venerdì, Gennaio 28

F-35: l’aereo da caccia incompreso

0
1 2 3


Espresso in una forma più venale, posto che investimenti alternativi all’acquisto degli F-35 non se ne rammentano e che in particolare il traffico e la qualità dei treni regionali che ricordava Gramellini dal 2012 sono se possibile ancora peggiorati, il costo che viene addebitato all’Italia per aver acquistato una quarantina di velivoli in meno è straordinariamente elevato in quanto Cameri non costruirà una parte (oltre quattrocento) degli oltre 1.200 cassoni alari inizialmente programmati e perderà conseguentemente una cifra stimabile in circa quattro miliardi di euro. Senza contare poi che un numero più basso di aerei da caccia in flotta, rispetto a quanti individuati dallo Stato Maggiore – che ricordiamo è composto principalmente da ingegneri e tecnici di altissime qualità professionali – porterà la nostra Arma ad un ruolo più ridotto e meno influente nelle alleanze strette per la tutela dei territori assegnati. Il che sul piano internazionale è assai grave.

Ora, l’esigenza primaria italiana è quella di sostituire i vecchi velivoli dell’Aeronautica e della Marina, a partire dalla metà del prossimo decennio in un piano di interoperabilità tra le forze aeree dei paesi della NATO. Nello specifico, il JSF può soddisfare un ampio spettro di missioni, a conferma della notevole versatilità della macchina, assolvendo compiti di operazioni di proiezione in profondità del potere aereo, di soppressione dei sistemi d’arma missilistici avversari e di concorso al conseguimento della superiorità aerea. Inoltre l’F-35 può offrire un ottimo supporto ravvicinato alle forze di superficie e svolgere una determinante azione di raccolta, elaborazione e distribuzione in rete di dati e immagini, grazie ai sofisticati sensori di cui è dotato. Questa capacità peculiare permetterà, in maniera assolutamente innovativa e a fronte della propria eccellenza sensoriale, di poter concorrere anche a missioni di supporto alla Protezione Civile e ad altri enti e agenzie di natura civile ponendo il nostro Paese in una posizione rilevante nel programma JSF in termini di ricadute industriali e occupazionali.

Il Dipartimento della Difesa americano ha scelto il complesso manifatturiero situato a Cameri come centro principale degli F-35 che graviteranno sull’area europea. Il sito, che si estende su una superficie di circa 400.000 metri quadrati, comprende 22 fabbricati e ospita 11 stazioni di assemblaggio e cinque aree dedicate alle attività di manutenzione, riparazione, revisione e modifica dei velivoli.

Stime – a dire il vero un po’ ottimistiche – indicano che il programma F-35 possa creare oltre 5 mila nuovi posti di lavoro. Difficile prevedere il futuro. ma sicuramente gli addetti a tutte le fasi saranno altamente specializzati e lo stabilimento italiano potrebbe diventare un prezioso riferimento per il settore aerospaziale in Europa.

Il 21 maggio scorso Roberta Pinotti, Ministro della Difesa, ha presentato il documento programmatico pluriennale per il triennio 2015-2017 che conferma la partecipazione dell’Italia al programma, con un budget complessivo di circa 10 miliardi di euro. Il numero di velivoli pianificati da acquistare è stato fissato nuovamente a 90 unità, di cui 38 da acquisire entro il 2020.

In verità è stato investito 0,8 milioni di Euro per Cameri.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->