lunedì, Ottobre 25

Facebook: Zuckerberg e le sue scuse L'audizione davanti alla commissione congiunta Giustizia e Commercio al Senato americano

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E’ durata circa cinque ore la testimonianza del fondatore e ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, davanti alla commissione congiunta Giustizia e Commercio al Senato americano. In apertura subito le scuse, oltre all’affermazione che «è stato chiaramente un errore» credere a Cambridge Analytica quando dissero che avevano smesso di utilizzare impropriamente i dati degli utenti: «Non avremmo dovuto fidarci soltanto della loro parola».

«Non basta connettere le persone e dar loro voce: bisogna garantire verità e sicurezza. Facebook è un’azienda idealista e ottimista. Per gran parte della nostra esistenza ci siamo concentrati su tutto il bene che le persone in grado di comunicare possono portare», ha aggiunto Zuckerberg, che ha ricordato la solidarietà e fondi raccolti per le catastrofi naturali: «Dopo l’uragano Harvey, la gente ha raccolto oltre 20 milioni di dollari di aiuti. E oltre 70 milioni di piccole imprese ora usano Facebook per crescere e creare posti di lavoro».

Ma tutto ciò non basta: «Ma è chiaro ora che non abbiamo fatto abbastanza per impedire che questi strumenti vengano usati anche per il danno. Ciò vale per fake news, le interferenze straniere nelle elezioni e discorsi che incitano all’odio, così come per gli sviluppatori e la privacy dei dati. Non abbiamo preso una visione abbastanza ampia della nostra responsabilità, e questo è stato un grosso errore. È stato un mio errore, e mi dispiace. Ho aperto Facebook, lo gestisco e sono responsabile di ciò che accade qui».

Il fondatore di Facebook ha poi ammesso che dipendenti della sua azienda son ostati ascoltati in merito al Russiagate: «Non so se i dati di Cambridge Analytica sono in Russia. Lì vi sono persone il cui lavoro è cercare di sfruttare i nostri sistemi e altri sistemi internet è come una corsa agli armamenti. Cercano di ottenere il meglio, e a noi tocca investire per far meglio di loro».

 

Durante l’audizione, una singolare protesta ha avuto luogo davanti alla sede del Congresso americano a Washington: 100 sagome raffiguranti Mark Zuckerberg con la scritta ‘Ripara Facebook’ sono state collocate a Capitol Hill.  E’ l’iniziativa di un gruppo di attivisti, Avaaz, che lancia l’appello appunto ad ‘aggiustare’ il social network: «Sappiamo che Facebook sta facendo qualcosa per affrontare il problema delle fake news, ma lo sta facendo in un modo che e’ troppo limitato e troppo riservato», ha detto alla ‘CnnNell Greenberg, direttrice della campagna.

(video tratto dal canale Youtube di Associated Press)

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