sabato, Dicembre 4

Fase 3 di NAVISP, un piano innovativo dell’Agenzia Spaziale Europea L’Italia può svolgere un ruolo attivo di grande interesse sia per la sua economia che nella valorizzazione delle innovazioni sviluppate nell’ambito di progetti spaziali, ai settori commerciali, industriali, sociali

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Lo spazio si è affermato come una risorsa economica per la Terra; da stratagemma militare concepito dalla Germania nella Seconda Guerra Mondiale, si è guardato universalmente oltre l’atmosfera come volontà di approfondimento di conoscenza e opportunità per le principali nazioni industrializzate, utilizzando la lunghe distanze per i grandi piani dell’osservazione, di geo-localizzazione e di telecomunicazioni, compiendo una trasformazione in un salto temporalmente assai breve da costo a guadagno per il soddisfacimento dei bisogni della società con le tecnologie e le innovazioni che influenzano sempre più la nostra vita. Per raggiungere questi obiettivi sono stati necessari forti investimenti, iniziative strategiche non commensurabili a nessuna scoperta umana e una grande necessità organizzativa che ha superato frontiere, pregiudizi e anche antagonismi.

Insomma, per dirla in due parole, oggi lo spazio è diventato un prodotto maturo e dunque necessariamente aperto a tutti gli investitori che lo vedono quale uno dei più efficaci motori di crescita economica, ben oltre lo stretto confine del comparto.

Su questo impianto l’Agenzia Spaziale Europea dal 2016 ha ideato NAVISP, un programma -ma è difficile racchiudere una visione in una semplice etichetta- che nell’ambito della navigazione satellitare offre grandi opportunità progettuali e logistiche a quelle imprese, anche piccole e piccolissime, che con un’idea inedita si propongono per realizzare vantaggi che utilizzano le infrastrutture già esistenti.

«È un programma che porta lo spazio a Terra», ha detto Leonardo Gagliardi che ha aperto i lavori della giornata di studi svoltasi a Roma in Asas, l’associazione per i servizi tecnologici e le applicazioni spaziali di Confindustria, con la partecipazione di una vasta platea di imprese, del Presidente Silvano Casini -in remoto- e di due responsabili dell’Esa del programma GALILEO, Pierluigi Mancini e Alessandra Fiumara.

E proprio il capoprogramma ing. Mancini ha illustrato il punto della fase 3 di NAVISP: «L’obiettivo principale del programma è generare concetti, tecniche, tecnologie e sistemi innovativi legati al settore della navigazione satellitare, lungo l’intera catena del valore». In passato, si è investito massicciamente in una costellazione di numerosi satelliti che ha delle potenzialità ben superiori a quelle immaginate dai suoi progettisti. Le ricadute pratiche di questo servizio vanno oltre i programmi che hanno la maggiore visibilità quando si parla di conquiste spaziali, quali le stazioni orbitanti e l’esplorazione planetaria, ma possono avere effetti pratici sulla vita quotidiana, sullo sport, sulla sanità, sull’alimentazione, sulla viabilità e su tutto quanto compone la vita della comunità mondiale.

A volte, le idee geniali si arenano nella difficoltà di trasformarle in servizi fruibili dal pubblico. Ecco dunque la novità; come ha spiegato Mancini, NAVISP non è un programma che rende Esa cliente di grandi gruppi industriali ma fa fungere l’agenzia da facilitatore tra le imprese e l’accessibilità a quanto probabilmente già esiste ed è una potenzialità per tutti.

«Lo strumento -ha poi seguitato Alessandra Fiumara- è la espressione di negoziazione in forma diretta, attraverso una burocrazia molto snella e di facile ammissione a tutti coloro che hanno esigenza di accesso con l’intento di allargare le frontiere della tecnologia aerospaziale».

«E inoltre -ha seguitato l’ing. Fiumara- NAVISP è la risposta dell’Esa alla necessità di vedere campioni europei guadagnare posizioni del mercato globale PNT (posizione, navigazione, tempo), che a oggi offre opportunità straordinarie».

L’Italia, che è il secondo finanziatore di NAVISP dopo la Gran Bretagna, con il suo tessuto di piccole e medie imprese -che rappresenta l’ossatura industriale del Paese- può svolgere un ruolo attivo di grande interesse sia per la sua economia che nella valorizzazione delle innovazioni sviluppate nell’ambito di progetti spaziali, ai settori commerciali, industriali, sociali o di ricerca diversi da quelli da cui hanno avuto origine.

Un tale contesto richiede un nuovo paradigma in cui dovrebbero essere sviluppati concetti e capacità per rispondere alle richieste svelate da quel settore che finora non ha ancora sfruttato appieno il potenziale delle soluzioni spaziali. In cambio, l’effetto netto di questa dinamica sarà quella di consentire una fertilizzazione incrociata delle competenze tra le diverse parti interessate e di facilitare la presenza delle infrastrutture nelle sfide future del mondo.

Queste azioni non stabiliscono né duplicano la strategia o il piano per l’evoluzione del programma GALILEO o EGNOS che è di responsabilità dell’UE e richiedono un approccio interamente finanziato. Dunque un’opportunità per le imprese e per la genialità degli imprenditori che ha fatto di un Paese senza significative risorse estrattive o di materie prime, sicuramente uno degli Stati più industrializzati del mondo.

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