lunedì, Settembre 20

FCA, a Melfi 1900 posti

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FCA accelera. Fiat Chrysler Automobiles guadagna terreno, facendo registrare negli USA un nuovo incremento delle vendite a febbraio (+ 6%), confermando il trend positivo che si protrae da 59 mesi. Secondo Sergio Marchionne, ad di FCA, ciò produrrà effetti positivi anche in Italia, dove l’industria punta ad aumentare il numero dei posti di lavoro. «I nuovi ingressi nello stabilimento di Melfi potrebbero salire a 1.900, rispetto ai 1.500 inizialmente previsti tra l’aumento delle nuove assunzioni e dei distacchi dagli altri stabilimenti» ha affermato Marchionne dal salone dell’auto di Ginevra.

Non si è fatta attendere la replica di Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, esponente sindacale tra i più critici nei confronti delle politiche industriali di FCA: «A Melfi le assunzioni potevano essere anche 2.500-3.000 se invece di fare venti turni e aumentare gli orari si fosse introdotta la quinta squadra, come è stato fatto in altri gruppi come Ducati, Continental e Carraro». «Se vuoi pensare al futuro fai condizioni che non spezzino i lavoratori. Questa dovrebbe essere preoccupazione anche del governo visto che gli sgravi sono soldi pubblici» ha concluso Landini.

Le obiezioni del leader Fiom non hanno però oscurato la scena a Marchionne, che sempre da Ginevra ha annunciato una serie di progetti che riguardano uno dei marchi simbolo del made in Italy, Ferrari, di cui ha ereditato le redini dopo la lunga presidenza Montezemolo. Tra questi spicca la possibile immissione sul mercato del 10% delle azioni del ‘cavallino rampante’: «Mettere sul mercato oltre il 10% di Ferrari è tecnicamente possibile» ha affermato Marchionne a margine della presentazione della 488GTB. Così come il possibile trasferimento della sede legale della società in Olanda: «Può essere che la Ferrari avrà una sede legale in Olanda, come già per Fca». Ma poi assicura: «L’azienda resterà italiana. La Ferrari continuerà a fare tutte le sue vetture in Italia, a fare profitti e a pagare le tasse in Italia».

E’ stata dunque una giornata molto significativa per il settore auto, anche alla luce delle dichiarazioni di Martin Winterkorn, ad del gruppo Volkswagen, che ha reso noto il volume d’investimenti dell’azienda nel 2014, circa 11,5 miliardi. «E’ la più cifra più  tra quelle stanziate dai costruttori mondiali. Buona parte è stata concentrata sulle tre principali sfide tecnologiche del gruppo, che riguardano veicoli elettrificati, connessi e a guida autonoma».

Sempre in relazione al settore auto, notizia di oggi riguarda il rincaro del prezzo dei carburanti. Stando alla consueta rilevazione di ‘Staffetta Quotidiana e Quotidiano Energia‘, oggi hanno messo mano ai listini Esso (+1,5 cent sul Gpl), Q8/Shell (+1 cent sul diesel), Tamoil (+1 cent sulla benzina e +2 sul Gpl) e TotalErg (+1 cent su benzina e diesel e +3 sul Gpl).

A livello marcoeconomico, continuano gli aggiornamenti sull’occupazione diffusi da ISTAT, che ieri aveva diffuso i dati positivi, con il sensibile calo della disoccupazione attestatasi al «12,6% dopo il 12,7% di dicembre» e, nella fascia tra i 15 e i 24 anni, «al 41,2%, il minino da agosto 2013».

Oggi l’istituto italiano di statistica ha reso noto l’andamento dell’occupazione nelle grandi imprese che invece risulta in calo: «a dicembre 2014 l’occupazione nelle grandi imprese con più di 500 dipendenti cala dello 0,9% rispetto al 2013, al lordo dei dipendenti in cassa integrazione (Cig), e dello 0,4% al netto della Cig» è scritto nel rapporto ISTAT.

Sempre nelle aziende con più di 500 dipendenti, aumenta invece la retribuzione lorda. Essa, al netto dei dipendenti in cassa integrazione, cresce dello 0,8% nel 2014 rispetto all’anno precedente. Relativamente allo stesso periodo, va inoltre segnalato l’aumento del costo del lavoro, che fa registrare un +0,7%.

Oggi in parlamento ha tenuto banco la questione Ilva, con il via libera definitivo alla Camera del decreto omonimo. Il testo passa con 284 sì, 126 no (M5S, Lega e Sel) e 50 astenuti (Forza Italia e Fdi). «Riparte la speranza», ha commentato su twitter il premier Matteo Renzi.

Per Federica Guidi, Ministro dello sviluppo economico, «la definitiva conversione in legge da parte del Parlamento del decreto sull’Ilva pone le premesse per la rinascita del gruppo siderurgico che rappresenta un pezzo fondamentale dell’industria manifatturiera italiana». «L’approvazione del decreto, e la forte iniezione di liquidità che ne deriverà, daranno adesso una spinta determinante ai lavori per il risanamento ambientale dell’impianto siderurgico, garantiranno la salvaguardia dei livelli occupazionali e consentiranno al Paese di poter continuare a disporre della produzione siderurgica di uno degli stabilimenti più importanti d’Europa».
Critiche sono giunte dall’opposizione, tra cui spiccano quelle del Movimento cinque stelle, che ha esposto in Aula cartelli di protesta contro il provvedimento. Anche Sel, attraverso il capigruppo Arturo Scotto e la deputata tarantina Donatella Duranti, ha criticato aspramente il provvedimento, parlando di «testo blindato che viola l’obbligo di tutela del paesaggio e della salute, nonché l’obbligo di impedire che l’iniziativa economica arrechi danno alla dignità ed alla sicurezza dei cittadini». «Inoltre è indebolita la legge regionale sulla valutazione del danno sanitario, e si produce un cortocircuito con le normative europee che si basano sui principi di precauzione, prevenzione e correzione nonché‚ sul principio del ‘chi inquina paga’» hanno aggiunto.

Infine le borse europee, che chiudono in calo sulla scia dell’andamento negativo di Wall Street e in attesa dell’avvio del quantitative easing della Bce. Le vendite sono anche legate al monito dell’agenzia Fitch, secondo la quale un aumento dei rischi di deflazione potrebbe portare a un declassamento di alcuni paesi dell’Eurozona. Non sono inoltre del tutto scemate le tensioni legate alla Grecia, con il ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, che continua a insistere sull’ipotesi di una ristrutturazione del debito. A Milano l’indice Ftse Mib arretra dell’1,39% a 21.987,18 punti, Francoforte segna -1,14% a 11.280,36 punti, Londra arretra dello 0,74% a 6.889,13 punti e Parigi dello 0,98% a 4.869 punti. Madrid arretra dell’1,42% e Atene sale dello 0,27%.

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