martedì, Agosto 3

Falluja, iniziata la riconquista ai danni dell'ISIS field_506ffbaa4a8d4

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Entra nel vivo in Iraq la battaglia per la riconquista di Falluja, la roccaforte dell’ISIS dal gennaio 2014. A confermarlo è un portavoce del servizio anti terrorismo, che ha detto che le truppe irachene sono entrate da tre direzioni e stanno incontrando resistenza. Fonti locali parla della scoperta di decine di tunnel scavati dai miliziani jihadisti per fuggire dalla linea del fronte. «Le forze irachene sono entrate a Falluja sotto copertura aerea da parte della coalizione internazionale, della forza aerea irachena, dell’aviazione dell’esercito e appoggiate da artiglieria e carri armati», si legge nel comunicato, che parla di come il centro di Falluja sia circondato dalle forze governative. A ribadirlo anche Raji Barakat, membro del Consiglio provinciale dell’Anbar: «La campagna ha avuto uno slancio all’alba, con le forze irachene che hanno circondato gran parte della città».

La popolazione di Falluja però è allo stremo. Si parla di 50.000 civili ancora presenti nell’area e si teme che l’ISIS li possa usarli come scudi umani. I leader tribali di Falluja intanto hanno raggiunto un accordo per impedire vendette una volta che i jihadisti saranno sconfitti. A dirlo il sindaco, Sadun Al Shalaan, a chi parla di possibili ritorsioni di miliziani sciiti, sostenuti dall’Iran, contro la maggioranza della popolazione sunnita, accusata in parte di essersi schierata con l’ISIS. E Shalaan conferma solo che «ogni sospettato (di collaborazionismo) verrà deferito alle Corti di giustizia». Nel frattempo i peshmerga curdi dell’Iraq hanno lanciato nuove operazioni contro postazioni degli jihadisti nella zona di Khazir, a sudest della città di Mosul, altra roccaforte dello Stato Islamico. Secondo fonti curde ad essere impegnate nelle operazioni circa 5.000 tra peshmerga e agenti delle forze della polizia militare del Kurdistan (Zeravani), coadiuvati dalla coalizione internazionale a guida Usa con un supporto aereo.

In Afghanistan invece uccisi ieri sera undici poliziotti (ed altri sette sono rimasti feriti) in un attacco nella provincia meridionale afghana di Helmand. A compiere l’agguato i talebani. Secondo il capo della polizia della zona di Bost, Esmatullah Dawlatzai, decide di persone hanno attaccato numerosi check-point nel distretto di Gereshk per un’azione che fa parte di una intensa offensiva su vasta scala dei talebani nel Paese.

Passando alla questione migranti, la Bulgaria ha portato a termine la costruzione di ulteriori 35 km di barriera di filo spinato al confine con la Turchia. Secondo i media locali, l’obiettivo è di ostacolare il passaggio illegale nel Paese di clandestini. Si parla in totale di 268km da coprire con la nuova barriera, con il ministro dell’Interno, Rumyana Bachvarova, che aveva parlato di oltre 170km pronti già per la prossima estate. Il governo di Sofia intanto ha inviato un reparto militare di sessanta uomini con equipaggiamento tecnico per assistere la polizia al valico di frontiera di Kulata, al confine con la Greci, dove negli scorsi giorni erano stati bloccati un centinaio di migranti provenienti da Afghanistan, Siria e Iraq.

Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Junker si vedranno a margine del forum economico di San Pietroburgo. A riferirlo il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. «Non riesco a immaginare una visita di Junker a San Pietroburgo senza un incontro col presidente Putin», ha detto Peskov, che però cerca di farsi prendere ‘dall’eccessivo ottimismo’: «Ovviamente diamo il benvenuto a questa apertura al dialogo. Il presidente Putin ha ripetutamente evidenziato l’interesse di Mosca ad avere e anzi a rinforzare questo tipo di dialogo: ma non mi abbandonerei ad eccessivo ottimismo e non cercherei di vedere segnali di svolta ad ogni passo avanti».

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