lunedì, Ottobre 25

Europee, il primo affondo è di Grillo 40

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Il M5S è il primo partito a indicare i candidati che correranno alle europee. Sono 73 e sono stati scelti, almeno ufficialmente,  dagli iscritti al movimento. Come per le politiche la selezione è avvenuta in base a dei video di presentazione che già in passato avevano destato non poco sarcasmo nel mondo dell’informazione e della satira. Ma non è solo questo il motivo per cui il M5S è alla ribalta. Infatti il loro leader, Beppe Grillo, è già in piena campagna elettorale e per questo oggi nel suo blog ha scritto che Matteo Renzi  «dovrebbe andare al 41 bis per le menzogne che racconta».

La provocazione di Grillo deve aver proprio oltrepassato il segno se anche il sempre pacato David Sassoli, capo delegazione del Pd al Parlamento Europeo, si è chiesto come sia possibile che «un miliardario non riesca a trovare un bravo medico». A parte la battuta di Sassoli, l’innalzamento dei toni deciso da Grillo potrebbe essere indice della difficoltà del M5S di arginare il crescente consenso di Renzi che, come afferma il portavoce del Pd Lorenzo Guerini, «sta togliendo armi all’anti-politica». Ciò è confermato anche dall’atteggiamento in aula dei parlamentari grillini che, da diverse settimane, prendono spunto da qualsiasi provvedimento in discussione per attaccare non tanto il governo quanto la figura istituzionale di Renzi unico altro leader, insieme a Grillo, in grado di sedurre l’animo degli elettori.

Ma il Pd in questi giorni non deve difendersi solo dagli attacchi di Grillo e di tutto il fronte anti-europeista ma anche dal fronte di coloro che criticano fortemente l’impianto di revisione costituzionale presentato dal governo. «Io temo che in questi trent’anni le continue prese di posizione dei professori abbiano bloccato un processo di riforma non più rinviabile per il Paese» ha dichiarato il ministro Maria Elena Boschi questa mattina ad Agorà riferendosi espressamente all’appello “La svolta autoritaria” firmato dai costituzionalisti Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky e da molti altri intellettuali.

La frase della Boschi ha suscitato molte polemiche anche all’interno dello stesso Pd. «Rispondere alle critiche liquidandole con battute che colpiscono come in questo caso “una categoria” non va per niente bene» ha dichiarato la deputata Sandra Zampa vice presidente del Pd (qui l’intervista rilasciata a L’Indro proprio oggi) secondo la quale, inoltre, «il dissenso si può argomentare in altri termini».

La giornata politica però, non è stata dominata solo dalle polemiche ma anche da alcune decisioni del Consiglio dei ministri tenutosi oggi pomeriggio. In primis quella di sopprimere quattro ambasciate e cioè quelle di Tegucigalpa (Honduras), Reykjavík (Islanda), Santo Domingo (Repubblica Dominicana), e infine Nouakchott (Mauritania). Inoltre è stato deciso di tagliare sui permessi sindacali dei dirigenti della PA e di introdurre interventi di riqualificazione energetica sugli immobili della PA. Inoltre il governo ha preso la decisione di sciogliere il consiglio comunale di Battipaglia per infiltrazioni camorristiche.

 

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