mercoledì, Giugno 23

Europa: Waterloo non ancora acqua passata

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Resta ancora tanto da fare per mantenere le promesse di separazione totale tra la Chiesa e lo Stato, perché la religione, che dovrebbe essere solo una questione personale, ha una forte ingerenza nelle politiche europee. La Francia non è più un Paese indipendente ma è legata all’Unione Europea tramite sovranità condivisa, come ammettono gli stessi tecnocrati europei e come ha recentemente ammesso anche lo stesso Presidente francese François Hollande. Il termine in sé, però, è vuoto di significato, perché la sovranità non può essere condivisa. Questi tre fattori erano al centro del Congresso di Vienna, considerato da alcuni politici contemporanei come simbolo della diplomazia multilare europea. Purtroppo, per molti europei, il significato di democrazia sembra essersi ridotto all’atto di votare alle elezioni nonostante molti legislatori europei vengano scelti all’interno degli stessi gruppi e prendano a Bruxelles decisioni che annullano altre prese nei singoli paesi.

Napoleone è stato dipinto dai suoi detrattori come un tiranno e, in base ai criteri attuali, lo è. Fu però un tiranno che protesse la libertà e fece tanto per l’uguaglianza di diritti tra le persone. Era un cittadino imperatore che cercò di proteggere i propri concittadini dalla morsa della religione politicizzata e di costruire una nuova classe alta basata sul talento e non sulla nascita. Il suo obiettivo non era quello di dare al popolo un Governo eletto, era molto di più: voleva creare una grande civiltà sul lungo periodo.

Victor Hugo aveva ragione, a Waterloo c’era l’Europa da una parte e la Francia dall’altra: il primo era lo schieramento dei sovrani europei, degli aristocratici e della teocrazia; l’altro era quello della Francia e della sua filosofia ispirata all’Illuminismo e alle culture di Grecia e Roma.

Waterloo e il Congresso di Vienna semplicemente posticiparono il sogno mediterraneo di Napoleone, un sogno che è ancora vivo e si nutre di idee. E le idee, si sa, non muoiono mai. Il Congresso di Vienna può continuare a ispirare i tecnocrati dell’Europa unita, ma è un’ispirazione vuota, senza grandezza, senza una filosofia. Nello scontro del 2015 tra Berlino e Bruxelles da una parte e dall’altra il popolo greco e coloro che volevano liberare il bacino mediterraneo dalla stretta della Germania e dei tecnocrati europei, i difensori della Grecia parlarono spesso dell’eredità greca della democrazia e del progresso umano in contrasto con le idee mercantiliste dell’Unione Europea guidata dalla Germania e ampiamente condivise anche dalla Gran Bretagna.

Quando si visita l’ultima dimora di Napoleone all’Hôtel des Invalides a Parigi, si entra in un’ampia sala sovrastata da una cupola; il sarcofago di Napoleone si trova al centro della stanza, circondato da statue e iscrizioni sui muri che ricordano l’Impero Romano, il suo sistema legale e lo spirito della sua civiltà. Sotto quella cupola, si entra in contatto con un’opera meravigliosa ma incompiuta.

Nella poesia di Hugo, Napoleone morto è descritto come un Cesare addormentato sotto la propria cupola. Le persone come Napoleone e i suoi eroi, Alessandro Magno e Giulio Cesare, coloro che governano guidati da una visione, i comandanti filosofi, non muoiono mai; semplicemente, si addormentano, ma le loro idee continuano a influenzare il mondo per tanto tempo dopo che loro son stati sepolti. Waterloo non è finita, l’anima del progresso mediterraneo è sempre viva. In una battaglia ci sono alti e bassi, ma una battaglia non finisce finché una delle due parti non si arrende. Una visita all’Hôtel des Invalides potrebbe convincere lo stesso Wellington che Waterloo non è ancora acqua passata.

Traduzione di Emma Becciu

 

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