martedì, Settembre 21

Euroscetticismo federalista Il programma del gruppo EFD raccoglie tutte le critiche all’Unione odierna e si fa portavoce del dissenso

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Con il gruppo EFD (Europa della Libertà e della Democrazia) si chiude lo speciale dedicato ai gruppi politici. È il gruppo più piccolo e più euroscettico ed attualmente il gruppo è composto da 31 eurodeputati provenienti da diversi partiti che mettono avanti nei loro programmi nazionali il benessere dello stato membro rispetto all’Unione europea nel suo insieme. Del gruppo fa parte anche il partito inglese guidato da Nigel Farage, il chiacchieratissimo e sempre presente sulle pagine dei quotidiani britannici,  UKIPUnited Kingdom Independence Party) che, secondo gli ultimi sondaggi lanciati dall’’Independent’, sembra si attesti con una percentuale significativa nelle scelte dei britannici per le prossime elezioni europee. È un vero shock per la Gran Bretagna ed è un segnale d’allarme per l’intera Unione Europea. Per l’Italia ne fanno parte la Lega Nord ( che non comprende  Mario Borghezio che è stato espulso dal gruppo e adesso fa parte dei non iscritti) e Io amo l’Italia di Magdi Allam che è anche eurodeputato.

Il gruppo è aperto ai deputati che sottoscrivono una Europa della Libertà e della Democrazia e  la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti umani .Il gruppo  sottoscrive un  programma in diversi punti.

Il primo punto riguarda la  libertà e la cooperazione tra le persone di diversi Stati. «Impegnata ai principi della democrazia , della libertà e cooperazione tra Stati nazionali , il Gruppo privilegia un’unica e  trasparente, la cooperazione democratica e responsabile aperto tra Stati sovrani europei e respinge la burocratizzazione d’Europa e la creazione di un unico superstato europeo centralizzato» . Il secondo cardine del programma riguarda la democrazia, cioè una maggiore democrazia e il rispetto della volontà popolare. «Convinto che il livello legittimo per la democrazia spetta agli Stati nazionali , le loro regioni e parlamenti poiché non esiste una cosa come un unico popolo europeo; il Gruppo si oppone un’ulteriore integrazione europea (trattati e politiche) che aggravare l’attuale deficit democratico e la struttura politica centralista dell’UE . Il Gruppo favorisce che eventuali nuovi trattati o qualsiasi modifica dei trattati esistenti devono essere sottoposti a votazione dei popoli attraverso referendum nazionale libera e leale negli Stati membri. Il gruppo crede che la legittimità di ogni potere proviene dalla volontà dei suoi popoli e il loro diritto di essere liberi e democraticamente governato ».

Il terzo aspetto del programma riguarda le radici culturali europee, ossia il rispetto per la storia d’Europa , delle tradizioni e dei valori culturali. Come affermano i federalisti: «popoli e nazioni d’Europa hanno il diritto di proteggere i propri confini e rafforzare i propri valori storici , tradizionali, religiosi e culturali. Il Gruppo rifiuta la xenofobia , l’antisemitismo e qualsiasi altra forma di discriminazione». C’è anche il rispetto delle differenze e degli interessi nazionali: libertà di voto che significà libertà nel prendere le decisioni rispetto ai trattati. La pratica dell’opt out quindi è un’ottima soluzione qualora lo stato membro non sia d’accordo. Inoltre, il gruppo EFD rispetta la libertà delle sue delegazioni e deputati di votare come meglio credono . Il partito italiano iscritto al gruppo dei Fedrealisti europei è la Lega Nord che ha avviato una campagna elettorale usando come testimonial anche alcuni immigrati per mostrare come la vita in Italia non è sinonimo di ricchezza.

Il gruppo parlamentare non ha designato nessun candidato alla presidenza della Commissione Europea né, come i conservatori e riformisti, ne ha sentito la necessità. I Federalisti sono fortemente critici e euroscettici verso le istituzioni europee e in questi cinque anni di legislatura hanno rispettato i loro statuto ponendo i problemi nazionali prima di quelli europei. Politici come Nigel Farage hanno affermato che non ci sono le basi per gli Stati Uniti d’Europa lanciando una netta critica alla revisione dei trattati così come il Gruppo dell’ALDE e lo Spinelli Group la vorrebbe. Una visione delle istituzioni che governano una federazione di stati, non è quella congeniale all’EFD che vede l’Unione proprio come un insieme di stati con i loro interessi. Sono contrari all’euro e vorrebbero ritornare al sistema monetario precedente. Sono contrari al Trattato di Lisbona.

Il programma dei federalisti è improntato quindi sull’uscita dall’euro per tornare alle monete nazionali e su una federazione vera e propria dell’Unione che renda gli stati membri i veri decisori. Sono euroscettici e la critica che indirizzano alle istituzioni europee è di non lasciare troppo spazio agli stati membri.

Il gruppo politico quindi propone uno studio che si sforza di creare obiettività contro questa polarizzazione di fatti che mettono l’accento sugli effetti che ha sugli sforzi imprenditoriali nell’UE. Il gruppo dei federalisti è contro al trattato con gli Stati Uniti perché aprirebbe ancora di più il mercato europeo alla globalizzazione e allo scambio di prodotti che possono minacciare alcune peculiarità europee. Questo trattato è anche legato allo scandalo della National Security Agency, per questo che molti gruppi lo osteggiano. Inoltre, c’è la questione dell’euro che l’EFD vorrebbe abolire e tornare alle monete nazionali perché considerato la fonte dei problemi della politica monetaria e economica dell’Unione europea. Infine, il gruppo parlamentare ha tra i suoi punti di forza la proposta di una politica rigorosa sull’immigrazione, che utilizza i respingimenti e le quote come le armi più efficaci per combatterla.

L’euroscetticismo, quindi, per il gruppo politico, è la fonte principale del suo programma.  Secondo l’EFD, l’Europa deve ripartire dagli stati membri e snellire la sua burocrazia a vantaggio di questi.

Gli ultimi sondaggi prevedono per il gruppo 36 seggi, cinque in più dell’ultima legislatura ma non così tanti come i non iscritti, dove sembra confluiranno, secondo le intenzioni di voto, ben novantanove eurodeputati. Infine, non hanno un candidato alla presidenza della Commissione  e non hanno mai sostenuto la seconda commissione a guida Manuel Barroso.

 

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