sabato, Maggio 15

Expo 2015: dai Bronzi di Riace al 'Museo dei Musei' D'accordo con Sgarbi, a Milano le splendide statue; ma anche altre opere d'arte

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 Sgarbi-al-Museo-bronzi

Vi svelerò un segreto (di Pulcinella): sono una provocatrice nata, dunque assorbo anche le provocazioni altrui che mi paiono sensate.

Le mie miniere di pungoli, oltre ai media, comprendono anche FB, tant’è che mi capita spesso di ‘testare’ sui social media le tematiche che utilizzerò il giorno successivo per il mio articolo quotidiano.

L’altro ieri imperversava la polemica, tirata fuori dal cilindro come un coniglio da Vittorio Sgarbi: la proposta di far trasferire a Milano i ‘Bronzi di Riace’ in occasione dell’EXPO 2015.

Subito si è creato un canaio (che era appunto l’intenzione di quel Pierino di Sgarbi).

C’era a chi, me compresa, era parsa una bella idea e chi urlava allo scippo ed allo ius soli per le opere d’arte.

Vi illustro il mio ragionamento, perché non sia mai che io appaia una partigiana sgarbiana solo perché mi stanno sul naso i reggini (ho tanti amici di gran classe e illuminata cultura in quella città).

Parto dalla premessa (che sarà anche la sintesi conclusiva) che l’EXPO 2015 rappresenta una importante occasione per l’Italia intera… ma presumere che un visitatore diretto a Milano si faccia pungere vaghezza di affrontare il deserto infrastrutturale (ferroviario e anche stradale, visto che il clou dell’EXPO si concentra d’estate e la Salerno-Reggio è l’inferno in terra), laddove Cristo non s’è fermato a Eboli, ma, al massimo, a Salerno, per ammirare i Bronzi mi pare pura utopia.

D’altronde, riflettiamo prendendo a riferimento la vita quotidiana: non è forse un modo di dire che testimonia un comportamento umano la locuzione ‘vestiti a festa’? Ovvero, quando vogliamo fare bella figura, non indossiamo i nostri migliori abiti?

Ritengo che ciò sia replicabile anche in una Festa nazionale quale è l’EXPO: dobbiamo sfoderare tutto il nostro ‘bello’ per quel limitato periodo di tempo. MMoltissimi saranno i visitatori che non avranno il tempo di peregrinare per la Penisola (e le isole) a corollario del periodo all’EXPO, dunque non pretendiamo l’impossibile.

Faccio qualche esempio. I giapponesi (e gli altri visitatori, di diverse nazionalità) che al Padiglione Italia dell’EXPO di Aichi, nel 2005, impazzirono per il famoso ‘Satiro danzante’ non furono certo demotivati a visitare l’Italia da quel così importante testimonial del nostro patrimonio archeologico. E, comunque, pretendere di trascinare folle oceaniche a Mazara del Vallo, ovvero i 2.100.000 turisti che ammirarono ad Aichi il Satiro mi pare di un’irrealtà incredibile.

E si è forse verificata una caduta verticale di visitatori agli Scavi di Pompei dopo la straordinaria mostra al British Museum – che agli inglesi ha generato incassi che manco ci sogniamo, pur detenendo quei reperti quotidianamente -?

Gli stessi calabresi, in particolare reggini, hanno accettato che i Bronzi fossero collocati per diversi anni in maniera impropria (distesi su due lettini ortopedici… follia!) nell’atrio di Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale; ma ora, che, quale fiore all’occhiello della loro Regione, andrebbero in ‘missione’ all’EXPO, trovano tutte le scuse per lasciarli chiusi in un Museo che ha uno dei più bassi tassi di frequenza turistica in Italia.

Se li vogliono tenere a portata di mano per qualche processione, con inchino annesso?

In realtà, piuttosto che sentirsi scippati di un simbolo – oltretutto per pochi mesi – farebbero meglio a preoccuparsi di alzare la voce affinché moltissimi siti archeologici presenti sul territorio regionale vengano valorizzati, uno fra tutti Casignana, splendido esempio di villa romana da villeggiatura in territorio magno-greco.

Il consigliere regionale Pietro Crinò, già sindaco di Casignana, ne sta facendo la battaglia della vita… ma i mulini a vento incombono.

Certamente le prefiche anti-spostamento dei Bronzi (in alternativa, c’è quella straordinaria ‘Testa del Filosofo’ che, nel suo pathos giungo a preferire ai due ‘bonazzoni’ bronzei) l’avranno vinta, anche perché Dario Franceschini mi pare più simile a Don Abbondio che a uno Spaccamontagne.

Già si è aggrappato alla liana del giudizio di ‘esperti’, trovando l’usuale alibi del ‘Non sono io che non voglio, ma gli esperti che lo sconsigliano’.

Eppure il Satiro, coevo e apparentemente assai più fragile degli atletici Bronzi, arrivò in Giappone senza problemi, coccolato fra le piume (si fa per dire) dagli abilissimi operatori della ‘Montenovi’!

Son certa che si metterà al lavoro una lobby sotterranea che manterrà nella loro aurea solitudine museale le statue in questione, viste da poche decine (o qualche centinaio) di visitatori al dì e gli avversatori si sentiranno degli eroi della rivoluzione, sotto il vessillo di ‘Bronzi, Boia chi molla!’.

Tanto, col ‘Facimm’ ammuina’ si ottiene ben più che con l’obiettivo confronto fra considerazioni razionali e raziocinanti.

Varrebbe, invece, la pena mettere su una protesta, ma per un collegamento ferroviario decente verso il Sud, visto che stiamo ancora ai piedi di Pilato.

Poiché non faccio che ripetervi che amo ricoprire il ruolo di provocatrice, vi racconterò l’idea rivoluzionaria e destabilizzante che m’è venuta e che farà tremare le vene ai polsi ai puristi.

Per farlo, non mi rivolgerò al Ministro Franceschini, perché gli verrebbe il coccolone – e lui fra un mese si deve sposare ed un coccolone già l’ha patito recentemente -, ma direttamente al Premier Renzi.

Spesso mugugno contro il suo decisionismo, ma stavolta sarebbe l’arma vincente. Mi permetto, inoltre, di sottolineargli sommessamente che, se adotta questa battaglia che gli suggerisco, riesce a buttare un bel po’ di fumo negli occhi all’opinione pubblica su questioni ben più traumatiche (deficit, prelievo dai conti correnti, pensioni scippate)… Mi sento Richelieu

Dunque, la mia idea è questa: non solo i Bronzi di Riace per Milano EXPO 2015, bensì un Museo dei Musei, in cui, insieme ai ‘bonazzoni’ di cui sopra, vengano ospitate opere provenienti dalle collezioni museali di tutt’Italia: che so, un Tiziano da Capodimonte (Napoli), un Antonello da Messina da Messina, un Botticelli e un Raffaello da Firenze, la Coppa di Eufronio da Cerveteri…

Insomma, il trionfo dei tanti tesori custoditi nelle nostre città e lascerei a Vittorio Sgarbi il compito di stilare la lista (che generosa che sono!).

Pura follia? Forse: ma le utopie positive sono vincenti rispetto alle negative, quelle che rivendicano un oscurantismo fondato sul campanilismo.

Per l’EXPO 2015 è l’Italia a mettersi in gioco… Queste dispute medioevali ci convincono che d’Azeglio non aveva per niente ragione: non si saranno fatti gli italiani, e va bene, ma non s’è fatta neanche l’Italia!

 

 

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