domenica, Settembre 19

Europee: braccia tornate all'agricoltura Ovvero, i trombati doc delle Europee, ma anche i Consiglieri regionali piemontesi mandati a casa

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Parbleu!
Immancabili, spuntano sui media le doglianze dei trombati, ovvero dei mancati candidati al Parlamento europeo.

Su tutti, è esilarante Claudio Scajola, il protomartire dell’ ‘a sua insaputa’, (dopo di lui ce n’è stato un diluvio…), graziato dalla Giustizia, ma rimasto tatuato nell’immaginario collettivo come colui a cui un benefattore compra un appartamento al Colosseo e lui non si stupisce di sborsare un fee d’acquisto irrisorio rispetto ai prezzi di mercato.

Sarò un’infame, come accusa l’ex Ministro sia chiunque rimembra ancor quel … lontano episodio  -correva l’anno del Signore 2010-, ma ci sono cose che persino il più distratto, benevolente e partigiano scajolista fra gli italiani non riesce a cancellare dalla memoria: magari il sor Claudio potrebbe pure imitare San Francesco e mettere un Centro di Accoglienza per extracomunitarie traviate e pentite proprio in quella casa, rimarrà sempre quello che…

Non so come l’opinione pubblica abbia accolto la notizia che, come Cincinnato (o, meglio, come il mio antenato Scipione l’Africano), ritirandosi dalla vita pubblica, si dedichi al suo orto. In particolare, agli asparagi.

Un collega simpatico, dirimpettaio di scrivania, mi ha appena insegnato una frase in puro slang autoctono (de Roma… e de dove, sennò?): ‘M’arimbarzi’ – in italiano, mi rimbalzi -, ovvero questa sua decisione scorre su di me come acqua su marmo; su me e chissà su quanti altri.

Il Corriere della Sera‘ edizione on line ha riportato una specie di cronaca delle ore antecedenti la chiusura delle liste di Forza Italia. L’ex Ministro dalla sorte beffarda  -appena si sedeva su una poltrona ministeriale, scoppiava un putiferio autoinflitto: anche quando fu Ministro dell’Interno, una sua frase infelice, cinica, meschina e imperdonabile (abbondano gli aggettivi s…qualificativi) su Marco Biagi, pronunciata fuori contesto, ovvero in un vertice internazionale a Cipro, causò talmente tante polemiche da costringerlo alle dimissioni- appare rassegnato a non esserci…

Non è che, d’altronde, spirino venti di novità fra i candidati – specie dalle parti della forza politica di origine dell’intervistato -. Non se lo va a raccattare neanche NCD! Un club di combattenti e reduci, le liste di Forza Italia, più qualche new entry con scarso cv politico, ma altre qualità. Fra i soliti notti, si va da Iva Zanicchi ad Alessandra Mussolini, che si è lasciata andare a una vera dichiarazione d’amore per il badante badato, in forza al Centro gestito dalla Fondazione Sacra Famiglia (che mi pare un nome anche vagamente allusivo, in tante accezioni, un mix fra Sacra Corona Unita e Nuova Famiglia Organizzata…; oppure il riferimento in contrappasso per contrasto per colui il quale, matrimonialmente parlando, la famiglia non è stata poi tanto sacra o che giurava sulla testa dei propri figli cose poi rivelatesi non proprio… esatte). Non dimentichiamo, poi, Elisabetta Gardini, Lara Comi e, sul filo di lana, Paolo Guzzanti.

Appare, invece, una furbata un po’ terra terra quel manifesto, apparso per le strade di Figline e Incisa Valdarno (i due Comuni si sono fusi quest’anno e ciò ha reso necessarie anche le nuove elezioni per sindaco e relativo Consiglio), dove è in atto un’altra campagna elettorale, quella per la poltrona di primo cittadino, in cui corre per la carica un tal Renzi, che di nome, però, fa Roberto.

Campeggia il logo di Forza Italia e lo slogan è ambiguo al punto giusto: ‘Berlusconi per Renzi‘. Dice bugie? Nient’affatto. Il candidato si chiama Renzi all’anagrafe e dunque non gli si può impedire di usare il proprio cognome. Inoltre, si candida localmente, dunque solo chi è in vena di fantascienza può immaginare che uno che se ne sta bello bello a Palazzo Chigi si impelaghi a Figline, per quanto non lontana da Pontassieve, per gestire un Comune che fa poco più di 23mila abitanti.

Dunque, RR (come Rolls Royce) ha tentato l’effetto ‘battuta’ costruendo questo manifesto ad effetto e, naturalmente, la foto ha avuto un effetto virale sul web…  Non gli è neanche possibile contraccambiare, realizzando un manifesto au contraire, ‘Renzi per Berlusconi’, in quanto al tristo l’Unione ha negato la soddisfazione della candidatura.

fallito il ricorso alla Corte di Strasburgo per reagire a questo smacco, se la piglia in saccoccia il mai domo pool di avvocati dell’Innominato che, altrimenti, gli avrebbe spillato un altro bel po’ di soldini.

Tornano virtualmente all’agricoltura anche le braccia di una serie di Consiglieri regionali piemontesi. Sono stati percorsi tutti i gradi di giudizio ma, la Cassazione ha confermato lo scioglimento del Consiglio regionale eletto nel 2010, con Cota che può promettere s…cot…ennamenti quanto gli pare, ma proprio non gliel’hanno fatta buona. Ormai, da decadente, è diventato definitivamente decaduto’. E’ solo un episodio di ciò che a noi, cittadini impotenti e semplici votanti (e talvolta, renitenti al voto), appare come un morbo erosivo di un intero sistema istituzionale, quello regionale, immaginato dai Padri Costituenti come la declinazione di poteri delegati che si poneva più vicina alle persone.

Un terremoto, in questi ultimi anni, si è abbattuto sulle Regioni. Ma, mentre il terremoto ‘vero’ è frutto di forze naturali ingovernabili e imprevedibili, quello istituzionale ha un unico denominatore: l’avidità umana.

 

 

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