lunedì, Maggio 17

Facebook, non mi piace o mi piace? Tendenze intellettuali ed eccezioni nel luogo comune dei saperi, delle notizie e dei personaggi un pò così

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Se sto scrivendo questo articolo è anche merito di Facebook. Lì conobbi Giorgio Cavagnaro, un giornalista molto bravo che già lavorava per ‘L’Indro’. Fu lui, dopo qualche dialogo privato, a volermi introdurre presso la direttrice. La generosità, nel mondo degli scriventi, è rara; su Facebook poi si tende a regalare pochissimo.
Sono trascorsi sei anni dalla mia iscrizione a Facebook e mi sono fatto un’idea di questo luogo, che frequento con una certa assiduità, pur se postando poca roba: gli articoli pubblicati; con un po’ di timore qualche foto delle mie bimbe; immagini o versi che mi colpiscono molto; rari spunti polemici. Tutto qui. Ho rinunciato alla pretesa di usarlo come un ufficio, entrando e uscendo sette giorni a settimana, prendendomi le ferie, e insomma mostrando il lato B(ello), come qualcuno fa misuratamente, qualche altro razionalmente, qualche altro ancora smodatamente. La tendenza è comunque assai diffusa.

Vi sono i profili attivi dei Quip (Quite Important Person), tipo Selvaggia Lucarelli, da dove ella commenta i fatti quotidiani ammannendo a leggenti un po’ stuccati quelle sue palate di paradossi tortuosi che dalla seconda parola in avanti conducono direttamente al traguardo, tanto sono banali e superflue le argomentazioni proposte.
I Quip appartengono a una società di corte che è perennemente in cerca di sovrani e di spodestati, di solito incensando gli uni e bannando gli altri. Usano una verbosità snob che risulta popolare per quanto è praticata e puntano a rimanere sulla cresta dell’onda, poiché quell’onda, vista la calma piatta da cui provengono, li inebria, li fa immaginare su una qualche tavola del Creato, nascosti alle loro stesse finzioni, evidenti come un paio di botulanti zigomi che una mattina svettano in ascensore.

Tutto quip, contro i quali sgomitano i Nip (Not Important Person), una categoria all’interno della quale naviga veramente di tutto: da scrittori a musicisti, da critici a politologi, da poeti a cretini veri e propri, un universo di arte varia che dapprincipio rivende quali scelte individuali un free-lancismo che più borderline non si potrebbe, essendo ormai deragliato da qualsiasi binario di competenza e di attendibilità.
Nel mondo reale, da cui il 90% di costoro è ormai bello che scisso, i Nip puntano asmaticamente ad almeno quattro obiettivi strategici: uno: superare il centinaio di like a ogni esternazione, perché fa classifica; due: racimolare faccine e attestati di genialità che imbarazzerebbero persino Lec e Lichtenberg (in questo momento il Nip medio è imbufalito per il fatto di ignorare chi siano i due, per cui va a edursi in un batter d’occhio e scialacquerà le poche informazioni raccolte entro due mesi a partire da oggi…); tre: convincere qualche potente, qualche editor, qualche produttore o qualchissia del fatto che sia proprio lui il fuoriclasse che stanno cercando, il Nip a cui consegnare una wild-card per accedere in società e vincere contro ogni logica e pronostico (tipo Goran Ivanisevic a Wimbledon nel 2001), pubblicando un suo libro vero o producendo una trasmissione da lui ideata; quarto: rimorchiare una neo-amica, da stordire a botte di rimandi e citazioni, di outing sessuali, di confidenze estreme.
Al di qua dei punti programmatici, la sua presenza nel social perde ogni senso.
Preferibilmente il Nip si esprime per aforismi. C’è uno che ne posta una cinquina la giorno, e prende quasi sempre spunto da se stesso, abusando in moralismo e in mitomania, plagiando a man bassa autori, opere e orazioni. Recentemente si è lasciato andare a insulti inverecondi nei confronti di un politico morto e sepolto. Massimo atto di codardia. L’aforisma del Nip prende spunto da un fatto di cronaca e ha normalmente il difetto clamoroso di restarvi invischiato. Ora, è chiaro che se non riesci a toccare la metafisica, è meglio che lasci stare e ti dedichi al romanzo di formazione, giacché tocchi di cinismo con la grazia di un bastonatore.

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