domenica, Ottobre 17

Famiglia, la Chiesa in uscita di Francesco Il Professor Rocco Pezzimenti ci aiuta a comprendere la profondità di un documento che passerà alla storia

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La famiglia che ama è simbolo della Chiesa in uscita, in cammino, nella direzione che la Misericordia indica ai fedeli da quando Francesco è divenuto Vescovo di Roma: ‘Amoris laetitia’, l’Esortazione Apostolica postsinodale sull’amore nella famiglia, non è solo un chiaro invito a continuare il percorso sinodale; già dal titolo si coglie il respiro di un testo destinato a passare alla storia come uno dei documenti fondamentali per comprendere  la rinnovata idea di Chiesa che l’attuale Pontefice propone quotidianamente, con coraggio, da più di tre anni a questa parte, al mondo intero, fuori e dentro il Vaticano. Non è un testo da affrontare d’un fiato: è lo stesso Pontefice a consigliare una lettura attenta dell’Esortazione; il documento, infatti, spazia dal perdono al divorzio, dalla trasmissione della vita e l’educazione alla dimensione erotica dell’amore, dalla violenza alla preparazione in vista delle sfide che l’attuale mondo del lavoro impone alle coppie. L’auspicio di Francesco, che introduce il lettore al testo, è tanto chiaro quanto urgente: «Spero che ognuno, attraverso la lettura, si senta chiamato a prendersi cura con amore della vita delle famiglie, perché esse non sono un problema, sono principalmente un’opportunità». Parole che non possono non interrogare lo spirito delle politiche economiche anche del nostro paese; abbiamo voluto affrontare un’analisi di questo documento con l’aiuto del Professor Rocco Pezzimenti, docente di Filosofia politica e Storia delle dottrine politiche alla LUMSA di Roma.

In questo documento la famiglia è il manifesto della Chiesa in uscita: il Sinodo straordinario l’ha eletta a luogo privilegiato del rapporto tra Chiesa e mondo.

Credo sia importante sottolineare il fatto che il documento è stato firmata il 19 marzo, solennità di San Giuseppe: se esiste un modello di sposo quello è proprio lui; malgrado la profonda comprensione del mondo contemporaneo, alcuni ideali della Chiesa rimangono intatti. Detto questo, è bene ricordare che il legame tra Chiesa e famiglia ha radici profonde: il Concilio Vaticano II propose al mondo l’idea della famiglia come Chiesa domestica. Il pontificato di Papa Francesco, che da tanti giornalisti viene interpretato in modo eccessivamente innovativo, è invece in perfetta sintonia con uno degli aspetti più antichi e caratteristici della storia della Chiesa cattolica, ossia con il perenne rinnovamento nella continuità. Ogni domenica, puntualmente, i media si occupano esclusivamente della seconda parte dell’Angelus, di ciò che il Papa afferma subito dopo la preghiera: farebbero bene a concentrarsi, non solo i rappresentanti del mondo della comunicazione, sulle dichiarazioni che il Papa esprime prima della preghiera, una parte, questa, formativa e preziosa, cui solitamente non viene dedicata attenzione e questo è un gravissimo errore.

Forse perché i tempi della televisione, della radio e dei social non hanno un potere di sintesi adeguato, oppure sono concetti troppo complessi e delicati da approfondire?

Il vero problema è proprio questo e non a caso è richiamato nelle pagine di questa Esortazione: quando si parla del rapporto tra genitori e figli e tra Chiesa e coppie, la questione diviene spinosa rispetto al tema della formazione, che spesso appare inadeguata, per motivi legati tanto alle dinamiche comunicative, quanto a quelle inerenti la ricezione dei messaggi. Una comunicazione sbagliata o approssimativa impedisce una comprensione adeguata di ciò su cui il Pontefice sta puntando.

Non poteva non affrontare il tema della famiglia come società naturale: in questo caso il messaggio che lancia il Pontefice è talmente concreto da divenire inattaccabile: «Nessuna unione precaria o chiusa alla trasmissione della vita ci assicura il futuro della società».

Questo è un aspetto fondamentale di questo pontificato: si rimane ben ancorati a certi principi, per poi andare incontro a chi non li riconosce, non li vive o non li può percepire; questo è un elemento decisivo per cogliere il senso di certe frasi di Francesco e di alcune sue citazioni. Nell’Esortazione, il Pontefice riporta un pensiero di Tommaso d’Aquino: «Le norme generali presentano un bene che non si deve mai disattendere ne trascurare, ma nella loro formulazione, non possono abbracciare assolutamente tutte le situazioni particolari. Occorre dire che proprio per questa ragione ciò che fa parte di un discernimento pratico davanti ad una situazione particolare non può essere elevato a livello di norma.»; la norma, quindi, ha carattere generale ed anche questo è un problema che riguarda la famiglia.  Il Papa, ad esempio, in questo documento parla delle convivenze come di una preparazione al matrimonio, solo se guidate in maniera adeguata.

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