mercoledì, Aprile 21

Federico, che visse tre volte Federico Orlando, nel ricordo del Capo Redazione Romana de 'La Voce' il giornale di Indro Montanelli Mi ricordo, sì io mi ricordo!

0

fede orlando

Federico Orlando ha vissuto tre volte. La prima da giornalista politico (dove il sostantivo aggettivato è riferito sia all’ambito di competenza professionale, sia al modo di essere e fare), la seconda a ‘Il Giornale’ e poi a ‘La Voce’ con Indro Montanelli, la terza spiegando, poi, da solo le ali. Aspettiamo la quarta, ché a farlo smettere di scrivere non può certo essere un accadimento banale come la cessazione dell’esistenza («Ce ne ricorderemo, di questo pianeta», scriveva verso la fine Leonardo Sciascia).

Era un bravo giornalista, e questo si sa. Era una brava persona, e questo lo si ripete ora, come, un po’, per tutti quelli che se ne vanno. Ma in questo caso è vero.

Mi ricordo, sì io mi ricordo, il tempo passato insieme e quel che è successo. Credeva alla professione del giornalista ed alla sua capacità non solo di raccontare, ma anche di influire. Influenzando e migliorando la politica («Vaste programme», commenterebbe De Gaulle). Credeva alla professionalità ed all’indipendenza, parole tanto usate ed abusate da avere quasi definitivamente perso il proprio senso. Ma che, occasionalmente, tornano vive. Fu lui, che avevo incontrato personalmente forse tre o quattro volte, quasi sempre incidentalmente, in più c’era stata qualche occasionale telefonata, a proporre a Montanelli, che non avevo mai incontrato, che diventassi il Capo della Redazione Romana de ‘La Voceil giornale di Indro Montanelli, fondato dopo la rottura con Silvio Berlusconi. Provenendo da ‘L’Europeo’, Rizzoli Corriere della Sera. A differenza del blocco che li aveva seguiti da ‘Il Giornale’ da lui fondato, ma divenuto proprietà di un Cavaliere ormai contro di loro furioso. Lo sventurato rispose. Sbagliarono, ma fu un gran regalo, per l’opportunità di conoscere e lavorare con l’uomo di Fucecchio, per la frequentazione che ne seguì nell’anno de ‘La Voce’ e dopo, anche, per quanto mi riguarda, per le modalità solamente professionali per cui la scelta avvenne. A dimostrazione che le ragnatele fermano le mosche, lasciano passare i fringuelli.   

Anche con Federico, come per Il Direttore, nacque da lì un’ininterrotta, affettuosa frequentazione personale e telefonica. Con episodi di curiosa sincronicità (e ciò che accade per caso, proprio quello non accade per caso). Come quando scoprimmo che frequentava assiduamente i Perini, padre, madre, e la figlia Laura, suoi dirimpettai a Santa Marinella, vicini di portone della mia ‘La Voce Multimedia’ a Roma. Tanto da incontrarci spesso anche casualmente sul marciapiede, o riconoscere che era lì, sentendone la voce che rimbalzava dai due balconi prospicienti.

Non era un santo E ammesso che i Santi esistano, non vanno comunque ridotti a santino. Ma era un uomo perbene, che per un po’ mi mancherà. Per un po’ soltanto, ché, certamente per gente come lui, e Montanelli, e Enzo Biagi, trattasi di momentaneo congedo. Anche perché ci ha lasciati nel pieno della energia e della forza intellettuale, come quando una manciata di settimane fa si fece raccontare la ‘Serata Montanelli’ (con Annamaria Greco, Giancarlo Mazzuca, Marco Travaglio, Paolo Mazzanti, Paolo Gambescia ed io), a tredici anni dal suo arrivederci, cui non aveva potuto partecipare. Informandosi, compiacendosi, indignandosi.

«L’importante» diceva Marcello Marchesi «è che la morte ci trovi vivi». L’ha trovato vivo e l’ha portato a fare un giro. A rivederci, e grazie.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->