lunedì, Giugno 27

ExoMars: Marte è più vicina all’Europa L’esecuzione operativa rappresenta una frontiera di assoluta qualità

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Come abbiamo già scritto, Marte resta un obiettivo importante per la ricerca spaziale mondiale. Più vicino del Pianeta Rosso per la Terra c’è Venere, sorvolato dal Mariner 2 della Nasa già nell’agosto del 1962 e pure vi impattò la sonda Venera (Urss) nel 1965 ma per quanto si possono numerare diverse missioni esplorative conclusesi felicemente, l’ipotesi di una perlustrazione sistematica del corpo celeste interno alla nostra orbita non appare particolarmente vicina, nonostante Venere sia stato definito il pianeta gemello della Terra, cui è molto simile per dimensioni e massa. Per altri aspetti, tuttavia, è piuttosto differente dal nostro pianeta. Venere, infatti, possiede un’atmosfera costituita principalmente da anidride carbonica, molto più densa di quella terrestre, con una pressione al livello del suolo pari a 92 atmosfere. La densità e la composizione di quello spessore creano un imponente effetto serra, che rende Venere il pianeta più caldo del sistema solare, avvolto da uno duro strato di nubi altamente riflettenti, che sono composte principalmente da acido solforico, per cui ne è impedita la visione in luce della superficie dallo spazio.

Marte, invece, è più ‘limpido’, ma la sopravvivenza di organismi terrestri può essere promessa effettuando una poderosa azione di ‘terraforming’, un ipotetico processo artificiale atto a rendere un pianeta abitabile per l’uomo, intervenendo chimicamente sulla sua atmosfera in modo da renderla simile a quella della Terra ed in grado di sostenere un ecosistema. A quanto ci è dato sapere il processo chimico-fisico è ancora oltre le frontiere della tecnologia attuale e gli studi sono per ora solo speculativi.

ExoMars, per adesso, si limiterà a funzioni più basilari. Dopo l’atterraggio, che avverrà nella zona equatoriale del pianeta, la più antica forse, e quindi maggiormente dotata di memoria geologica, si passerà alle fasi sperimentali previste e ci si preparerà per la futura spedizione che sarà sicuramente molto impegnativa, ma che certo avrà bisogno di tutti i dati raccolti nel prossimo futuro.

 

E così l’Europa sta per mettere un piede su Marte con un progetto unico pur sezionato in due fasi. Dal punto di vista scientifico si tratta di una sfida molto ambiziosa: trovare le prove dell’esistenza di forme di vita, oggi o nel passato, con una serie di strumenti appositamente pensati per questo potrebbe rappresentare una riaffermazione di ampio valore scientifico per il Vecchio Continente. Ma lo è anche dal punto di vista tecnologico, perché l’Esa non ha mai realizzato nulla di paragonabile per livello di complessità, con un’altra caratteristica non meno interessante: l’Europa che va su Marte è trasversalmente allargata, visto che il programma è stato svolto con l’agenzia spaziale russa Roscosmos.

ExoMars, infatti, ha subito negli ultimi anni diverse vicissitudini. L’intera missione, concepita da una collaborazione tra l’Esa e la Nasa, quando ormai l’agenzia europea aveva già iniziato i piani per la sua realizzazione, vide gli americani ritirarsi per drastici tagli governativi e allora subentrarono i russi, con cui si sono dovute rimodulare diverse fasi dell’organizzazione e della gestione delle attività; molte le tecnologie da dover sostituire e minor tempo per arrivare a marzo 2016. La prossima opposizione marziana è tra due anni. Troppo lontana.

Sia la sonda in viaggio che la futura sono frutto della tecnologia italiana, così come numerosi apparati che collaborano all’intero sistema. E per l’Italia è stato un investimento molto vantaggioso perché i ritorni in termini di risultati scientifici e di progressi tecnologici sono decisamente alti: alcuni degli esperimenti scientifici vedono coinvolti istituti di ricerca italiani e italiane sono molte delle aziende che hanno costruito parti significative dei veicoli che compongono entrambe le missioni . Molti impianti saranno reimpiegati per le prossime attività. Quindi non soltanto un impagabile allargamento delle conoscenze per il nostro Paese ma anche preziosi brevetti industriali che saranno parcellizzati in un futuro anche assai vicino.

 

Buon viaggio, ExoMars. Tu porti l’Italia e la grande Europa su Marte e tu -grazie ai tecnici e agli scienziati che ti hanno realizzato- ci svelerai tanti misteri di quel pianeta che porta il nome del dio della guerra ma che noi auspichiamo possa essere il più alto simbolo di pace.

 

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