sabato, Luglio 24

FED e il nuovo mercato globale Il parere di un esperto di economia vede il mercato globale non del tutto in crisi

0

Il rafforzamento del dollaro, il rallentamento della crescita cinese, le dinamiche dei tassi di interesse e dei prezzi del petrolio, per non parlare del riacuirsi della crisi in Grecia, hanno alimentato le incertezze sui mercati finanziari nella prima metà del 2015. Quali potrebbero essere le maggiori opportunità e i maggiori ostacoli per il nuovo mercato globale negli ultimi mesi dell’anno? Gli esperti degli investimenti di Natixis Global Asset Management hanno condiviso il loro punto di vista sui mercati.

Come sottolineano i nostri esperti, lo scenario macro-economico globale presenta diversi fattori di incertezza che potrebbero generare volatilità sui mercati”, spiega Antonio Bottillo, Executive Managing Director per l’Italia di Natixis Global Asset Management.La nostra struttura multi-affiliates basata su molteplici società di investimento ci permette di individuare opportunità e rischi di ciascuna area geografica e asset class, in modo da costruire un portafoglio coerente con gli obiettivi del singolo investitore e in grado di affrontare diverse fasi di mercato”.

Nel complesso, il contesto macroeconomico globale è piuttosto buono, tranne la crisi cinese. Non vi sono grossi squilibri a livello mondiale e la fiducia è in graduale ripresa dopo il 28 luglio. Gli Stati Uniti, che rappresentano quasi un quarto dell’economia globale, sono in recupero. L’Europa, e forse la Cina, hanno toccato un punto di minimo e ora, lentamente, stanno risalendo. Il mondo emergente non è omogeneo. Sebbene sia difficile intravedere un miglioramento significativo in Brasile e Russia, l’Indonesia e l’India stanno crescendo.

Il mercato è stato robusto negli ultimi anni e sembra che ora si stia normalizzando. Ad esempio, quest’anno l’indice S&P 500 è salito solo del 2% (a metà giugno). A livello globale, notiamo una compressione delle valutazioni. Non vi sono grandi differenziali in termini di mercati eccessivamente “cheap” o eccessivamente costosi. Gli utili aziendali stanno andando bene negli Stati Uniti, nonostante l’impatto negativo del dollaro forte. Ritengo che le quotazioni e valutazioni azionarie saranno supportate dalla costante crescita degli utili.

Non si vedono grandi movimenti azionari verso l’alto o il basso, sebbene possano presentarsi delle opportunità in alcune aree. Tuttavia è possibile individuare sacche di valore in Europa e Giappone. Entrambe le aree hanno sofferto negli ultimi anni e ora beneficiano del dollaro statunitense forte. Una chiara soluzione alla situazione greca in relazione alla zona euro sarebbe positiva per i mercati azionari europei. Credo che le azioni europee otterranno performance migliori quando si risolverà l’attuale incertezza.

A livello globale, i titoli finanziari non hanno recuperato terreno. Le valutazioni sono ancora relativamente modeste. Tuttavia, i bilanci delle banche non sono mai stati in così buono stato, anche se ritengo che le banche siano sovra capitalizzate. Ciò è dovuto in parte alla regolamentazione e alla mancanza di ampie opportunità di erogazione del credito. Sembra che le cose stiano iniziando a cambiare, e per il meglio.

(tratto dal canale ‘Youtube’ di ‘The Financial Times‘)

­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->