martedì, Settembre 28

‘Evviva’ La vera storia del 2015

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7. BANCHE E BANCHIERI, OVVERO ‘ARIDATECELO’

Ma intanto la vita va avanti, con noi o senza, e ogni cosa si crea, con qualche nuova idea e vecchi, immarcescibili miti. Quando gli sconfitti del Regime fascista cominciarono  a rimettere la testa fuori dal carapace, non troppo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, ricominciarono proprio insinuando che in fondo, ‘infondoinfondomapoiinfondoneanchetroppoinfondo’, quando c’era Lui, caro lei, non si stava così male.

«Aridateci il puzzone» (o «’E matt», il matto, come lo chiamavano nella sua Romagna per quegli occhi aperti e sporgenti nell’enfasi del discorso) divenne uno slogan non solo pronunciato, ma anche scritto su fogli e muri. E, ‘infondoinfondomapoiinfondoneanchetroppoinfondo’, ad ‘arivolere’ qualcuno appena appena, ma neanche troppo, passato, rischiamo di arrivare anche noi, e neanche fra troppo. Peraltro il ‘ragazzo fiorentino’ (che ormai, divenuto finalmente quarantenne, tanto più ragazzo non è se non per gli italici gerontocratici criteri) è bravo, non si discute, ed è troppo comodo liquidarlo con qualche battuta, ché il suo l’ha fatto, a casa ha portato un bel po’ di cambiamenti e riforme. Che poi siano quasi tutte sbagliate è altra questione, ma ha almeno dimostrato che ‘in Italia si può’: si può fare e cambiare, che rispetto all’atavico, nostrano immobilismo… Ma alla fine di questa strada, di questo periglioso, non esaltante duemilaequindici, c’è il rischio di rimpiangere quell’altro, quello di cui il ‘Royal baby’ è il figlio, ormai chiaramente, più che legittimo.

E in un Paese in cui, come diceva il grande epistemologo Stefano Ricucci, «Siamo tutti abituati a divertirci a carico degli altri» (lo diceva in maniera più cruda, ognuno ricostruisca a memoria), tra disoccupati ancor più disoccupati, esodati ancora esodati, banche e banchieri ancora a piede libero, familiari e famigli ancora scorazzanti, esiste davvero la possibilità di ricordare con nostalgia quell’altro’, «Aridatecelo», e poi di ritrovarcelo davvero e definitivamente tra i piedi, quasi una rassicurante consolazione.

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