non diciassette là. Oppure, pensiamo a Marco Travaglio che ormai è diventato una certezza, che non fa altro che ripetere, urlando come un ossesso accudito da Lilli Gruber, che questo è semplicemente il piano di Conte, la fotocopia … evidentemente venuta male, visto che contiene cento pagine in più. Ma, posto pure che sia così, che cambia? Non si sa. Così come non si sa di cosa mai dovrebbe occuparsi il Parlamento, se non fare le leggi, che non fa un po’ perché c’è ‘ben altro’ da fare (anche se non lo fanno i parlamentari), un po’ perché i parlamentari non sanno farle, e un po’ perché vanno in Parlamento nel tardo pomeriggio del Martedì e in mattinata di Venerdì, ma meglio il Giovedì, già stanno là con la valigia in mano.

L’Esecutivo, per parte sua, vista la situazione, sembra, per ora, intenzionato a fare a modo suo, a mio parere con degli errori di logica e di tempi, però almeno, sembra, finora, capace di farlo. Certo, l’idea di Renato Brunetta che riforma la Pubblica Amministrazione a me pare lievemente surreale, anche se Vittorio Colao l’altra sera ha detto, serissimo, che Brunetta sta lavorando molto bene e molto seriamente. Figuriamoci!
Ma, anzi, a proposito, sempre per parlare di Colao, non dimentichiamolo è quel bel tipo residente in Inghilterra e definito ‘grande manager’ (che deve significare qualcosa di diverso da manager e basta … beh, in effetti, è alto, questo è innegabile) al quale Conte chiese un progetto, lo fece anche abbastanza in fretta (in modo, a mio parere, un po’ superficiale come scrissi proprio qui), ma lo fece in breve tempo, e si capì che per realizzarlo ci voleva Colao, che infatti fu trattato come il geometra del piano di sotto e ignorato da Conte, che ne utilizzò una buona parte delle idee, ma manco lo invitò a quella buffonata degli ‘stati generali’ (stati di chi e generali di che?) per poi fare il suo, in gran segreto, mandando in bestia Matteo Renzi, già peraltro in trattative con gli arabi sauditi, e che, poi, Draghi copiò, anzi, fotocopiò per la gioia di Travaglio.

Dicevo Colao, che l’altra sera ha buttato lì una cosetta niente male, una bomba atomica, della quale se venisse realizzato un decimo cambierebbe l’Italia da così a colì. Forse qualcuno lo ha sentito, quando ha detto serafico e sorridente che, come fanno in Inghilterra, l’amministrazione non deve fare grandi controlliprima‘, anzi, deveaiutare‘, ‘suggerire‘, ‘collaborarecon il cittadino che vuole fare qualcosa (mi pare che abbia usato proprio quelle e tutte quelle parole), e poi, magari, se il cittadino cerca di menarla per il naso, stangare, ma stangare duro, durissimo. Vivaddio, fosse davvero così! Ve lo posso assicurare, e ditelo da parte mia a Colao: oggi l’amministrazione è il contrario, mette solo bastoni fra le ruote, non ti dà un consiglio o una idea manco se gliela paghi, o meglio se la paghi … ma allora in un altro senso, e poi si ‘tira fuori’ e tu, dopo avere perso dieci anni per poter cominciare a fare una cosa, magari ti trovi quello stesso burocrate che sei andato inutilmente a trovare cento volte per avere un consiglio, trovandolo sempre impegnatissimo a leggere il giornale, che viene da te e con fare sussiegoso, come Paperino ‘tsk tsk’, ti dice che è tutto sbagliato e ti denuncia e se ne va, allegramente. Basta girare per un qualunque paese, -specie se ‘turistico’- italiano per vederlo, cose iniziate e mai finite, cose fatte male, orrende, cose bellissime lasciate marcire e poi stupri del paesaggio e altro, che stanno lì spocchiosi, arroganti, sfacciati.
E quindi l’idea di Colao non è giusta, è la manna, ma chi la fa dottor Colao? Brunetta? E poi lo dice lei ai funzionari di … funzionare?
Questo è l’aspetto che, confesso, mi turba oltre misura: i progetti ci sono pure, ma … Certo, almeno fin tanto che Draghi resterà lì e ci resterà Colao, che, finora, nel caravanserraglio di questo Governo semi-tecnico, mi sembra l’unico capace di pensare. Degli altri ‘tecnici’, lo dico con preoccupazione, non mi sembra che ci sia da vantarsi granchè.

Basterebbe un esempio, uno solo: la scuola. Direte che ce l’ho con lui, con il Ministro Patrizio Bianchi, mah, può darsi, ma non credo, mi era simpatico all’inizio con quella sua aria da reduce da Brescello dopo un incontro con Peppone. Mi era simpatico e avevo anche detto, però, che invece di cianciare di esami seri, resi tali da una tesina copiata da Google, sarebbe stato opportuno prolungare la scuola fino ad Agosto e riprenderla il primo Settembre, sia pure eccezionalmente, solo quest’anno, per recuperare, nel cervello dei ragazzi, cultura (non nozioni, la Azzolina grazie a dio è a casa sua, anche se ha lasciato l’idea al successore) e nozioni sì, ma critiche. Certo, lo immagino e lo dicevo anche: figuriamoci a fare una proposta simile ai professori, ai bidelli, ai Presidi! Ma, insomma, pensavo, vedi che un po’ blandendo con tanti bei soldini un ceto mal pagato da sempre, e un po’ facendo balenare il bastone, beh, il bastoncino, qualcosa di veramente serio, si poteva fare. E invece che ti fa il Ministro? Continua la scuola, ma solo su base volontaria e per aumentare la socialità (che cavolo dice, signor Ministro?) e avvicinare maggiormente (maggiormente? perché prima era avvicinata) alla storia dell’arte e alla educazione civica. Sì, proprio così. Questa è la cultura del Ministro: matematica, computisteria, che meraviglia! e poi, in vacanza, storia dell’arte e Costituzione, che palle!
Ma non c’è qualcuno che sia disposto a portare il signor Ministro, e magari la sua predecessora (così è contenta!), a fare un giro tra i bar e i ristoranti la sera, a parlare con quei ragazzotti sfacciati, arroganti, avvinazzati, che sarebbe anche il meno, ma che non sanno nemmeno come si chiamano, se ne fregano della epidemia e specialmente i maschietti (ma un giorno o l’altro si dovrà approfondire anche questo tema) che considerano le femminucce poco più che delle bambole gonfiabili … ne abbiamo visto qualcosa!
Azzolina voleva l’alunno imbottito di nozioni e inconscio della vita. Questo Ministro vuole la stessa cosa sostanzialmente: tanti geometri e ragionieri, inconsci del mondo che li circonda.
E lo capisco: così si governa meglio.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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