mercoledì, novembre 21

Fake news e prescrizione Made M5S Che un partito politico, sia pure diretto da un comico e da una società privata di pubblicità, giunga a questo punto di falsificazione della verità è più che scandaloso. E la prescrizione andrebbe affrontata se se ne è capaci, pensando al problema, non alla propaganda

0

Onestà’, ‘oinestà’, il grido al quale ci hanno abituati quelli del Movimento 5 Stelle. Un’idea, di ‘onestà’, abbastanza singolare, per la verità. Parliamo di fake news e di prescrizione.
‘Onestà’, dunque, e onestamente, i grillini diffondono una intervista falsa, letteralmente falsa (badate bene, falsa, proprio falsa, non fasulla, mal tradotta, incompleta, inesatta, no, falsa, semplicemente e onestamente falsa … lui muoveva la bocca e una voce femminile fuori campo ‘diceva’ quello che diceva, solo che non diceva quello che diceva il ‘proprietario’ della bocca, ma un’altra cosa); e badate, non è un caso, è così che si fa informazionefasulla (fake news), la frase o l’idea falsa intanto va, circola, si diffonde; la smentita, invece, è infinitamene più lenta, meno diffusa, quasi mai percepita. Non è un caso, è una tecnica scientificamente testata e perfettamente conosciuta e praticata, usata sempre in particolare dai vari fascismi’ e ‘comunismi’ … ma poi in forma più ‘soft’ anche dopo, ora … perché se no i partiti lotterebbero a coltello per i TG?. Una intervista, tornando all’intervista di cui sopra, al Presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, accusato abitualmente di avere un particolare odio per l’Italia, nella quale sitraduconole parole del medesimo con frasi del tipo «bisogna fare fallire le banche italiane», ecc. Falso totale, dato che, in inglese, Dijsselbloem dice esattamente il contrario: afferma che, premesso che l’Italia non essendo la Grecia, rischi di fallimentonon ci sono, il debito pubblico italiano essendo in gran parte nelle mani di italiani, è possibile (e sperabile, intende) che gli italiani si rendano conto della situazione e del rischio di vedere i propri risparmi annullarsi e quindipremanosul Governo per indurlo a cambiare politica. Il che, va detto con estrema chiarezza e senza equivoci (io, onestamente, dico e scrivo esattamente quello che intendo dire e scrivere) è esattamente il mestiere di Dijselbloem, che è pagato proprio per questo.
Siamo alle solite: non volete applicare le regole che abbiamo sottoscritto?
Volete violare pesantemente la Costituzione, come vi ha spiegato pazientemente (e io, con meno pazienza) Sergio Mattarella? Bene, rifiutatele, tutte e in blocco, e abbiate l’onestà di dire la verità: ‘vogliamo uscire dall’UE, non vogliamo che ci venga detto cosa fare e come farlo, vogliamo essere sovrani in casa nostra. Viva la faccia, almeno uno sa che andate cercando, e, credetemi, perdete meno tempo a litigare con l’UE, sprecate meno denari in viaggi continui (su aerei di Stato meno clamorosi dell’Air force Renzi, ma altrettanto costosi) a Bruxelles e altrove, risparmiate in francobolli per lettere e controlettere varie. Del resto la avete visto la ‘rispettosa risposta di Matteo Salvini al Capo dello Stato, no?’: «Il Presidente è il garante della Costituzione e fa il suo …», come dire: ‘e chi se ne frega!’

Basterebbe dirlo chiaro, ben chiaro. E invece no. Questi spaccamontagna a chiacchiere, questi guastatori da spiaggia, non fanno che ripetere che mai una cosa del genere, per carità, però fanno tutto quello che si può per violare le regole (che abbiamo deciso noi, votandole) e apparire furbi all’interno, dicendo, all’esterno, il contrario di quello che fanno. Onestà.
Ma, del resto, da un comico da avanspettacolo, da una società di pubblicità e marketing, cosa vi potete mai aspettare? Battute grossolane a parte, se vi dicono che il dentifricio tal dei tali vi fa ricrescere i denti e anche i capelli, ci credete? Sarebbe da approfondire perché alle panzane politiche ci si crede, ma non è mestiere mio, quello che è evidente anche a me, è che la ‘tecnica’ è la stessa!

Ma, al di là del contenuto dell’intervista, che un partito politico, sia pure diretto da un comico e da una società privata di pubblicità, giunga a questo punto di falsificazione della verità è più che scandaloso, e getta una luce sinistra sulla recenteassegnazione della direzione dei telegiornali RAI a giornalisti ‘fedeli’ alle due forze politiche al Governo: il TG1 e il TG3 al partito 5S e il TG2 alla Lega. Dopo avere blaterato per anni contro l’occupazione dei partiti della RAI.
Se inquieta l’idea della verità che hanno costoro, stiamo freschi, davvero freschi, con Mediaset nelle sempre più incerte mani di Berlusconi tutta gambe e porri, sperare in una informazione accettabile, cioè che racconti i fatti e li separi dai commenti, è una pia illusione. Il TG7, accettabile in gran parte, è, anch’esso, troppo fortemente ‘inquinato’ dallo strabordante protagonismo di Enrico Mentana.
Lo hanno fatto anchequelli di prima’, gridano i pro-grillini. Forse, in parte mai così tanto, ma poi, che c’entra: siccome il mio vicino ha sgozzato la moglie, io posso sgozzare mia moglie e mia suocera? Colpisce l’ambiguità dei pro-grillini, che si sbracciano a difendere le oneste cose (sic!) dei grillini, e contemporaneamente parlano malissimo dei leghisti, che, sornioni, sono quelli che stanno acquistando il vero potere, quello del sotto-Governo, delle autorità locali, dei gangli dello Stato, zitti zitti, strizzando l’occhio ai cosiddetti ‘poteri forti’, come a dire ‘tranquilli, tanto questi li facciamo fuori tra poco’.
E qui, lo ripeto per la millesima volta, si sbagliano: i vari Di Maio e l’accorrente Dibba, si stanno accorgendo che perdono ogni giorno potere e credibilità: il reddito di cittadinanza traballa, il TAP è accettato, sul condono ischitano hanno fatto una figuraccia da cani, i nove condoni sono andati, lo ‘scudetto’, almeno in parte, pure, l’Alitalia sta per scappargli di mano, sul TAV hanno poca prospettiva … quelli non sono gente che si fa scappare di mano il potere, e chipensaper loro, alle loro spalle, il potere ce l’hanno in concreto -Casaleggio e Grillo là stanno, e non vogliono mica perderlo.
L’unica domanda da porsi è se Dibba sarà il Joseph Fouché di Di Maio-Robespierre o se i due troveranno un accordo … Robespierre, quello vero, fece fuori tutti gli avversari e gli amici (specie questi ultimi) e poi fu ghigliottinato, mica si associò al Governo con … Fouché! E poi, Fouché mica era matto a mettersi con uno così … tagliente! Dibba non è meglio degli altri, ma nemmeno più fesso, anzi!

E la lotta continua, badate bene, anche ai ‘piani inferiori’. È di questi giorni la lotta furibonda tra i due gigantidel diritto, l’Avvocato Giulia Bongiorno e l’Avvocato Alfonso Bonafede, sulla prescrizione. Dove, ciò che colpisce è la profondità dell’analisi, la ricchezza delle argomentazioni, la saggezza dell’esperienza: «sarebbe una bomba atomica sotto il processo penale» (e ci credo, ci ha campato sulla prescrizione!); «la bomba sarebbe la rabbia dei cittadini furiosi dell’impunità e poi è nel contratto», manco fossero le Tavole di Mosè, risponde l’altro. E, guarda caso, il boss (Salvini) interviene da par suo: «Io sono d’accordo sul fatto che i processi debbano avere una fine e sono d’accordo sul fatto che non possano essere prescritti quelli di chi ha i soldi. Io dico: riformiamo la prescrizione, ma facciamolo in maniera efficace». Chiaro? Beati voi! Per fortuna è lo stesso che si auto-fotografa sorridente (in gondola?) a Venezia: «Tuta della Protezione Civile e si parte direzione Belluno, per visitare le zone colpite da frane e alluvioni e portare i primi aiuti concreti del Governo. Buona domenica Amici, chi si ferma è perduto», allegria! Li porta lui personalmente gli aiuti, li ha sempre in tasca, pronti per ogni disgraziaMa si può ‘governare’ così? A Napoli, con uno così, si … toccherebbero!

Tornando alla prescrizione: mi racconta un mio amico magistrato di Corte di Appello penale, la sua frustrazione quando ogni giorno alle 10 di sera, stravolti dalla stanchezza, chiudono la camera di consiglio, dopo avere pronunciato solo proscioglimenti per prescrizione. Di tutto, dalle multe automobilistiche (si fa per dire) ai furti con destrezza, alle malversazioni, ai ricatti, ecc., ecc. E’ proprio sicuro avvocato Bonafede che i cittadini vogliano l’abolizione della prescrizione? Non ha forse ragione Salvini (molto più furbo) che, propagandisticamente, vuole solo quella per i ricchi, cosa ovviamente impossibile?
Ma sorvoliamo su ciò e torniamo ai giganti del diritto. Che parlano della cosa nei toni descritti, anzi, il grillino, al solito, ‘spiega’ che non ci sarà nessuna bomba, perché si assumeranno nuovi magistrati, cancellieri, segretari, scrivani, uscieri, ecc., ‘ … ranno’, il solito verbo al futuro. Perché logica vorrebbe che prima si assumano, e si faccia la cosa più importante di tutte (quella certamente contraria agli interessi dei vari Bongiorno & co.), una modifica del codice di procedura che impedisca le lungaggini, e un rimpolpamento consistente dei giudici, tale da consentire di fare i processi più in fretta. Giusto per informazione dei due giganti del diritto: un giudice non si ‘fa’ in una settimana, ci vogliono anni, chiaro? Se almeno cominciassero, invece di bloccare tutto. Che poi, altra cosa che il Calamandrei di via Arenula dimentica, ma la Signora Ministro della funzione pubblica no, bisogna trovare l’accordo con gli avvocati (o almeno imporgli di accettare processi più veloci), perché normalmente sono proprio loro i più interessati ai tempi lunghi. Gli studi professionali in Italia sono ancora ad uno stadio molto artigianale: pochi avvocati in ogni studio. Non possono seguire ciascuno molto più di un processo al giorno, specie penale. Abolire la prescrizione vorrebbe dire moltiplicare i processi e intasare definitivamente una macchina già intasata. Il mio amico Magistrato, invece di pronunciare decine di proscioglimenti per prescrizione al giorno, farebbe, ogni giorno, un processo … a imputati vecchi e cadenti, assistiti dal badante a spese dello Stato.
Al solito, le cose vanno fatte, sapendo, se possibile e se se ne è capaci, ciò che si fa. Pensando al problema, al fatto, non alla propaganda.

Ma qui, appunto, è solo la propaganda che conta e … il giochetto di allusioni, ovviamente.
La politica, ma quel che è più grave, anche la realizzazione delle idee politiche, l’amministrazione, è ormai solo propaganda, pubblicità, chiacchiera, per ottenere il consenso, poi ciò che si fa realmente è altra cosa, tanto non arriva mica agli elettori.
La discussione vera, nel Paese, è, e si vuole fortemente che sia, quella ad esempio di un paio di giorni fa, quando ho appreso con strazio e preoccupazione, stavo per dire angoscia, che una (non meglio identificata) Signora (si fa per dire) Mara Maionchi (non ho idea di chi sia) ha detto al Signor Lodo Guenzi (idem) «ma che c … o dici!», che poi non si capisce il perché di quei puntini sospensivi: il naturale pudore degli onesti! Queste sono le notizie che contano, mentre si ‘scivola’ su quella di quella signora napoletana, che ha preso a sentite maleparole, e minacce di ombrellate in testa, il solito cretino che insultava il solito migrante! Su questo si dovrebbero occupare intere prime pagine, non sul linguaggio sboccato di signore varie e sulle chiacchiere di politicanti da strapazzo, compresa, per favore, la fidanzata della Paola Ogechi Egonu.
Ma tant’è la Signora Maionchi batte tutti.
Però, direte voi, ma come non ti occupi dello scontro ‘epocale’ (qualunque cosa significhi, insomma nulla) tra quegli altri giganti, ma della politica: il brillante Nicola Zingaretti, il fratello di Montalbano, e il tremolante Marco Minniti, quello dei Peanuts? Un’altra volta, va’, che quando piango schiaccio i tasti a caso e passo ore a correggere! Tanto più che, grazie ad un mio simpatico amico, il PC dà i numeri, letteralmente.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.